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La diarrea del viaggiatore
è una sindrome clinica che viene definita come "più di tre scariche al giorno di
feci non formate in un viaggiatore" accompagnate da nausea e dolori addominali in
assenza di febbre.
L'incidenza di diarrea del viaggiatore varia in relazione sia agli individui che
maggiormente alla destinazione.
Schematicamente nel mondo esistono tre zone geografiche:
a) Europa Occidentale e il Nord America (incidenza <10%)
b) Europa del Sud e le isole dell'Estremo Oriente (dal 10 al 20%)
c) il resto del mondo (dal 20 al 50%)
Il rischio è più alto nei paesi con basse condizioni igienico-sanitarie; altri fattori
dipendono dall'ospite. Il rischio di diarrea aumenta in certi viaggiatori:
a) quelli con elevato tenore socioeconomico
b) quelli che non adottano misure igienico-sanitarie
c) i bambini piccoli con meno di sei anni
d) quelli che effettuano vacanze avventurose
e) i soggetti con acloridria gastrica.
All'interno di un paese l'incidenza varia con la stagione. In Nepal, ad esempio,
l'incidenza di diarrea batterica o parassitaria (Giardia Lamblia, Entaemoeba
histolitica) è da 2 a 4 volte più alta in primavera rispetto al resto dell'anno.
Una stretta osservanza alle regole igienico-alimentari riduce drasticamente i rischi di
diarrea del viaggiatore.
| SINTOMI |
| 2/3 scariche di
feci molli o acquose al giorno |
| dolori
addominali |
| nausea |
| vomito |
| febbre |
| muco e sangue |
| CAUSE |
| stress da
viaggio (jet lag) |
| cambiamento del
regime dietetico |
| acqua di
rubinetto di dubbia provenienza |
| bevande bollite
ma raffreddate e mantenute in contenitori non igienici |
| ghiaccio
prodotto da fonte non sicura (anche gelati e budini) |
| cibo crudo o
cotto e raffreddato |
| formaggio, latte
e burro di dubbia provenienza |
| frutta con
buccia e verdura fresca |
| contatti con
individui infetti e biancheria non igienicamente trattata |
Molti micro-organismi patogeni possono causare diarrea del viaggiatore. Il ruolo
principale è assegnato all'E.Coli enterotossico ETEc che è responsabile dal 16
al 42% dei casi in relazione alla destinazione.
Vista la frequenza della diarrea del viaggiatore, il viaggiatore deve essere informato
sulla modalità di terapia e sul fatto che la comparsa della diarrea potrebbe interferire
sull'assorbimento di certi farmaci.
La diarrea del viaggiatore può costituire un grave problema nei primi anni di vita: al
momento per i bambini, le uniche misure da adottare sono quelle igienico-sanitarie non
essendo raccomandata la chemio-profilassi.
La reidratazione orale è la base del trattamento della diarrea del viaggiatore e si basa
sull'aumento del consumo di acqua potabile con l'aggiunta di biscotti salati o, in caso di
disidratazione marcata, sull'uso di confezioni specifiche per la reidratazione orale.
Il trattamento di prima scelta è una terapia antibiotica precoce. Glia antibiotici
consigliati sono il sulfametoxazolo+trimetropim (Bactrim) in Messico in
estate o un fluorochinolone (Ciproxin) in tutto il mondo. Il vantaggio
dei fluorochinolonici è quello di essere molto efficaci (possibilità di terapie brevi,
assenza di resistenza agli ETEc e probabilmente meglio tollerati).

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