Le
febbri emorragiche virali costituiscono un gruppo di malattie sistemiche,
virali, febbrili, caratterizzate da inizio acuto e improvviso.
Dopo
un periodo di incubazione, che può variare da 3 a 9 giorni per le
infezioni da virus Marburg e da 2 a 21 giorni per le infezioni sostenute
da virus Ebola, la sintomatologia, simile per entrambe le malattie, si
manifesta inizialmente con febbre, malessere generale, cefalea, mialgie,
faringite, cui fanno seguito vomito, diarrea, eruzione maculopapulosa,
coinvolgimento epatico e renale e diatesi emorragica.
La letalità è pari al 25%-30% nel caso delle forme sostenute dal virus
Marburg, e varia dal 50 al 90% nel caso di malattia da virus Ebola.
Gli agenti etiologici delle malattie di Ebola e di Marburg appartengono
entrambi alla famiglia Filoviridae; essi sono comunque distinti dal
punto di vista antigenico, e non presentano correlazioni antigeniche con
altri agenti virali.
Il virus Marburg è stato finora identificato in occasione di 4 focolai
epidemici circoscritti in Germania, Jugoslavia, Zimbabwe e Kenia.
Il virus Ebola è stato identificato per la prima volta a metà degli anni
'70 nelle regioni equatoriali del Sudan e dello Zaire; indagini
sierologiche hanno dimostrato prevalenze anticorpali intorno al 7% nelle
popolazioni residenti nelle aree epidemiche. I ceppi di virus Ebola
isolati nel corso delle epidemie in Zaire e Sudan presentano proprie
caratteristiche antigeniche e biologiche.
L'ultima epidemia si è verificata in Uganda ed ha causato 224 decessi.
Presumibili
serbatoi e sorgenti delle due infezioni sono roditori, pipistrelli,
artropodi.
Casi di contagio si sono verificati tra persone venute in contatto con scimpanzé |
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Virus Ebola |
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infetti. |
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E' possibile la trasmissione
interumana per contatto con sangue, secrezioni, organi, liquido
spermatico; si sono verificate infezioni nosocomiali e infezioni tra il
personale di laboratorio a contatto con animali da esperimento.
Il rischio per i viaggiatori internazionali che si dirigono nei Paesi in cui esistono
focolai epidemici, è trascurabile.
Coloro invece che si recano ad assistere i malati (personale medico o infermieristico,
missionari), devono fare massima attenzione. |
La malattia ha un'altissima mortalità (50-90% dei malati).
I
virus Ebola e Marburg sono stati classificati come agenti biologici di
gruppo 4 (vedi anche Direttiva CEE 93/88): agente che può causare
malattie gravi in soggetti umani e costituire un serio rischio per i
lavoratori; possono presentare un serio rischio di propagazione nella
comunità; non sono di norma disponibili efficaci misure profilattiche o
terapeutiche (rischio elevato a livello individuale e collettivo).
CRITERI
DIAGNOSTICI
I
criteri diagnostici sono essenzialmente gli stessi, tanto per la Malattia
di Ebola che per la Malattia di Marburg.
oppure
oppure
I
virus appartenenti alla famiglia Filoviridae, sono stati messi a
punto metodi di indagine basati su amplificazione genomica.
CASO
CONFERMATO
Malattia
compatibile dal punto di vista clinico confermata dal punto di vista
laboratoristico.
METODI
DI CONTROLLO
| A) |
misure nei
confronti di malati e contatti: |
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- notifica immediata
all'Autorità sanitaria centrale secondo le modalità
previste per le malattie infettive di Classe I dal D.M.
15.12.90;
- isolamento stretto di malati
e contatti primari; l'incidenza di infezioni nosocomiali in
ospedali africani è bassa, per cui non viene considerato
necessario, ma solo consigliabile, l'isolamento in speciali
reparti; tuttavia, le procedure per l'isolamento dei liquidi
organici e degli escreti debbono essere rigorose;
- esecuzione di esami di
laboratorio in strutture dotate di sistemi di alto
isolamento (livello di sicurezza BSL 4);
- disinfezione continua di
escreti e fluidi biologici e di tutti i materiali che sono
stati a contatto con il paziente, inclusi strumenti e
materiale di laboratorio, con utilizzazione di soluzioni di
ipoclorito di Na allo 0,5%, oppure di fenolo allo 0,5%,
oppure trattamento in autoclave, oppure termodistruzione;
- utilizzazione, in tutte le
fasi dell'assistenza al malato, compresa l'esecuzione degli
esami di laboratorio, di indumenti e mezzi di protezione
individuale (maschere, doppio paio di guanti, occhiali,
soprascarpe), possibilmente monouso;
- disinfezione terminale con
soluzioni di ipoclorito di Na o di fenolo e con formaldeide;
- ricerca ed identificazione
di possibili contatti e fonti di infezione;
- stretta sorveglianza dei
contatti secondari per almeno tre settimane (misurazione di
temperatura due volte al giorno, ospedalizzazione immediata
in isolamento al riscontro di temperatura > 38,3°C);
- astensione dai rapporti
sessuali fino a dimostrazione di assenza dei virus nello
sperma.
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| B) |
logistica: |
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Disinfezione
di mani, guanti, indumenti protettivi, escreti: |
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Guanti: lavare le mani ancora guantate con soluzione di
ipoclorito allo 0,5%, strofinandole accuratamente e risciacquando a lungo
in acqua corrente;
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Mani: lavare con acqua e sapone e risciacquare una prima
volta con soluzione alcool-iodata (1,6 gr/litro di iodio in alcol al 50%) e
poi in acqua corrente;
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Indumenti
protettivi: sigillare gli articoli monouso in
doppio sacco di plastica ed avviarli ad incenerimento. Gli articoli
riutilizzabili, dopo essere stati raccolti in doppio sacco di plastica,
saranno autoclavati prima del lavaggio;
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Maschere e respiratori: pulire la visiera con panno imbevuto
di soluzione di ipoclorito di Na, sciacquare in acqua calda e lasciare
asciugare per almeno 30 minuti prima di riporla. Prima della
riutilizzazione controllare la funzionalità di valvole e filtri dei
respiratori;
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Escreti: disinfezione con soluzione di ipoclorito al 2%,
assicurando un contatto di almeno 15 minuti;
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Termometri: pulizia dopo l'uso con
alcool in soluzione al 70%;
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Effetti letterecci: disinfezione in autoclave o
termodistruzione.
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Trasporto ed
evacuazione dei pazienti: |
Il
trasporto dei pazienti dovrà essere preferibilmente effettuato per mezzo
di barelle-isolatori pressurizzate, dotate di filtri HEPA (High Efficiency
Particulate Air).
In
caso di mancanza di tali dispositivi di trasporto, le parti del veicolo o
dell'aeromobile maggiormente esposte a contatto con il paziente ed i suoi
escreti, dovranno essere rivestite di fogli di plastica, al fine di
facilitare le successive operazioni di pulizia e disinfezione.
Dopo
il trasporto, i mezzi utilizzati dovranno essere puliti, mediante
sfregamento con soluzione di ipoclorito allo 0,1% o, preferibilmente, con
soluzioni di fenolo, risciacquandole dopo un contatto di almeno 30 minuti;
si procederà successivamente a disinfezione gassosa con vapori di
formaldeide. La disinfezione con formaldeide è altamente sconsigliata nel
caso di aeromobili, per il rischio di reazioni chimiche con la
strumentazione di bordo.
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disinfezione
terminale di stanze di degenza, laboratori, mezzi di trasporto: |
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- accurata asciugatura di tutte le superficie dopo il lavaggio con le
soluzioni di ipoclorito o fenolo;
- chiusura ermetica di tutte le aperture con nastri adesivi isolanti;
- fumigazione con vapori di formaldeide. A causa dello scarso potere
di penetrazione della formaldeide, questa dovrebbe permanere nell'ambiente
per almeno 8 ore.
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procedure per la
rimozione degli indumenti protettivi: |
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- nell'anticamera della zona contaminata sciacquare le mani ancora
guantate con soluzione di ipoclorito di Na;
- rimuovere il camice, il copricapo, le soprascarpe e riporli in un
sacco di plastica; la casacca o la tuta, il primo paio di guanti e le
soprascarpe, andranno rimossi ciascuno con unico movimento, ripiegandoli
dall'interno verso l'esterno;
- indossare quindi un paio di guanti puliti e riporre gli indumenti
protettivi nel sacco di plastica;
- togliere l'eventuale respiratore, tamponarlo con una spugna o un
panno imbevuto in una soluzione di ipoclorito di Na e riporlo nel proprio
contenitore;
- rimuovere il secondo paio di guanti e metterli nel sacco insieme
agli altri indumenti, e sigillarlo;
- lavare le mani, spostarsi verso l'area pulita dell'anticamera e
porre il sacco di plastica in un altro sacco (tecnica doppio sacco), sulla
cui etichetta andrà indicata la destinazione (autoclave, inceneritore,
laboratorio).
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| C) |
altre misure
preventive in aree epidemiche: |
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- controllo della popolazione murina e dei roditori selvatici;
- segnalazione internazionale di aree interessate da epidemie e della
possibilità di trasmissione della malattia dovuta a movimenti di
viaggiatori infetti;
- non sono previste misure quarantenarie; è consigliabile effettuare
sorveglianza sanitaria su viaggiatori provenienti da aree interessate da
epidemie.
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| D) |
trattamento
specifico: |
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La
somministrazione di Ribavirina, particolarmente efficace nei primi 6
giorni della malattia, dovrebbe essere effettuata per via endovenosa. La
dose di attacco è rappresentata da 30 mg/Kg, con terapia di mantenimento
ai seguenti dosaggi: 15 mg/Kg ogni 6 ore per 4 giorni, e 8 mg/kg ogni 8
ore per 6 giorni.
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