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Morbillo-Parotite-Rosolia
Bisogna pensare di vaccinare con dose di antimorbillo singola tutti i nati
dopo il '56 che si recano all’estero, non ancora sottoposti a due dosi di vaccino o senza altra
prova di immunità.
Per i bambini che si recano in zone endemiche l'età della vaccinazione
deve essere abbassata. I lattanti dai
sei agli undici mesi devono ricevere una dose di vaccino antimorbilloso
monovalente (o MMR se il vaccino monovalente non è disponibile) prima
della partenza e rivaccinati a 15 mesi con una dose di MMR.
Quelli
da 12 a 14 mesi devono ricevere l'MMR prima della partenza. Questo deve
essere risomministrato tra i dodici ed i quindici mesi se il bambino è
stato vaccinato prima dei dodici mesi sempre che sia passato almeno un
mese dalla dose precedente.
La
vaccinazione Antiepatite B
E'
raccomandata nelle fasce di età non comprese dall’obbligatorietà e
qualora il viaggio sia programmato con sufficiente anticipo. E' necessario
ricordare tuttavia che le modalità di trasmissione di trasmissione
dell'infezione non espongono il bambino ad un rischio elevato.
Dall’89
l’OMS raccomanda la vaccinazione Antiepatite B per quei viaggiatori che
si recano nei paesi tropicali.
E'
stata approvata una schedula accelerata delle dosi del vaccino contro
l'Epatite B; le prime tre dosi sono somministrate a 0, 1, e 2 mesi ed una
quarta dose è data al dodicesimo mese: può essere di aiuto ai
viaggiatori che non abbiano il tempo (meno di sei mesi) di completare la
serie primaria di tre dosi.
A
seconda della destinazione e della durata del soggiorno ulteriori
vaccini richiesti o consigliati possono includere quelli contro la Febbre
Gialla, il Tifo, la malattia da Meningococco e la Rabbia.
La
febbre tifoide è iperendemica in gran parte dell’America Latina,
nell’intero continente Africano, nell’estremo
come nel vicino Oriente.
Le stesse aree di alta endemia per febbre tifoide sono di solito
caratterizzate anche da una elevata morbosità per epatite virale.
Recentemente è stato introdotto il
vaccino antiepatite A, che offre i vantaggi di una protezione attiva e a
lungo termine. In alcuni Paesi, tra cui l’Italia, è già stato
registrato un vaccino combinato antiepatite A-B, combinazione
particolarmente interessante proprio per le esigenze di immunoprofilassi
per i viaggiatori internazionali in quanto conferisce, con un solo ciclo
vaccinale, protezione contro le due malattie. Il tasso di prevalenza di
portatori cronici del virus dell’epatite B è, infatti, particolarmente
elevato nelle medesime regioni del globo in cui maggiore è la morbosità
per epatite A.
La vaccinazione contro la Febbre tifoide
si avvale correntemente del vaccino orale attenuato: si tratta del ceppo
di salmonella typhi Ty 21 a liofilizzato, in grado di indurre una ottima
risposta locale (IgA secretorie) ed
una modesta immunità umorale; il ciclo vaccinale è costituito da tre
dosi da assumere a giorni alterni; le capsule possono essere aperte
qualora esistano problemi di deglutizione ma, in questo caso occorre
somministrarle insieme con un antiacido. Poiché la meflochina può
interferire con la risposta immunitaria si
consiglia di somministrare il vaccino contro il tifo almeno a 24 ore di
distanza.
Il vaccino contro la Febbre Gialla
è consigliato dall’OMS qualora ci si rechi in zone endemiche. E' un
vaccino vivo attenuato praticato nei centri autorizzati dal Ministero della Sanità a tal pratica, con apposito
Decreto Ministeriale, ed al rilascio del certificato internazionale di
vaccinazione su apposito modello ministeriale.
La vaccinazione è indicata per tutti i soggetti di oltre i nove mesi di
vita che vivono in zone endemiche o che vi si devono recare; i piccoli con
meno di quattro mesi non devono essere vaccinati dato il maggior rischio
di encefalite temporalmente associata alla vaccinazione. La decisione di
vaccinare o meno i bambini fra i 4 e i 9 mesi, deve basarsi sulla stima
del rischio di esposizione L' OMS indica il limite di sei mesi.
La vaccinazione ha una efficacia al 100%, mentre l'incidenza di casi
fatali per malattia è maggiore del 60% negli adulti non immunizzati.
La tolleranza al vaccino attuale è eccellente; la sola controindicazione
al suo uso, a parte le allergie reali alle proteine dell’uovo, è
l'immunodeficienza cellulare congenita o acquisita (quest'ultima essendo
talvolta solo temporanea). La protezione è garantita dieci giorni dopo
una singola dose sottocute.
Per la vaccinazione antiamarillica, unica vaccinazione richiesta
obbligatoria a livello internazionale per l’ingresso in alcuni paesi,
l’annotazione sul libretto di vaccinazione approvato dall’OMS deve
essere effettuata riportando anche la denominazione del vaccino
utilizzato, la data, il Centro autorizzato in cui la vaccinazione è stata
eseguita, il nome ed la qualificazione professionale del vaccinatore. Il
certificato di vaccinazione internazionale è un documento individuale,
che non può quindi essere rilasciato a titolo collettivo, neanche nel
caso di minori che viaggiano accompagnati dai genitori.
La
vaccinazione contro il colera
Attualmente
sconsigliata dall’OMS a causa della scarsa efficacia protettiva e per il
falso senso di sicurezza che esso potrebbe indurre nei vaccinati; nessun
paese attualmente richiede la vaccinazione all'ingresso. L’efficacia
protettiva dei tradizionali vaccini anticolerici (iniettabili) è stata
stimata nell’ordine del 30-50%.
Essi quindi non prevengono tutti i casi di malattia e non riescono a
prevenire l’instaurarsi di uno stato di portatore inapparente e quindi
l’introduzione di V.
cholerae in territori indenni. Sono attualmente in studio
nuovi tipi di vaccini orali che hanno dimostrato maggiore efficacia e minori effetti
collaterali di quello parenterale
Migliore efficacia protettiva nei confronti della malattia sembrano avere
i nuovi vaccini anticolerici prodotti per mezzo dell’ingegneria genetica
e a somministrazione orale.
Il loro uso è, anche in considerazione del costo ancora piuttosto
elevato, riservato a situazioni particolari (militari, operatori sanitari,
interventi di profilassi in campi profughi).
Poiché anche i vaccini anticolerici orali non riescono a prevenire
l’instaurarsi dello stato di portatore che nella misura del 30-40%, il
loro uso non è raccomandato per i viaggiatori internazionali. Inoltre,
nessuno dei vaccini anticolerici è efficace nei confronti del V. cholerae O139 Bengala e,
pertanto, la profilassi del colera deve risiedere nello scrupoloso
rispetto delle norme per la prevenzione delle malattie a trasmissione
fecale-orale.
L’infezione
Meningococcica
è
ubiquitaria ma esistono zone in cui tale infezione è maggiormente diffusa
e sostiene periodiche epidemie. A maggior rischio sono la zona dell'Africa
Sub-sahariana compresa tra la Mauritania e l'Etiopia, ampie zone del
Brasile e più in generale la fascia tropicale lungo tutto il globo.
Il vaccino è costituito dagli antigeni polisaccaridici della parete del
batterio; I sierogruppi responsabili della maggior parte delle meningiti
sono A,B,C, e negli ultimi anni sono in aumento i casi dovuti a
sierogruppi Y e W-135 Attualmente è disponibile un quadrivalente
A,C,Y,W-135. Si somministra in un’unica dose per via sottocutanea. Per i
bambini che hanno ricevuto la prima dose di vaccino prima dei 4 anni di
vita è indicata una rivaccinazione se si espongono al rischio.
In Africa si osservano ogni anno estese manifestazioni epidemiche di
meningite cerebrospinale, nella fascia che si estende dal Sudan al Senegal
(cintura della meningite). Il fenomeno è particolarmente evidente nella
stagione secca e la maggior parte dei casi è dovuta a N. meningitidis di gruppo A.
Il 1996 è stato uno degli anni di
massima attività epidemica, con più di 50.000 casi nella sola Nigeria;
più contenuta l’attività nel 1997, anche grazie alle campagne di
vaccinazione.
Il Tetano
è
una malattia presente in tutte le regioni del globo, con altissima endemia
soprattutto nei paesi in via di sviluppo con economia basata
prevalentemente sull’agricoltura.
Quando si intraprende un viaggio per motivi di svago si è portati a
rifiutare anche la sola idea di poter avere incidenti o subire traumi per
cui sarebbe indicata l’attuazione della profilassi antitetanica.
Un richiamo della vaccinazione antitetanica, o l’avvio del ciclo
vaccinale per i soggetti non immunizzati dovrebbe quindi entrare a far
parte del piano di vaccinazioni da effettuare prima di un viaggio
all’estero.
Considerando anche la riemergenza della difterite, si dimostra
particolarmente appropriata la raccomandazione di eseguire la profilassi
antitetanica con il vaccino combinato antidifterico-tetanico;
raccomandazione recentemente ribadita nelle Circolari del Ministero della
Sanità n.16 del 1996 e n.11 del 1997.
La situazione della difterite è particolarmente allarmante in Paesi che
da poco si sono aperti al turismo, come quelli un tempo facenti parte
dell’Unione Sovietica. L’80% dei casi di difterite registrati
globalmente provengono infatti dalla Russia, dall’Ucraina e da altri
paesi della CIS.
Sempre nella CIS è stata osservata anche, se pure in termini molto più
contenuti, una recrudescenza di poliomielite, dovuta all’interruzione
delle attività di vaccinazione per motivi bellici o per difficoltà
economiche.
Aree endemiche per la polio sono ancora presenti in Africa ed in gran
parte dell’Asia, particolarmente nel sub-continente indiano.
Anche la vaccinazione antipolio dovrebbe quindi essere presente nella
programmazione di un piano di vaccinazioni prima di un viaggio
internazionale, tenendo nella debita considerazione lo stato vaccinale del
soggetto, la tipologia del viaggio (turismo o lavoro), la presenza di
focolai epidemici o di endemia nella zona meta del viaggio.
La Rabbia
Per soggiorni superiori ai trenta giorni,
per bambini che vivono in aree in cui è facile incontrare animali
rabbiosi, si raccomanda la vaccinazione antirabbica.
Attualmente per la immunoprofilassi della rabbia sono disponibili:
- Il
vaccino costituito da virus inattivato coltivato su cellule Diploidi
Umane (HDCV)
- Il
vaccino a virus inattivato purificato allestito su uova embrionate
di pollo (PDEV)
- Le
immunoglobuline antirabbiche, sia omologhe che eterologhe, le quali
conferiscono una protezione passiva immediata ma di breve durata avendo tempo
di dimezzamento di circa 21 giorni
Sia
HDCV che il PDEV inducono un attiva risposta immunitaria di tipo cellulare
e attraverso la produzione di anticorpi neutralizzanti di tipo umorale;
quest'ultima si manifesta abitualmente da sette a dieci giorni dopo la
somministrazione della prima dose di vaccino raggiungendo livelli
considerati protettivi intorno al quattordicesimo giorno e persistendo per
circa due anni.
La vaccinazione pre-esposizione anche se non
elimina la necessità del trattamento profilattico, dopo esposizione al
virus rabbico, lo semplifica rendendo superflua la somministrazione di
immunoglobuline e riducendo le dosi di vaccino necessarie.
La vaccinazione pre-esposizione consta di tre dosi di HDCV ai giorni
0-7-28; offre una efficace risposta anticorporale , in quanto il ciclo
vaccinale ha riportato allo sviluppo di anticorpi, praticamente nel 100%
delle persone vaccinate.
Nella post-esposizione, per soggetti vaccinati, si pratica una dose nei
giorni 0-3; nei soggetti non vaccinati, si pratica una dose ai giorni
0-7-14-21-28 + RIG 20 Unità/Kg di peso metà perilesionale.
Poiché la somministrazione di meflochina e/o di clorochina può diminuire
l’efficacia della vaccinazione antirabbica effettuata per via
intradermica, la somministrazione del vaccino antirabbico per questa via
non è consigliabile.
Il
vaccino contro l’epatite
Attualmente
è un vaccino a virus inattivato.
Per i bambini fino ai 10 anni di età si
praticano due dosi (720 U.E.) a 0-6 mesi/un anno; oltre i 10 anni si
pratica la dose adulti (1440 U.E ) ai tempi 0-6 mesi/un anno.
Vaccino Polio Salk (potenziato): vaccino iniettabile a virus inattivato;
due–tre dosi e richiamo a distanza di 10 anni.
Vaccinazione
contro l’Influenza
Può
essere necessaria a viaggiatori a secondo della destinazione e della
lunghezza del viaggio. Per
concludere questo excursus sulle patologie infettive che possono
costituire un rischio nel corso di viaggio internazionali, si vuole
dedicare un breve accenno a due patologie vettoriali, con diverse aree di
distribuzione, prevenibili per mezzo di vaccinazione.
L’encefalite
giapponese
di
cui è responsabile un virus che, come quello della febbre gialla e della
dengue, appartiene alla famiglia dei flavivirus e presenta alta
endemia, in India, nel Sud-est asiatico, nelle Filippine e in gran parte
della Cina ed in Giappone.
La malattia, trasmessa da zanzare del genere Culex, è considerata un
serio problema di sanità pubblica in queste zone, e la vaccinazione, con
vaccini a base di virus uccisi, viene praticata in modo piuttosto
estensivo nell’infanzia.
Per il viaggiatore occidentale è, al momento, piuttosto problematico
disporre di questo vaccino, il cui maggiore produttore è una ditta
giapponese; soltanto da poco tempo il vaccino è distribuito anche negli
Stati Uniti. Si tratta di un vaccino a virus inattivato; l’immunizzazione richiede tre dosi di 1 ml ciascuna somministrate
per via sottocutanea ai tempi 0-7-30; è possibile utilizzare una schedula
vaccinale abbreviata quando non è possibile adottare quella più lunga
per motivi di tempo (0-7-14). La schedula è la stessa per
i bambini ed adulti fuorché il dosaggio tra un anno e i tre anni (in
questo caso è di 0,5 ml.).
Non sono disponibili dati sulla efficacia e sulla sicurezza del vaccino al
di sotto i dodici mesi di età.
Nelle regioni endemiche dell'encefalite giapponese, il rischio di malattia
per i viaggiatori che si recano nelle are urbane è basso come pure nelle
zone rurali se il soggiorno è
inferiore ai 30 gg.; i viaggiatori che programmino di fermarsi per periodi
più lunghi e le cui attività rischiano di esporli al rischio di contagio
nelle zone rurali, e le persone che risiedono in zone endemiche o
epidemiche, devono prendere in considerazione la vaccinazione per
l'encefalite giapponese.
L’encefalite da zecche (TBE)
è
provocata anch'essa da un flavivirus e presenta aree di endemia in
molti paesi dell’Europa centrale ed orientale e nei Paesi scandinavi;
focolai di endemia sono del resto presenti anche in Italia, nelle regioni
dell’arco alpino orientale, ed in Toscana.
Il vaccino, a base di virus uccisi, viene utilizzato correntemente in
alcuni Paesi europei, soprattutto in soggetti residenti in aree endemiche
o appartenenti a categorie professionali particolarmente esposti al
rischio di contatti con i vettori delle malattie. La vaccinazione è
indicata in caso di viaggi che prevedano escursioni in zone boscose o con
vegetazione arbustiva che costituiscono l’habitat preferito dalle
zecche. L’azienda produttrice ha già avviato l’iter per la
registrazione del vaccino TBE, che dovrebbe quindi essere disponibile
anche sul mercato italiano tra breve.
Il test cutaneo della TBC è raccomandato
prima della partenza per i viaggiatori che intendono risiedere in Asia o
in Africa per un periodo medio-lungo.
La diarrea dei viaggiatori può costituire un grave problema nei primi anni
di vita: al momento, per i bambini, le uniche misure da adottare sono
quelle igienico-sanitarie non essendo raccomandata la chemio-profilassi.
Per quanto riguarda la Malaria...
questa rappresenta, in realtà,
il maggior rischio a cui vanno incontro coloro che si recano per
turismo in zone di endemia. Note fondamentali sono:
-
I
bambini sono a rischio particolare poiché essi possono morire di
malaria in tempi brevi.
-
Non
portare neonati e bambini piccoli in aree malariche a meno che non si
assolutamente necessario.
-
Proteggere
i bambini dalle punture di zanzare. Sono disponibili zanzariere
per culle e lettini: tenere i bambini piccoli sotto la
protezione di zanzariere nel
periodo che va dall’alba al tramonto.
-
Non
dare la profilassi antimalarica ai bambini che allattano al seno. Al
contrario, invece, darla a quelli che sono allattati al biberon poiché
essi non sono protetti dalla profilassi che la madre ha eventualmente
fatto prima.
-
La
clorochina ed il proguanil possono essere somministrati con sicurezza
ai neonati ed ai bambini piccoli. per la somministrazione i farmaci
possono essere indorati con marmellata, banane ed altri cibi.
-
Non
dare sulfadossina-pirimetamina o sulfalene-pirimetamina a neonati
sotto i due mesi di età.
-
Non
dare dossiciclina per chemioprofilassi ai bambini sotto gli otto anni
di età.
-
Tenere
tutti i farmaci antimalarici al di fuori della portata dei bambini,
rinchiusi in contenitori che non possono essere aperti dai bambini. La
clorochina è particolarmente tossica per i bambini se si eccede la
dose raccomandata.
-
Consultare
immediatamente un medico se un bambino sviluppa una malattia febbrile.
I sintomi di malaria nei bambini possono non essere tipici cosicché
la malaria deve essere sempre essere sospettata. Nei bambini con età
inferiore ai tre mesi la malaria deve essere sospettata anche perfino
in caso di malattia non febbrile.
-
La
febbre in un bambino di ritorno da un viaggio in area malarica
dovrebbe essere considerata sintomo di malaria
almeno che non sia provato il contrario.
Gli unici
farmaci autorizzati per l'uso in bambini di qualunque età sono la
clorochina e il proguanil, come profilassi, e il chinino e la combinazione
sulfadossina-pirimetamina, come terapia. La chemioprofilassi della malaria
nei bambini è la seguente:
CLOROCHINA
(1,5 mg/Kg/die)
compresse da 100 mg o soluzione orale (25 mg/misurino)
- 0-1 anno: 1 misurino a giorni alterni o
un quarto di compressa a giorni alterni
- 1-3 anni: 1 misurino al giorno o 1/4 di
compressa al giorno
- 3-6 anni: 2 misurini al giorno o 1/2 di
compressa al giorno
- 6-12 anni: 3 misurini al giorni o 3/4 di
compressa al giorno
- > 12 anni: 1 compressa al giorno
PROGUANIL (3
mg/Kg/die)
compresse da 100 mg
- 0-1 anno: 1/4 di compressa al giorno
- 1-4 anni: 1/2 di compressa al giorno
- 5-8 anni: 1 compressa al giorno
- 9-12 anni: 1,5 compressa al giorno
- > 12 anni: 2 compresse al giorno
MEFLOCHINA (4
mg/Kg/settimana)
compresse da 50 mg e da 250 mg
- 15-19 kg: 1 compressa da 50 mg/settimana
- 20-30 kg: 2 compresse da 50 mg/settimana
- 31-45 kg: 3 compresse da 50 mg/settimana
- > 45 kg: 1 compressa da 250
mg/settimana
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La meflochina è controindicata
nei bambini al di sotto dei 15 Kg di peso e la alofantrina in quelli al di
sotto dei 10 kg di peso. Per queste ragioni, i soggiorni in aree di
clorochino-resistenza o di multiresistenza sono sconsigliabili per i
bambini, così come per le donne in gravidanza. L'autotrattamento della
malaria nei bambini è il seguente:
ALOFANTRINA
(24 mg/Kg in tre somministrazioni alla distanza di 6 ore)
sospensione orale 5% (1 misurino=100 mg); compresse da 250 mg
- 10-12 kg: 1 misurino x 3
- 13-15 kg: 1,5 misurini x 3
- 16-22 kg: 2 misurini x 3
- 23-31 kg: 2,5 misurini x 3
- 32-40 Kg: 3 misurini x 3
- > 40 Kg: 2 compresse (500 mg) x 3
CHININO (24 mg/Kg/die
di chinino di base per 7 giorni)
compresse da 100 mg e da 250 mg
- la concentrazione del chinino varia a
seconda della formulazione chimica utilizzata
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Riassumendo...
Il fatto che
certe malattie si manifestino più frequentemente nell'infanzia sottolinea
il fatto che i genitori debbono essere informati a fondo sui pericoli,
specie quando i viaggi vengono effettuati in paesi privi di strutture
sanitarie.
I problemi più preoccupanti sono la diarrea e la febbre.
La diarrea può portare rapidamente a una disidratazione ed i genitori
debbono essere informati sul come si effettua una reidratazione orale.
Alcuni farmaci sono controindicati: i farmaci che riducono la motilità
intestinale, le fluorochinoline, le cicline, etc.
La febbre comporta un rischio di convulsioni febbrili. I genitori dovrebbero
conoscere come abbassare la temperatura corporea e la modalità di
somministrazione del diazepam intrarettale. |

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Farmaci da viaggio
La valigetta dei farmaci,
per i bambini, differisce da quella per gli adulti per la necessità di
includere anche alcune confezioni per la reidratazione orale in caso di
diarrea, i farmaci contro il mal di viaggio, e il benzodiazepam per le
convulsioni febbrili, possibili fino all'età di quattro anni. Per quanto
riguarda i lattanti che usano latte artificiale, è necessario aggiungere
anche qualche altra cosa: acqua minerale (durante il viaggio), latte
artificiale (per tutta la permanenza), pappe pronte per l'uso (se
necessario), compresse per la sterilizzazione a freddo dell'acqua, biberon,
tettarelle, scalda-biberon, un thermos ed uno spazzolino per lavare il
biberon.
Per i bambini piccoli: pannolini (di cotone o usa e getta), i giocattoli
preferiti, filtri solari, repellenti per insetti, cappellini, passeggini o
carrozzine, zanzariere, parasole e bracciali gonfiabili (per la piscina o la
spiaggia).
Trasporto aereo
I bambini sono
maggiormente suscettibili al mal di viaggio tra i 3 e gli 8 anni di età.
I farmaci più efficaci sono la scopolamina (controindicata per i bambini di
età inferiore ai 15 anni) e gli antistaminici. Le infiammazioni delle
orecchie, del naso e della gola non controindicano il volo se è stata già
iniziata la terapia e se il dolore è scomparso (in caso di otite).
Il trattamento locale con un vasocostrittore (con o senza uno steroide)
sotto forma di gocce nasali può ridurre il rischio di otite da variazione
di pressione, in caso di congestione rino-sinusale.
L'allattamento, al seno od artificiale, o masticare dolci o chewingum per i
bambini più grandi, permettono di alleviare le otalgie al momento della
partenza e, soprattutto dell'atterraggio.
Igiene personale
Le misure
comportamentali sono le stesse descritte fin
qui, ma è necessario
sottolineare alcune particolarità.
E' importante ricordare la necessità di lavarsi regolarmente le mani (acqua
e sapone) prima dei pasti, prima e dopo essere andati in bagno e prima di
andare a letto; i bambini devono accettare cibo e bevande solo da persone
che conoscono e i genitori devono stare estremamente attenti.
Il latte materno è il migliore alimento per i lattanti (fino a sei mesi).
Nel caso si verifichi una prematura interruzione della lattazione materna è
meglio essere preparati portando con sé biberon e latte artificiale.
All'estremo opposto, il clima caldo può provocare una lattazione eccessiva
ed una congestione, per cui le madri devono essere preparate ad affrontare
questo problema.
I biberon devono essere preparati con grande attenzione. L'acqua deve essere
purificata a meno che non sia possibile trovare acqua minerale in bottiglie
sigillate. I biberon e le tettarelle devono essere sterilizzati mediante
bollitura per trenta minuti o, a temperatura ambiente, con un disinfettante
(da rinnovare ogni 24 ore). Possono dimostrarsi utili anche una bottiglia
termostatica grande e uno scalda-biberon.
Prima della partenza, è necessario accertarsi che gli alimenti per i
bambini (latte in polvere e cibi in vasetto) ed i pannolini siano
disponibili nei paesi di destinazione; almeno i pannolini, di solito, sono
reperibili ovunque.
La prevenzione della malaria nei bambini si basa sull'uso di vestiti adatti
e sui repellenti, tenendo a mente le precauzioni e le limitazioni dovute
all'età.
Attorno alla culla dovrebbe essere messa una zanzariera.
L'aria condizionata è utile per il riposo pomeridiano o nelle prime ore
della notte.
I bambini non dovrebbero essere esposti eccessivamente alla irradiazione
solare; quelli al di sotto dei sei mesi di vita non dovrebbero stare mai al
sole, e dovrebbero essere lasciati sempre all'ombra con una adeguata
ventilazione ed un sufficiente apporto di liquidi.
Sopra i sei mesi, i bambini dovrebbero essere esposti al sole gradualmente,
pochi minuti per volta; dovrebbero anche essere protetti con un cappellino
ed una crema solare; far bere regolarmente una bevanda fresca previene il
colpo di calore.
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