L'infezione
Meningococcica, dovuta principalmente a cinque sierogruppi A, B, C, Y, W135 è
ubiquitaria, ma esistono zone in cui tale infezione è maggiormente diffusa e sostiene
periodiche epidemie.
A maggior rischio sono le zone dell'Africa sub-sahariana compresa tra la Mauritania e
l'Etiopia, ampie zone del Brasile e più in generale la fascia tropicale lungo tutto il
globo. Sono pure a rischio Tanzania, Rwanda, Burundi, India e Nepal. |
In Africa si osservano ogni anno estese manifestazioni epidemiche di meningite, nella
fascia che si estende dal Sudan al Senegal (cintura della meningite).
Il fenomeno è particolarmente evidente nella stagione secca (da dicembre a giugno) e la
maggior parte dei casi è dovuta a Neisseria meningitidis di gruppo A.
Il 1996 è stato uno degli anni di massima attività epidemica, con più di 50.000 casi
nella sola Nigeria; più contenuta l'attività nel 1997.
Neisseria meningitidis causa una
patologia acuta e contagiosa che viene contratta per contagio aerogeno, cioè
respirando aria contenente delle goccioline di saliva microscopiche
provenienti da un soggetto malato o portatore, in genere in collettività,
per esempio in scuole o caserme.
L'infezione, che colpisce l'uomo ma non gli
animali, |

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La "fascia
della meningite" attraversa l'Africa centrale,
dall'Eritrea fino al Gambia. Gli abitanti di questa regione
sembrano particolarmente suscettibili a epidemie ripetute di
meningite che, in questa zona, sono per lo più dovute
all'infezione da parte di un particolare ceppo di batteri, i
meningococchi del sierogruppo A.
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| si localizza inizialmente nel nasofaringe e successivamente
raggiunge per via linfatica o per diffusione ematica le meningi. Il periodo
di incubazione è di 1-2 giorni. Questa malattia, chiamata anche Meningite
cerebrospinale epidemica, si manifesta improvvisamente con febbre, cefalea
intensa, nausea, a volte vomito, rigidità nucale, spesso esantema,
fotofobia, agitazione psicomotoria; molte volte a questi sintomi se ne
aggiungono altri più gravi come delirio e coma, e addirittura ci possono
essere dei casi fulminanti. In storia naturale la letalità di questa
malattia è del 50%, ma se si segue un'adeguata terapia si abbassa al 10%.
La malattie si manifesta più violentemente nei |
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bambini dell'età di 5-6
anni. La principale fonte di questa malattia è costituita dai portatori,
dove i meningococchi albergano solitamente per circa una settimana, in
quanto non riescono a sopravvivere nell'ambiente o in altri ospiti. La
percentuale dei portatori è del 5% circa, anche se aumenta leggermente col
sopraggiungere della stagione fredda e con i primi periodi primaverili.
La
vaccinazione è indicata per i viaggiatori che si recano nei
paesi africani in cui vi è endemia.
La vaccinazione è obbligatoria per l'Arabia Saudita nel
periodo concomitante con il pellegrinaggio alla Mecca.
In commercio vi sono due vaccini: il Tetravalente
(A+C+Y+135) o il bivalente (A+C). Il vaccino viene
somministrato in un'unica dose sotto cute, e diventa
totalmente protettivo dopo quindici giorni rimanendo attivo
per circa tre-cinque anni.
Se non si è provveduto alla vaccinazione e si dovesse
venire a stretto contatto con pazienti o in corso di
epidemia, si può assumere Rifadin 450 mg. 2 cpr. ogni 12
ore per due giorni; per i bambini 10 mg pro Kg. die per due
giorni di sciroppo. |
Come
i meningococchi attaccano l'organismo
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| Il
batterio che causa la meningite celebrospinale, Neisseria
meningitidis, vive nella mucosa orofaringea. La malattia
si manifesta quando il microrganismo riesce ad accedere al
circolo ematico e giunge alle meningi. L'agente patogeno si
sviluppa in questo ambiente, causando febbre, rigidità del
collo, dolori al capo e spesso coma. Spesso il batterio
libera un'endotossina che aumenta la permeabilità dei vasi
sanguigni provocando una brusca caduta della pressione
sanguigna; lo shock settico conseguente comporta spesso
perdita di lembi di cute e cancrena delle estremità. La
malattia è generalmente mortale se non viene curata con
antibiotici. |
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vedi cartina

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