L'Aids
(Acquired ImmunoDeficiency Syndrome = sindrome da immunodeficienza acquisita) è una malattia relativamente recente.
I primi casi sono stati descritti nel 1981 e, tuttavia, essa si è diffusa rapidamente
(milioni di soggetti nel mondo sono stati infettati dal virus HIV) in pressoché tutte le
nazioni, assumendo le caratteristiche di una vera e propria pandemia.
I primi casi sono stati descritti negli USA, alla fine del 1981, tra omosessuali maschi,
colpiti da infezioni opportuniste o da tumori particolari quali, ad esempio, il sarcoma di
Kaposi e affetti da una forma di immunodeficienza da causa allora non conosciuta.
Studi retrospettivi su sieri congelati hanno mostrato la presenza di anticorpi contro il
virus HIV (Human Immunodeficiency Virus = virus dell'immunodeficienza umana), riconosciuto
successivamente responsabile della malattia in un soggetto morto in Africa nel 1959.
Da dove è venuta questa malattia? Sono state formulate numerose ipotesi; la più
accreditata indicherebbe come progenitore del virus HIV un virus, l'STLVIII
(Simian T Cell
Leukemia Virus III), che nella scimmia provoca una sindrome riconducibile
all'Aids
dell'uomo.
L'infezione, dunque, avrebbe colpito le zone rurali dell'Africa dove sarebbe rimasta
confinata per lunghi anni e, successivamente, si sarebbe diffusa alle aree urbane del
Centro Africa.
Di lì, attraverso i rapporti commerciali con altri Stati, l'infezione avrebbe raggiunto
Haiti e l'America centrale, si sarebbe diffusa negli USA, in Europa e, successivamente, in
tutto il mondo. |
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Nkosi
Johnson, simbolo
della lotta contro l'AIDS, scomparso il 1 giugno
2001, ad 11 anni. |
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L'Aids
ha ucciso, nel 2000 tre milioni di persone nel mondo, tra le quali
500 mila bambini sotto i 15 anni; mentre nello stesso periodo
circa 5,3 milioni di persone (600.000 ragazzi con meno di 15 anni)
hanno contratto il virus. Con
un totale di 21,8 milioni di decessi dallo scoppio dell'epidemia,
l'impatto del virus si è rivelato ben più grave di quanto fosse
stato previsto all'inizio degli anni '90. Lo ha reso noto l'Onu. Il
rapporto annuale sull'Aids dell'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms) e il Programma dell'Onu di lotta all'Aids (UnAids) -
pubblicato recentemente a Ginevra
- stima che circa 36,1 milioni di individui nel mondo vivono
attualmente con il virus o l'Aids, "una cifra che supera del
50% le previsioni elaborate nel 1991". E l'epidemia continua
a propagarsi.
Rispetto all'anno scorso il rapporto sottolinea
l'allarmante crescita del numero di nuovi casi nei paesi dell'est
europeo, in Russia in particolare, ma anche, i primi segnali |
| di
una stabilizzazione delle nuove infezioni nell'Africa
sub-sahariana, la regione maggiormente colpita dal virus con ben
25,3 milioni di persone infette. Per
la prima volta, infatti il numero annuale di nuove infezioni
registrate nel 2000 nei paesi africani al sud del Sahara risulta
inferiore a quello dell'anno precedente, con 3,8 milioni di nuovi
casi contro i 4 milioni del 1999. Questo
lieve ribasso - spiega il rapporto - potrebbe annunciare una
stabilizzazione, le cui ragioni sarebbero diverse: i successi dei
programmi di prevenzione da un lato, ma anche la carenza di
vittime potenziali. La malattia ha già colpito così tante
persone che il numero di individui suscettibili di contrarre il
virus (sessualmente attivi) si è ridotto, afferma l'UnAids. |
Un'evoluzione
opposta è stata osservata nel 2000 nei
paesi dell'Europa orientale e dell'Asia centrale dove il numero delle
persone che vivono con l'HIV è salito a 700 mila nel 2000 contro le 420
mila dell'anno scorso. Molte nuove infezioni sono state registrate tra i
tossicomani. La situazione è particolarmente allarmante in Russia dove i
casi di nuove infezioni registrato quest'anno è pari alla somma di quelli
degli anni precedenti. In Asia del
sud e del Sud-est, 780 mila persone hanno contratto il virus (anno 2000),
mentre l'Asia orientale e del Pacifico (Cina inclusa) resta poco colpita
con 130 mila nuovi casi nel 2000. In America latina, 150 mila adulti e
bambini sono stati infettati e 60 mila nei Caraibi. In Africa del nord e
nel Medio Oriente i nuovi casi sono stati 80 mila. Nei paesi occidentali, deplora il rapporto, la prevenzione segna il
passo e il numero di nuove infezioni non è diminuito da un anno all'altro
con, per il 2000, 30 mila nuovi casi in Europa occidentale e 45 mila in
America del nord.
LA
DIFFUSIONE DELL'HIV ALLA FINE DEL 2000
| Area
d'interesse |
popolazione
infetta |
%
su popolazione adulta |
principali
vie di trasmissione (*) |
| Africa
sub-sahariana |
25,3
milioni |
8,8 |
Hetero |
| Nord Africa e
Medio Oriente |
400.000 |
0,2 |
Hetero, Idu |
| Sud-est
asiatico |
5,8
milioni |
0,56 |
Hetero, Idu |
| Asia orientale
e Pacifico |
640.000 |
0,07 |
Idu, Hetero,
Msm |
| America Latina |
1,4
milioni |
0,5 |
Msm, Idu,
Hetero |
| Caraibi |
390.000 |
2,3 |
Hetero, Msm |
| Europa
dell'Est e Asia occidentale |
700.000 |
0,35 |
Idu |
| Nord America |
920.000 |
0,6 |
Msm, Idu,
Hetero |
| Australia e
Nuova Zelanda |
15.000 |
0,13 |
Msm |
|
| |
| (*) LEGENDA: |
Hetero: rapporti
eterosessuali |
|
Idu: siringhe
infette |
|
Msm: rapporti
omosessuali |
MODALITA' DI TRASMISSIONE
Per ciò che concerne le modalità di diffusione e di presentazione dell'epidemia da HIV,
sono descritti tre differenti quadri (patterns)
epidemiologici.
Il pattern I comprende gli USA, il Canada, l'Europa
dell'Ovest, l'Australasia, il Nord Africa, parti del sud America; qui l'epidemia si è
diffusa soprattutto tra gli omosessuali, i bisessuali e i tossicodipendenti.
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Coloro che hanno contratto l'infezione per via eterosessuale, costituiscono una piccola
percentuale di casi.
Nel pattern II, comprendente il resto dell'Africa e del Sud
America, la maggioranza dei soggetti ha acquisito l'infezione per via eterosessuale, con
un rapporto uomo-donna di circa uno ad uno.
L'Aids in questi paesi ha avuto un impatto drammatico; sui trentatré milioni di soggetti
stimati infettati dal virus HIV nel mondo, 25,3 milioni risiedono nell'Africa sub
Sahariana! |
|
Il pattern III (Asia-Pacifico, Europa dell'Est e Medio
Oriente), dove il virus HIV è stato introdotto probabilmente più tardi rispetto ai paesi
appartenenti agli altri patterns, è caratterizzato da un numero
relativamente modesto di casi
notificati di Aids.
In questi ultimi tempi, tuttavia, si è riscontrato un forte incremento dei casi di
infezione da HIV al punto che, Michael Merson direttore del Programma Globale
sull'Aids
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha affermato che l'epidemia dell'Asia può
ultimamente far scomparire tutte le altre sia come impatto che come portata.
La Thailandia, a questo riguardo, ne è l'esempio più drammatico.
Dopo i primi casi del 1984, i gruppi più colpiti dalla diffusione epidemica sono stati i
tossicodipendenti, le prostitute ed i giovani eterosessuali.
Così si è visto che, tra i giovani con MST (Malattie Sessualmente Trasmesse), la
prevalenza dei soggetti infettati da HIV è salita dal 0% al 6,9% e tale percentuale è
destinata ancora a salire.
In una ricerca fatta sui sieri di 1000 giovani di leva (Nopkesom, 1993) si è evidenziato
un tasso di infezione del 6,9%; nel nord della Thailandia tale tasso negli uomini
raggiunge il 15,3%.
Tre quarti di queste persone riferivano rapporti sessuali con prostitute e sintomi
indicativi di MST; tre quinti di loro avevano usato metà delle volte il preservativo.
Questa situazione drammatica, non presente né percepita tale fino al 1990, assomiglia a
quella dei paesi più industrializzati dell'Africa.
L'epidemia da HIV è purtroppo alimentata da numerosi fattori sociali e demografici: le
migrazioni numerose (nel 1991, 70.000 lavoratori thailandesi hanno viaggiato all'estero in
cerca di lavoro), l'esodo delle donne verso le aree urbane per praticare la prostituzione,
in cerca di guadagno per le loro povere famiglie rurali...
L'esperienza africana insegna che nei prossimi anni un numero elevato di bambini sarà
orfano; la povertà aumenterà, vi sarà una caduta nell'educazione e una diminuita
produzione di cibo nel momento in cui la forza lavoro si ammalerà.
A tutto ciò va aggiunto il problema della tubercolosi, malattia assai diffusa in Asia,
continente in cui sono presenti i due terzi di casi di tubercolosi di tutto il mondo; a
causa dell'HIV, tale situazione diventerà ancora più drammatica perché si attiveranno
migliaia di tubercolosi latenti.
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Sequenza
delle varie fasi d'infezione di una cellula sana
(CLICCA SULLA FOTO PER INGRANDIRE) |
I virus responsabili dell'Aids sono due: HIV1 ed HIV2 (Human Immunodeficiency virus = virus dell'immunodeficienza
acquisita).
Appartengono entrambi al gruppo dei retrovirus ed hanno come caratteristica quella di
uccidere la cellula da loro infettata.
Il virus HIV2 è confinato pressoché esclusivamente in una piccola zona dell'Africa, per
cui HIV1 è il principale responsabile dell'epidemia di Aids.
Normalmente, dunque, quando si parla di HIV si allude ad HIV1.
Il virus può attaccare numerose cellule dell'organismo; in particolare esso predilige
quelle cellule che hanno sulla loro superficie un recettore chiamato CD4.
La cellula bersaglio privilegiata dal virus è il linfocita (un globulo bianco del nostro
organismo) CD4 positivo. Questo linfocita ha un importante ruolo nel sistema immune, nella
difesa da molte infezioni e dall'insorgenza di alcuni tumori.
Il virus è caratterizzato dalla presenza di un involucro esterno composto da una membrana
(envelope) di glicoproteine (gp120, gp41), da proteine del nucleo (core) virale (p24) e,
più internamente, dalla presenza delle catene di acido nucleico e dalla presenza di un
enzima che ha un ruolo importante nella replicazione del virus: la trascrittasi inversa.
Tale enzima ha il compito di trascrivere l'RNA (acido ribonucleico) in DNA (acido
dessosiribonucleico), operazione inversa a quel che succede normalmente in biologia, dove
il flusso dell'informazione passa da DNA ad RNA.
L'infezione da HIV può restare per lunghi anni clinicamente silente;
tuttavia, mano a mano che le difese immuni cadono, si presentano nel soggetto infettato
numerose infezioni e/o tumori.
Alcune di queste infezioni, denominate opportuniste (infezioni, cioè, causate da germi
che in una persona immunocompetente non danno malattia e che, invece, sfruttano la
situazione di immunodeficienza del soggetto per farlo ammalare) e determinati tumori fanno
porre la diagnosi di Aids.
Evidentemente esse sono la spia di una grave compromissione immunitaria.
Le infezioni che si manifestano, possono colpire qualunque organo.
Le più comuni infezioni a carico del Sistema Nervoso Centrale sono:
Tra i tumori che possono
colpire il Sistema Nervoso Centrale, il più importante è il linfoma cerebrale primitivo.
Vi è poi un coinvolgimento anche del sistema nervoso periferico con numerose
manifestazioni cliniche. Assai frequenti, ed avvertite come molto fastidiose dal paziente,
sono le neuropatie periferiche, sia di tipo sensitivo che motorio, a carico di uno o più
nervi.
L'apparato respiratorio è pesantemente coinvolto con polmoniti ricorrenti provocate da
germi usuali (Streptococcus pneumoniae, Haemofilus influenzae, Stafilococco aureo etc.),
o da opportunisti (Pneumocystis Carinii, Criptococco, Candida, Micobatterio
tubercolare, Micobatteri atipici, Cryptosporidium, Istoplasma, Citomegalovirus, Virus
erpetici).
La polmonite da P. Carinii (PCP) può talora essere accompagnata da una grave forma di
insufficienza respiratoria, che può anche richiedere manovre rianimatorie.
Il polmone è anche sede di tumori; il più caratteristico è il sarcoma di Kaposi, un
tumore ad origine vascolare che può interessare sia la cute che gli organi profondi e che
nell'Aids tende ad avere un atteggiamento invasivo.
Caratteristica dell'infezione da HIV pediatrico è la Polmonite interstiziale linfoide
(LIP)
A carico dell'apparato gastroenterico, si possono riscontrare esofagiti o gastriti da
Candida, da Citomegalovirus (CMV), da Herpes simplex; da EBV, da Micobatteri tipici ed
atipici, da Cryptosporidium, da Pneumocystis Carinii; neoplasie quali i linfomi o il
Sarcoma di Kaposi.
Le enteriti possono essere provocate da Criptosporidium, Isospora belli, Microsporidi,
Candida, Micobatteri, Giardia lamblia ed altri parassiti, Salmonelle, CMV e HSV. Vi sono
poi localizzazioni intestinali anche dei linfomi e del Sarcoma di Kaposi.
Anche il fegato e le vie biliari sono colpiti; epatiti granulomatose da micobatteri; da
funghi; specie da Criptococco; da virus: CMV, HSV, EBV, da farmaci. Epatiti virali
croniche sono spesso presenti in soggetti con infezione da HIV. Il pancreas può anch'esso
essere colpito da infezioni opportuniste o da tumori. Cuore, ipofisi, surrene, testicolo,
tiroide sono organi variamente coinvolti in corso di Aids.
Sono anche presenti manifestazioni oculari caratteristiche: retiniti da CMV, da
micobatteri, da criptococco, da toxoplasma, da candida, da herpes simplex, da histoplasma
capsulatum e tumori, quali il sarcoma di Kaposi o il linfoma orbitale di Burkitt.
La cute ed il cavo orale sono anch'essi largamente coinvolti: dermatite seborroica,
lesioni erpetiche HSV e VZV, mollusco contagioso, criptococcosi, sarcoma di Kaposi,
candidosi etc.
Anche a carico dell'apparato emopoietico sono presenti numerose alterazioni, legate a
fattori intercorrenti (deficit di folati e vitamina B12 legati alla denutrizione,
infezioni opportuniste, lifomi ecc.) o chiamanti in causa direttamente il virus HIV.
...IN
SINTESI (dati a cura MSF
relativi al 1999)
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33,6
milioni di persone sono
colpiti da HIV/Aids;
-
1,2
milioni di bambini sono colpiti da HIV/Aids;
-
il
95% dei malati di Aids non ha accesso alle terapie;
-
In
molti paesi in via di sviluppo il costo dei farmaci antiretrovirali
per il trattamento mensile è 30 volte superiore al reddito mensile
medio.
-
il
70% dei sieropositivi vive nell’Africa sub-sahariana;
-
nel
1999 sono divenuti sieropositivi circa 570.000 bambini, il 90% dei
quali in Africa;
-
nel
1999 i morti per Aids sono stati 2,6 milioni: il 95% delle
vittime abitava in paesi poveri; il 79% nell’Africa sub-sahariana;
-
in
totale, in Africa vi sono stati 13,7 milioni di morti per Aids
-
a
causa dell’Aids sono orfani 11,2 milioni di bambini, la gran parte
africani;
-
si
stima che, a causa dell’Aids, nel 2005 il prodotto interno lordo
del Kenya sarà del 15% più basso di quello che avrebbe potuto
essere;
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Qual'è la causa
dell'Aids?
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Dove ha avuto origine
l'Aids?
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Come l'HIV penetra nell'orgnismo?
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Come l'HIV danneggia l'organismo?
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Che cosa vuol dire essere sieropositivo?
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Come si può contrarre
l'Aids?
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E'
possibile contrarre l'Aids mediante un solo rapporto sessuale non
protetto?
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Durante un rapporto
sessuale per via vaginale/anale con una partner potenzialmente
infetta, si è rotto il preservativo! Il soggetto se ne è accorto nel
momento in cui il preservativo si è rotto, per cui ha interrotto
immediatamente il coito e lo ha ripreso soltanto dopo avere messo un
preservativo integro. Quale è il rischio?
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Quale è la
concentrazione di virus HIV nello sperma e nelle secrezioni vaginali?
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Qual è la
probabilità dell'infezione nel caso maschio infetto - donna sana
(sperma) e donna infetta - uomo sano (secrezione vaginale) nel caso di
rapporto non protetto?
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Per il rischio di
contagio da HIV, avere rapporti con una donna in stato mestruale, può
costituire un aggravante del rischio di contagio, in un rapporto
eterosessuale? Se affermativo, di quanto aumenta il rischio di
contagio per l'uomo? Nel caso descritto precedentemente, se il
contatto tra le mucose sessuali fosse di breve durata, esisterebbe
comunque rischio?
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E' possibile
ritenere il rapporto sessuale con prostitute (ovviamente protetto da
profilattico) più sicuro di quello con partner occasionali, dal
momento che la prostituta per definizione non partecipa al rapporto
sessuale e quindi non dovrebbe emettere secrezioni vaginali?
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E' vero che urinare
subito dopo un rapporto sessuale elimina ogni possibilità di
contrarre malattie a trasmissione sessuale?
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"Ho avuto un
rapporto anale passivo: mi sono subito lavato accuratamente, però
sono molto preoccupato per una probabile infezione..."
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Il preservativo è
un mezzo veramente efficace per proteggersi dall'Aids? Quanto è
affidabile? Avere rapporti sessuali, vaginali e/o anali, con un/una
partner potenzialmente sieropositivo/a utilizzando il profilattico,
quali rischi si corrono?
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Indipendentemente
dal disagio erotico, è plausibile ritenere che indossando
correttamente due preservativi durante un rapporto sessuale (anziché
uno solo) ci sia una quasi doppia protezione?
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Esistono casi
documentati di trasmissione del virus HIV attraverso preliminari come
carezze e/o baci oppure mediante masturbazione reciproca?
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Quale è la
probabilità di infettarsi attraverso piccole abrasioni o ferite sulle
mani che vangano a contatto con liquidi infetti (secrezioni vaginali,
liquidi spermatico e/o precoitale)?
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Se il liquido
vaginale va a contatto con la parte superiore del pene tramite le
mani, senza il contatto diretto pene-vagina, può esserci il rischio
di un eventuale contagio del virus HIV?
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"Vorrei sapere
se con un rapporto sessuale non protetto, con una donna che ha una
elevata probabilità di avere l' HIV, è possibile prendere tale virus
nonostante non sia stato raggiunto l'orgasmo internamente ma
esternamente, dopo aver raggiunto l'eiaculazione in modo manuale dopo
circa 20 secondi dal momento in cui è cessato il contatto tra il pene
e la vagina."
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E' possibile
infettarsi mediante rapporti orali attivi o passivi con un partner
sieropositivo?
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Quali percentuali
di contagio ci sono in un rapporto orale? Il sesso orale senza
preservativo ha lo stesso grado di rischio di contagio del normale
amplesso senza protezione?
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Qual è la
probabilità di contrarre l'infezione via cunnilingus a donna
infetta?
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"Sono stato
il soggetto attivo di un rapporto orale con un/una partner a rischio.
Il rapporto è durato meno di un minuto, che possibilità ho di aver
contratto l'infezione?"
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In un rapporto
orale, c'è lo stesso rischio di contrarre l'Aids da parte di ambedue
i partners?
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La trasmissione
del virus HIV per via orale avviene per la sola eiaculazione (o
secrezione vaginale) oppure è necessario che ci sia anche la presenza
di sangue in bocca (contatto liquido infetto - sangue)?
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"Ho sentito
parlare di una fase acuta dell'HIV: vorrei sapere come si manifesta e
dopo quanto tempo."
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"Leggo da più
parti che il periodo finestra è di sei mesi mentre su un buon libro
ho letto che il periodo finestra, nel caso di rapporti eterosessuali,
è di 52 giorni, o meglio che verso il 52° giorno compaiono gli
anticorpi. Dopo quanto tempo da una situazione "a rischio"
è opportuno effettuare il test anti-HIV?"
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Quanto costa il
test anti-HIV e dove lo si può fare?
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Per il test
anti-HIV, occorre prescrizione medica?
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E' possibile che
un test HIV risulti positivo senza che sia stata rilevata alterazione
di altri valori dalle comuni analisi del sangue (ad es. valori
riferiti a funzionalità epatiche)?
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Se si risulta
negativi al test anti-HIV una volta, vuol dire che si è immuni al
virus?
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Il test ELFA
(Enzime Linked Fluorescent Assay) è attendibile come i migliori
ELISA?
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Cos'è la metodica
PCR, in generale, ed, in particolare, sulla PCR quantitativa in
relazione al progredire dell'infezione?
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Cosa si intende
con il termine "Viral Load"?
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La puntura
accidentale con l'ago di una siringa usata da un soggetto
potenzialmente sieropositivo, comporta il rischio di trasmissione del
virus HIV?
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"Avendo un
partner ex eroinomane che non ha mai fatto scambio di siringhe, vorrei
sapere la percentuale di possibilità che abbia l'HIV. E se, nel caso
in cui fosse negativo, può trasmettermi l'HIV? E come? Potrebbe
essere sieropositivo? Potrebbe far diventare sieropositiva anche me o
potrebbe farmi contrarre l'HIV?"
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E' possibile il
contagio da parte di insetti ematofagi quali le zanzare?
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"Avendo
ricevuto l'antitetanica in seguito ad una ferita, vorrei sapere se
esiste il rischio di aver contratto l'Aids. Esiste la possibilità di
contrarre l'Aids con immunoglobuline o vaccini?"
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E' vero che
possono trasmettere il virus HIV soltanto le persone che già mostrano
segni di malattia?
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Dopo quanto tempo
dal contagio si manifestano i sintomi dell'infezione?
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Come non si contrae
l'Aids?
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Come si può ridurre il rischio di contrarre
l'Aids?
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Cosa fare se si conosce qualcuno infetto dall'HIV?
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Come si può sapere se si è stati infettati dall'HIV?
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E' importante la prevenzione?
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Cosa si fa per la ricerca?
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