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Morbillo-Parotite-Rosolia

Bisogna pensare di vaccinare con dose di antimorbillo singola tutti i nati dopo il '56 che si recano all’estero, non ancora sottoposti a due dosi di vaccino o senza altra prova di immunità.
Per i bambini che si recano in zone endemiche l'età della vaccinazione deve essere abbassata. I lattanti dai sei agli undici mesi devono ricevere una dose di vaccino antimorbilloso monovalente (o MMR se il vaccino monovalente non è disponibile) prima della partenza e rivaccinati a 15 mesi con una dose di MMR. Quelli da 12 a 14 mesi devono ricevere l'MMR prima della partenza. Questo deve essere risomministrato tra i dodici ed i quindici mesi se il bambino è stato vaccinato prima dei dodici mesi sempre che sia passato almeno un mese dalla dose precedente.

La vaccinazione Antiepatite B

E' raccomandata nelle fasce di età non comprese dall’obbligatorietà e qualora il viaggio sia programmato con sufficiente anticipo. E' necessario ricordare tuttavia che le modalità di trasmissione di trasmissione dell'infezione non espongono il bambino ad un rischio elevato. Dall’89 l’OMS raccomanda la vaccinazione Antiepatite B per quei viaggiatori che si recano nei paesi tropicali. E' stata approvata una schedula accelerata delle dosi del vaccino contro l'Epatite B; le prime tre dosi sono somministrate a 0, 1, e 2 mesi ed una quarta dose è data al dodicesimo mese: può essere di aiuto ai viaggiatori che non abbiano il tempo (meno di sei mesi) di completare la serie primaria di tre dosi. A seconda della destinazione e della durata del soggiorno ulteriori vaccini richiesti o consigliati possono includere quelli contro la Febbre Gialla, il Tifo, la malattia da Meningococco e la Rabbia. La febbre tifoide è iperendemica in gran parte dell’America Latina, nell’intero continente Africano, nell’estremo come nel vicino Oriente.
Le stesse aree di alta endemia per febbre tifoide sono di solito caratterizzate anche da una elevata morbosità per epatite virale. Recentemente è stato introdotto il vaccino antiepatite A, che offre i vantaggi di una protezione attiva e a lungo termine. In alcuni Paesi, tra cui l’Italia, è già stato registrato un vaccino combinato antiepatite A-B, combinazione particolarmente interessante proprio per le esigenze di immunoprofilassi per i viaggiatori internazionali in quanto conferisce, con un solo ciclo vaccinale, protezione contro le due malattie. Il tasso di prevalenza di portatori cronici del virus dell’epatite B è, infatti, particolarmente elevato nelle medesime regioni del globo in cui maggiore è la morbosità per epatite A.
La vaccinazione contro la Febbre tifoide si avvale correntemente del vaccino orale attenuato: si tratta del ceppo di salmonella typhi Ty 21 a liofilizzato, in grado di indurre una ottima risposta locale (IgA secretorie) ed una modesta immunità umorale; il ciclo vaccinale è costituito da tre dosi da assumere a giorni alterni; le capsule possono essere aperte qualora esistano problemi di deglutizione ma, in questo caso occorre somministrarle insieme con un antiacido. Poiché la meflochina può interferire con la risposta immunitaria si consiglia di somministrare il vaccino contro il tifo almeno a 24 ore di distanza.
Il vaccino contro la Febbre Gialla è consigliato dall’OMS qualora ci si rechi in zone endemiche. E' un vaccino vivo attenuato praticato nei centri autorizzati dal Ministero della Sanità a tal pratica, con apposito Decreto Ministeriale, ed al rilascio del certificato internazionale di vaccinazione su apposito modello ministeriale.
La vaccinazione è indicata per tutti i soggetti di oltre i nove mesi di vita che vivono in zone endemiche o che vi si devono recare; i piccoli con meno di quattro mesi non devono essere vaccinati dato il maggior rischio di encefalite temporalmente associata alla vaccinazione. La decisione di vaccinare o meno i bambini fra i 4 e i 9 mesi, deve basarsi sulla stima del rischio di esposizione L' OMS indica il limite di sei mesi.
La vaccinazione ha una efficacia al 100%, mentre l'incidenza di casi fatali per malattia è maggiore del 60% negli adulti non immunizzati.
La tolleranza al vaccino attuale è eccellente; la sola controindicazione al suo uso, a parte le allergie reali alle proteine dell’uovo, è l'immunodeficienza cellulare congenita o acquisita (quest'ultima essendo talvolta solo temporanea). La protezione è garantita dieci giorni dopo una singola dose sottocute.
Per la vaccinazione antiamarillica, unica vaccinazione richiesta obbligatoria a livello internazionale per l’ingresso in alcuni paesi, l’annotazione sul libretto di vaccinazione approvato dall’OMS deve essere effettuata riportando anche la denominazione del vaccino utilizzato, la data, il Centro autorizzato in cui la vaccinazione è stata eseguita, il nome ed la qualificazione professionale del vaccinatore. Il certificato di vaccinazione internazionale è un documento individuale, che non può quindi essere rilasciato a titolo collettivo, neanche nel caso di minori che viaggiano accompagnati dai genitori.
La vaccinazione contro il colera Attualmente sconsigliata dall’OMS a causa della scarsa efficacia protettiva e per il falso senso di sicurezza che esso potrebbe indurre nei vaccinati; nessun paese attualmente richiede la vaccinazione all'ingresso. L’efficacia protettiva dei tradizionali vaccini anticolerici (iniettabili) è stata stimata nell’ordine del 30-50%.
Essi quindi non prevengono tutti i casi di malattia e non riescono a prevenire l’instaurarsi di uno stato di portatore inapparente e quindi l’introduzione di V. cholerae in territori indenni. Sono attualmente in studio nuovi tipi di vaccini orali che hanno dimostrato maggiore efficacia e minori effetti collaterali di quello parenterale
Migliore efficacia protettiva nei confronti della malattia sembrano avere i nuovi vaccini anticolerici prodotti per mezzo dell’ingegneria genetica e a somministrazione orale.
Il loro uso è, anche in considerazione del costo ancora piuttosto elevato, riservato a situazioni particolari (militari, operatori sanitari, interventi di profilassi in campi profughi).
Poiché anche i vaccini anticolerici orali non riescono a prevenire l’instaurarsi dello stato di portatore che nella misura del 30-40%, il loro uso non è raccomandato per i viaggiatori internazionali. Inoltre, nessuno dei vaccini anticolerici è efficace nei confronti del V. cholerae O139 Bengala e, pertanto, la profilassi del colera deve risiedere nello scrupoloso rispetto delle norme per la prevenzione delle malattie a trasmissione fecale-orale.
L’infezione Meningococcica
è ubiquitaria ma esistono zone in cui tale infezione è maggiormente diffusa e sostiene periodiche epidemie. A maggior rischio sono la zona dell'Africa Sub-sahariana compresa tra la Mauritania e l'Etiopia, ampie zone del Brasile e più in generale la fascia tropicale lungo tutto il globo.
Il vaccino è costituito dagli antigeni polisaccaridici della parete del batterio; I sierogruppi responsabili della maggior parte delle meningiti sono A,B,C, e negli ultimi anni sono in aumento i casi dovuti a sierogruppi Y e W-135 Attualmente è disponibile un quadrivalente A,C,Y,W-135. Si somministra in un’unica dose per via sottocutanea. Per i bambini che hanno ricevuto la prima dose di vaccino prima dei 4 anni di vita è indicata una rivaccinazione se si espongono al rischio.

In Africa si osservano ogni anno estese manifestazioni epidemiche di meningite cerebrospinale, nella fascia che si estende dal Sudan al Senegal (cintura della meningite). Il fenomeno è particolarmente evidente nella stagione secca e la maggior parte dei casi è dovuta a N. meningitidis di gruppo A. Il 1996 è stato uno degli anni di massima attività epidemica, con più di 50.000 casi nella sola Nigeria; più contenuta l’attività nel 1997, anche grazie alle campagne di vaccinazione.

Il Tetano

è una malattia presente in tutte le regioni del globo, con altissima endemia soprattutto nei paesi in via di sviluppo con economia basata prevalentemente sull’agricoltura.
Quando si intraprende un viaggio per motivi di svago si è portati a rifiutare anche la sola idea di poter avere incidenti o subire traumi per cui sarebbe indicata l’attuazione della profilassi antitetanica.

Un richiamo della vaccinazione antitetanica, o l’avvio del ciclo vaccinale per i soggetti non immunizzati dovrebbe quindi entrare a far parte del piano di vaccinazioni da effettuare prima di un viaggio all’estero.
Considerando anche la riemergenza della difterite, si dimostra particolarmente appropriata la raccomandazione di eseguire la profilassi antitetanica con il vaccino combinato antidifterico-tetanico; raccomandazione recentemente ribadita nelle Circolari del Ministero della Sanità n.16 del 1996 e n.11 del 1997.
La situazione della difterite è particolarmente allarmante in Paesi che da poco si sono aperti al turismo, come quelli un tempo facenti parte dell’Unione Sovietica. L’80% dei casi di difterite registrati globalmente provengono infatti dalla Russia, dall’Ucraina e da altri paesi della CIS.
Sempre nella CIS è stata osservata anche, se pure in termini molto più contenuti, una recrudescenza di poliomielite, dovuta all’interruzione delle attività di vaccinazione per motivi bellici o per difficoltà economiche.
Aree endemiche per la polio sono ancora presenti in Africa ed in gran parte dell’Asia, particolarmente nel sub-continente indiano.
Anche la vaccinazione antipolio dovrebbe quindi essere presente nella programmazione di un piano di vaccinazioni prima di un viaggio internazionale, tenendo nella debita considerazione lo stato vaccinale del soggetto, la tipologia del viaggio (turismo o lavoro), la presenza di focolai epidemici o di endemia nella zona meta del viaggio.

La Rabbia

Per soggiorni superiori ai trenta giorni, per bambini che vivono in aree in cui è facile incontrare animali rabbiosi, si raccomanda la vaccinazione antirabbica.
Attualmente per la immunoprofilassi della rabbia sono disponibili:

  • Il vaccino costituito da virus inattivato coltivato su cellule Diploidi Umane (HDCV)
  • Il vaccino a virus inattivato purificato allestito su uova embrionate di pollo (PDEV)
  • Le immunoglobuline antirabbiche, sia omologhe che eterologhe, le quali conferiscono una protezione passiva immediata ma di breve durata avendo tempo di dimezzamento di circa 21 giorni
Sia HDCV che il PDEV inducono un attiva risposta immunitaria di tipo cellulare e attraverso la produzione di anticorpi neutralizzanti di tipo umorale; quest'ultima si manifesta abitualmente da sette a dieci giorni dopo la somministrazione della prima dose di vaccino raggiungendo livelli considerati protettivi intorno al quattordicesimo giorno e persistendo per circa due anni. La vaccinazione pre-esposizione anche se non elimina la necessità del trattamento profilattico, dopo esposizione al virus rabbico, lo semplifica rendendo superflua la somministrazione di immunoglobuline e riducendo le dosi di vaccino necessarie.
La vaccinazione pre-esposizione consta di tre dosi di HDCV ai giorni 0-7-28; offre una efficace risposta anticorporale , in quanto il ciclo vaccinale ha riportato allo sviluppo di anticorpi, praticamente nel 100% delle persone vaccinate.
Nella post-esposizione, per soggetti vaccinati, si pratica una dose nei giorni 0-3; nei soggetti non vaccinati, si pratica una dose ai giorni 0-7-14-21-28 + RIG 20 Unità/Kg di peso metà perilesionale.
Poiché la somministrazione di meflochina e/o di clorochina può diminuire l’efficacia della vaccinazione antirabbica effettuata per via intradermica, la somministrazione del vaccino antirabbico per questa via non è consigliabile.

Il vaccino contro l’epatite

Attualmente è un vaccino a virus inattivato. Per i bambini fino ai 10 anni di età si praticano due dosi (720 U.E.) a 0-6 mesi/un anno; oltre i 10 anni si pratica la dose adulti (1440 U.E ) ai tempi 0-6 mesi/un anno. 
Vaccino Polio Salk (potenziato): vaccino iniettabile a virus inattivato; due–tre dosi e richiamo a distanza di 10 anni.

Vaccinazione contro l’Influenza

Può essere necessaria a viaggiatori a secondo della destinazione e della lunghezza del viaggio. Per concludere questo excursus sulle patologie infettive che possono costituire un rischio nel corso di viaggio internazionali, si vuole dedicare un breve accenno a due patologie vettoriali, con diverse aree di distribuzione, prevenibili per mezzo di vaccinazione.

L’encefalite giapponese

di cui è responsabile un virus che, come quello della febbre gialla e della dengue, appartiene alla famiglia dei flavivirus e presenta alta endemia, in India, nel Sud-est asiatico, nelle Filippine e in gran parte della Cina ed in Giappone.
La malattia, trasmessa da zanzare del genere Culex, è considerata un serio problema di sanità pubblica in queste zone, e la vaccinazione, con vaccini a base di virus uccisi, viene praticata in modo piuttosto estensivo nell’infanzia.
Per il viaggiatore occidentale è, al momento, piuttosto problematico disporre di questo vaccino, il cui maggiore produttore è una ditta giapponese; soltanto da poco tempo il vaccino è distribuito anche negli Stati Uniti. Si tratta di un vaccino a virus inattivato; l’immunizzazione richiede tre dosi di 1 ml ciascuna somministrate per via sottocutanea ai tempi 0-7-30; è possibile utilizzare una schedula vaccinale abbreviata quando non è possibile adottare quella più lunga per motivi di tempo (0-7-14). La schedula è la stessa per i bambini ed adulti fuorché il dosaggio tra un anno e i tre anni (in questo caso è di 0,5 ml.).
Non sono disponibili dati sulla efficacia e sulla sicurezza del vaccino al di sotto i dodici mesi di età.
Nelle regioni endemiche dell'encefalite giapponese, il rischio di malattia per i viaggiatori che si recano nelle are urbane è basso come pure nelle zone rurali se il soggiorno è inferiore ai 30 gg.; i viaggiatori che programmino di fermarsi per periodi più lunghi e le cui attività rischiano di esporli al rischio di contagio nelle zone rurali, e le persone che risiedono in zone endemiche o epidemiche, devono prendere in considerazione la vaccinazione per l'encefalite giapponese.


L’encefalite da zecche (TBE)

è provocata anch'essa da un flavivirus e presenta aree di endemia in molti paesi dell’Europa centrale ed orientale e nei Paesi scandinavi; focolai di endemia sono del resto presenti anche in Italia, nelle regioni dell’arco alpino orientale, ed in Toscana.
Il vaccino, a base di virus uccisi, viene utilizzato correntemente in alcuni Paesi europei, soprattutto in soggetti residenti in aree endemiche o appartenenti a categorie professionali particolarmente esposti al rischio di contatti con i vettori delle malattie. La vaccinazione è indicata in caso di viaggi che prevedano escursioni in zone boscose o con vegetazione arbustiva che costituiscono l’habitat preferito dalle zecche. L’azienda produttrice ha già avviato l’iter per la registrazione del vaccino TBE, che dovrebbe quindi essere disponibile anche sul mercato italiano tra breve.
  
Il test cutaneo della TBC è raccomandato prima della partenza per i viaggiatori che intendono risiedere in Asia o in Africa per un periodo medio-lungo.
  
La diarrea dei viaggiatori può costituire un grave problema nei primi anni di vita: al momento, per i bambini, le uniche misure da adottare sono quelle igienico-sanitarie non essendo raccomandata la chemio-profilassi.

Per quanto riguarda la Malaria...

questa rappresenta, in realtà, il maggior rischio a cui vanno incontro coloro che si recano per turismo in zone di endemia. Note fondamentali sono:

  • I bambini sono a rischio particolare poiché essi possono morire di malaria in tempi brevi.

  • Non portare neonati e bambini piccoli in aree malariche a meno che non si assolutamente necessario.

  • Proteggere i bambini dalle punture di zanzare. Sono disponibili zanzariere per culle e lettini: tenere i bambini piccoli sotto la protezione di zanzariere nel periodo che va dall’alba al tramonto.

  • Non dare la profilassi antimalarica ai bambini che allattano al seno. Al contrario, invece, darla a quelli che sono allattati al biberon poiché essi non sono protetti dalla profilassi che la madre ha eventualmente fatto prima.

  • La clorochina ed il proguanil possono essere somministrati con sicurezza ai neonati ed ai bambini piccoli. per la somministrazione i farmaci possono essere indorati con marmellata, banane ed altri cibi.

  • Non dare sulfadossina-pirimetamina o sulfalene-pirimetamina a neonati sotto i due mesi di età.

  • Non dare dossiciclina per chemioprofilassi ai bambini sotto gli otto anni di età.

  • Tenere tutti i farmaci antimalarici al di fuori della portata dei bambini, rinchiusi in contenitori che non possono essere aperti dai bambini. La clorochina è particolarmente tossica per i bambini se si eccede la dose raccomandata.

  • Consultare immediatamente un medico se un bambino sviluppa una malattia febbrile. I sintomi di malaria nei bambini possono non essere tipici cosicché la malaria deve essere sempre essere sospettata. Nei bambini con età inferiore ai tre mesi la malaria deve essere sospettata anche perfino in caso di malattia non febbrile.

  • La febbre in un bambino di ritorno da un viaggio in area malarica dovrebbe essere considerata sintomo di malaria almeno che non sia provato il contrario.

Gli unici farmaci autorizzati per l'uso in bambini di qualunque età sono la clorochina e il proguanil, come profilassi, e il chinino e la combinazione sulfadossina-pirimetamina, come terapia. La chemioprofilassi della malaria nei bambini è la seguente: 

CLOROCHINA (1,5 mg/Kg/die)
compresse da 100 mg o soluzione orale (25 mg/misurino)
  • 0-1 anno: 1 misurino a giorni alterni o un quarto di compressa a giorni alterni
  • 1-3 anni: 1 misurino al giorno o 1/4 di compressa al giorno
  • 3-6 anni: 2 misurini al giorno o 1/2 di compressa al giorno
  • 6-12 anni: 3 misurini al giorni o 3/4 di compressa al giorno
  • > 12 anni: 1 compressa al giorno

PROGUANIL (3 mg/Kg/die)
compresse da 100 mg

  • 0-1 anno: 1/4 di compressa al giorno
  • 1-4 anni: 1/2 di compressa al giorno
  • 5-8 anni: 1 compressa al giorno
  • 9-12 anni: 1,5 compressa al giorno
  • > 12 anni: 2 compresse al giorno

MEFLOCHINA (4 mg/Kg/settimana)
compresse da 50 mg e da 250 mg

  • 15-19 kg: 1 compressa da 50 mg/settimana
  • 20-30 kg: 2 compresse da 50 mg/settimana
  • 31-45 kg: 3 compresse da 50 mg/settimana
  • > 45 kg: 1 compressa da 250 mg/settimana

La meflochina è controindicata nei bambini al di sotto dei 15 Kg di peso e la alofantrina in quelli al di sotto dei 10 kg di peso. Per queste ragioni, i soggiorni in aree di clorochino-resistenza o di multiresistenza sono sconsigliabili per i bambini, così come per le donne in gravidanza. L'autotrattamento della malaria nei bambini è il seguente:

 
ALOFANTRINA (24 mg/Kg in tre somministrazioni alla distanza di 6 ore)
sospensione orale 5% (1 misurino=100 mg); compresse da 250 mg
  • 10-12 kg: 1 misurino x 3
  • 13-15 kg: 1,5 misurini x 3
  • 16-22 kg: 2 misurini x 3
  • 23-31 kg: 2,5 misurini x 3
  • 32-40 Kg: 3 misurini x 3
  • > 40 Kg: 2 compresse (500 mg) x 3

CHININO (24 mg/Kg/die di chinino di base per 7 giorni)
compresse da 100 mg e da 250 mg

  • la concentrazione del chinino varia a seconda della formulazione chimica utilizzata

   
Riassumendo...

Il fatto che certe malattie si manifestino più frequentemente nell'infanzia sottolinea il fatto che i genitori debbono essere informati a fondo sui pericoli, specie quando i viaggi vengono effettuati in paesi privi di strutture sanitarie.

I problemi più preoccupanti sono la diarrea e la febbre.
La diarrea può portare rapidamente a una disidratazione ed i genitori debbono essere informati sul come si effettua una reidratazione orale.
Alcuni farmaci sono controindicati: i farmaci che riducono la motilità intestinale, le fluorochinoline, le cicline, etc.
La febbre comporta un rischio di convulsioni febbrili. I genitori dovrebbero conoscere come abbassare la temperatura corporea e la modalità di somministrazione del diazepam intrarettale.

Farmaci da viaggio

La valigetta dei farmaci, per i bambini, differisce da quella per gli adulti per la necessità di includere anche alcune confezioni per la reidratazione orale in caso di diarrea, i farmaci contro il mal di viaggio, e il benzodiazepam per le convulsioni febbrili, possibili fino all'età di quattro anni. Per quanto riguarda i lattanti che usano latte artificiale, è necessario aggiungere anche qualche altra cosa: acqua minerale (durante il viaggio), latte artificiale (per tutta la permanenza), pappe pronte per l'uso (se necessario), compresse per la sterilizzazione a freddo dell'acqua, biberon, tettarelle, scalda-biberon, un thermos ed uno spazzolino per lavare il biberon.
Per i bambini piccoli: pannolini (di cotone o usa e getta), i giocattoli preferiti, filtri solari, repellenti per insetti, cappellini, passeggini o carrozzine, zanzariere, parasole e bracciali gonfiabili (per la piscina o la spiaggia).

Trasporto aereo

I bambini sono maggiormente suscettibili al mal di viaggio tra i 3 e gli 8 anni di età.
I farmaci più efficaci sono la scopolamina (controindicata per i bambini di età inferiore ai 15 anni) e gli antistaminici. Le infiammazioni delle orecchie, del naso e della gola non controindicano il volo se è stata già iniziata la terapia e se il dolore è scomparso (in caso di otite).
Il trattamento locale con un vasocostrittore (con o senza uno steroide) sotto forma di gocce nasali può ridurre il rischio di otite da variazione di pressione, in caso di congestione rino-sinusale.
L'allattamento, al seno od artificiale, o masticare dolci o chewingum per i bambini più grandi, permettono di alleviare le otalgie al momento della partenza e, soprattutto dell'atterraggio.

Igiene personale

Le misure comportamentali sono le stesse descritte fin qui, ma è necessario sottolineare alcune particolarità.
E' importante ricordare la necessità di lavarsi regolarmente le mani (acqua e sapone) prima dei pasti, prima e dopo essere andati in bagno e prima di andare a letto; i bambini devono accettare cibo e bevande solo da persone che conoscono e i genitori devono stare estremamente attenti.
Il latte materno è il migliore alimento per i lattanti (fino a sei mesi). Nel caso si verifichi una prematura interruzione della lattazione materna è meglio essere preparati portando con s
é
biberon e latte artificiale. All'estremo opposto, il clima caldo può provocare una lattazione eccessiva ed una congestione, per cui le madri devono essere preparate ad affrontare questo problema.
I biberon devono essere preparati con grande attenzione. L'acqua deve essere purificata a meno che non sia possibile trovare acqua minerale in bottiglie sigillate. I biberon e le tettarelle devono essere sterilizzati mediante bollitura per trenta minuti o, a temperatura ambiente, con un disinfettante (da rinnovare ogni 24 ore). Possono dimostrarsi utili anche una bottiglia termostatica grande e uno scalda-biberon.
Prima della partenza, è necessario accertarsi che gli alimenti per i bambini (latte in polvere e cibi in vasetto) ed i pannolini siano disponibili nei paesi di destinazione; almeno i pannolini, di solito, sono reperibili ovunque.
La prevenzione della malaria nei bambini si basa sull'uso di vestiti adatti e sui repellenti, tenendo a mente le precauzioni e le limitazioni dovute all'età.
Attorno alla culla dovrebbe essere messa una zanzariera.
L'aria condizionata è utile per il riposo pomeridiano o nelle prime ore della notte.
I bambini non dovrebbero essere esposti eccessivamente alla irradiazione solare; quelli al di sotto dei sei mesi di vita non dovrebbero stare mai al sole, e dovrebbero essere lasciati sempre all'ombra con una adeguata ventilazione ed un sufficiente apporto di liquidi.
Sopra i sei mesi, i bambini dovrebbero essere esposti al sole gradualmente, pochi minuti per volta; dovrebbero anche essere protetti con un cappellino ed una crema solare; far bere regolarmente una bevanda fresca previene il colpo di calore.