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E' una malattia virale acuta, altamente contagiosa, che colpisce più frequentemente i bambini fra i 3 e i 6 anni, nel periodo compreso tra la primavera e l'autunno. Si manifesta dopo un periodo di incubazione di 10-15 giorni. Il periodo prodromico, caratterizzato dall'enantema, si manifesta con malessere, febbre levata, cefalea, vomito, fotofobia, lacrimazione, faringite, laringite, tracheite, tosse stizzosa, macchie di Koplik.
La febbre cade per 6-12 ore, ma ricompare con il periodo esantemico che si manifesta con una eruzione maculopapulosa, di colore rosso acceso, di diametro diverso, a margini sfrangiati, che inizia in regione cranio-facciale e si estende a tutto il corpo. La febbre regredisce in genere entro 48 ore, l'esantema dura in media una settimana.
Il morbillo può complicarsi con: encefalite, bronchite, polmonite, otite.
A distanza anche di sette anni, può seguire la panencefalite sclerosante subacuta. LA terapia è sintomatica, comporta l'uso di antipiretici, farmaci antitosse, balsamici; l'uso degli antibiotici come profilassi delle complicanze è controverso.
Esistono sia il vaccino specifico, sia le immunoglobuline iperimmuni.
In considerazione del fatto che il rischio di morbillo può essere molto alto in paesi tropicali e in via di sviluppo, la vaccinazione contro il morbillo deve essere fatta da chiunque non sia immune; le persone che possono essere considerate immuni sono coloro che hanno ricevuto lo specifico vaccino singolo od associato a quello contro la parotite e rosolia e coloro che hanno evidenza laboratoristica di immunità al morbillo.