
"Con il complessivo invecchiamento
della popolazione europea, e l'anticipo dell'età di pensionamento, sempre più persone
anziane si mettono in viaggio" (Mc Intosh, 1989)
L'età anziana non controindica i viaggi, ma è necessario prendere alcune precauzioni.
Vaccinazioni
I viaggi all'estero sono
una buona occasione per verificare la validità delle vaccinazioni standard quali quella
contro il Tetano, la Poliomielite e la Difterite.
La vaccinazione contro l'Influenza è di particolare importanza. La vaccinazione contro
l'Epatite A è essenziale, in quanto questa malattia può essere particolarmente grave in
un soggetto anziano.
A causa della
alta frequenza di soggetti naturalmente immuni in questa fascia di età, prima di
suggerire la vaccinazione è opportuno verificare sempre gli anticorpi anti-HAV.
Le altre vaccinazioni obbligatorie (Febbre gialla) o consigliate (Tifo, Epatite B) debbono
essere previste in funzione della località e delle condizioni del soggiorno. |

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La
vaccinazione anti-meningococcica di solito non è necessaria. Le modificazioni della
risposta immunitaria legate all'invecchiamento fanno in modo che la risposta immunitaria
alle vaccinazioni possa essere attenuata. Tuttavia, anche se le risposte immuni possono
essere marcatamente ridotte in età avanzata, il livello di protezione e la riduzione
della mortalità possono essere migliori di quelle attese sulla base dei titoli
anticorporali.
Farmaci da viaggio
La dotazione di farmaci
dovrebbe comprendere, oltre ai farmaci di base, tutte le terapie in corso e, se possibile,
anche un blando lassativo in quanto, nel viaggiatore anziano, la stipsi è più frequente
della diarrea.
La scelta dei farmaci per le malattie in corso dovrebbe essere riveduta a causa dei
possibili effetti collaterali (fotoallergia, fototossicità, disidratazione, etc.) o della
interazione con gli antimalarici (meflochina e beta-bloccanti, alofantrina e farmaci che
allungano l'intervallo P-Q).
Le medicine per i trattamenti in corso dovrebbero essere tenute nel bagaglio a mano e
potrebbe essere una buona idea averne una scorta doppia.
Trasporto aereo
Le uniche
controindicazioni formali al trasporto aereo sono le stesse che controindicano il viaggio
stesso, ovvero le emergenze mediche o chirurgiche. Tuttavia, i soggetti anziani, come le
donne in gravidanza, hanno un rischio più elevato di malattia tromboembolica "da
classe economica", descritta nel 1988 da tre medici, due dei quali di 48 e 60 anni
rispettivamente, all'arrivo di un viaggio fra Tokyo e gli Stati Uniti e da Washington a
Londra.
La prevenzione si basa sull'assunzione di liquidi, sul movimento periodico dei muscoli
delle gambe, sull'uso di calze elastiche e di vestiti larghi; quelli con un rischio più
alto del normale, possono prendere acido acetilsalidilico a basso dosaggio (250 mg a
giorni alterni o 125 mg tutti i giorni) od una iniezione di eparina a basso peso
molecolare prima della partenza.
Gli individui, dopo l'arrivo, dovrebbero riposare per compensare la stanchezza, rimanendo
sdraiati con i piedi leggermente più sollevati della testa.
Casi particolari
Gli individui anziani sono
più sensibili alle variazioni del clima e dell'ambiente.
La circolazione del sangue e la traspirazione possono impiegare più tempo ad adattarsi,
sotto l'effetto di certi farmaci come i calcio-inibitori, i betabloccanti e gli
anticolinergici. Le precauzioni più importanti per il viaggiatore anziano sono:
assicurarsi che le condizioni di viaggio siano adatte alle sue condizioni fisiche e che
venga programmato un adeguato periodo di riposo, specialmente all'arrivo a destinazione.
Nel caso esista una malattia, la scelta dei farmaci dovrebbe essere fatta in relazione
alle potenziali controindicazioni ed agli effetti collaterali. In aggiunta, il viaggiatore
anziano dovrebbe portare con sé una lettera, scritta in inglese dal suo medico di
fiducia, che descriva la malattia, le possibili complicazioni e la terapia.
Una assicurazione medica è fondamentale, ma bisogna stare particolarmente attenti alle
clausole di esclusione; se esiste anche il minimo dubbio, è meglio controllare con
l'assicuratore prima della partenza.
I viaggiatori con patologie cardiache devono evitare i cibi salati. Quelli in terapia
diuretica possono perdere consistenti quantitativi di potassio se vengono colpiti dalla
diarrea del viaggiatore, e quest'ultima potrebbe essere anche più pericolosa se i
soggetti stanno praticando anche una terapia antiaritmica. Questa è una circostanza in
cui la chemioprofilassi della diarrea del viaggiatore potrebbe essere necessaria.
I viaggiatori con insufficienza coronarica dovrebbero, come sempre, avere a portata di
mano la trinitrina. E' preferibile verificare la resistenza allo sforzo fisico prima della
partenza, effettuando un elettrocardiogramma per vedere gli eventuali segni di ischemia
che controindicherebbero il viaggio.
Gli individui con problemi venosi debbono stare lontani dal calore ed evitare di rimanere
immobili. Il caldo può far sentire le gambe pesanti, o addirittura dolenti, e favorisce
l'edema.
L'immobilità aggrava la stasi venosa e può provocare una flebite, specialmente durante i
lunghi viaggi in posizione seduta.
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Con la eccezione dei
soggetti con forme gravi, non esistono particolari restrizioni per i diabetici. Il diabete
non costituisce una controindicazione alle vaccinazioni ed i farmaci antidiabetici non
comportano particolari rischi di effetti collaterali o di interazioni con altri farmaci.
Tuttavia, i diabetici dovrebbero prendere alcune precauzioni.
Le associazioni di diabetici possono fornire un tesserino scritto in inglese; possono
inoltre indicare gli indirizzi e i numeri telefonici dei centri antidiabetici locali e,
infine, possono fornire tabelle con le concentrazioni equivalenti di glicemia. Il medico
di famiglia o il diabetologo dovrebbero predisporre un certificato, scritto in inglese,
che dichiari la natura della malattia e la necessità di portare con sé le siringhe (i
doganieri di alcune nazioni potrebbero confiscare le siringhe anche a individui con
certificazioni che attestano il diabete). Lo stesso medico dovrebbe scrivere, sempre in
inglese, una breve relazione clinica e lo schema della terapia e, inoltre, dovrebbe
adattare lo schema di trattamento per compensare il cambiamento di fuso orario.
Quando si firma una polizza di assicurazione medica bisogna verificare che le clausole di
esclusione dall'assistenza non escludano specificatamente i soggetti diabetici.
Tutti i farmaci (insulina o ipoglicemizzanti orali) ed i materiali necessari (siringhe,
reagenti per la glicemia e la glicosuria) devono essere portati in quantità doppia del
necessario, in due diverse valigie, in caso di perdita o furto. In questo caso, senza aver
previsto una scorta di riserva, potrebbe essere molto difficile reperire l'insulina che
viene venduta a concentrazioni diverse nelle diverse nazioni; l'insulina acquistata
localmente costituisce la maggior fonte di rischio per il viaggiatore diabetico.
Durante il
trasferimento
Per assicurarsi una buona
autonomia per tutta la durata del viaggio è necessario fare pasti regolari. Bisogna
ricordare di portare con sé zuccheri semplici (frutta, biscotti), merendine da mangiare
tra i pasti, in caso di ipoglicemia, e zuccheri complessi (pane, etc.), per assicurare
l'apporto glucidico pari a un pasto in caso si verifichi un ritardo durante il viaggio.
L'autonomia terapeutica deve essere assicurata conservando i farmaci e i materiali
necessari sia nel bagaglio a mano che in quello consegnato agli addetti.
La glicemia deve essere controllata prima della partenza e poi ogni tre ore durante il
viaggio per verificare che il livello glicemico non si abbassi; se questo avviene, bisogna
assumere zuccheri semplici.
E' opportuno tenere sempre a portata di mano i certificati medici, specialmente quello che
descrive le modalità di trattamento. I diabetici che viaggiano da soli dovrebbero
informare qualcuno (la hostess, il capotreno, etc.) su che cosa fare nel caso si verifichi
un coma ipoglicemico.
I viaggi aerei richiedono ulteriori precauzioni che dipendono dalla durata del viaggio,
dalla direzione della variazione di fuso orario e dal tipo di terapia antidiabetica.
Se la cura è basata sugli ipoglicemizzanti orali, bisogna rispettare l'intervallo di 4-6
ore tra le dosi.
La cosa più importante è evitare le crisi ipoglicemiche assumendo regolarmente
quantitativi sufficienti di zuccheri. In caso di terapia con insulina, le precauzioni
dipenderanno dal tipo di insulina e dalla direzione del cambiamento del fuso orario.
Le misure necessarie variano da paziente a paziente e devono essere stabilite dal medico
di fiducia.
La regola fondamentale è quella di non far sovrapporre mai l'effetto di due iniezioni di
insulina.
Durante il soggiorno
Le riserve di insulina
debbono essere conservate con attenzione nei climi molto caldi, in quanto l'insulina perde
parte della sua efficacia alle alte temperature. Tuttavia, tenendo conto del fatto che una
fiala di insulina dura mediamente una settimana, questa riduzione è trascurabile.
Al contrario, le fiale di riserva devono essere mantenute al fresco (2°-8° C); le
temperature più basse denaturano l'insulina specialmente se in sospensione (insulina
intermedia e insulina ritardo).
La chemioprofilassi della malaria nel viaggiatore diabetico non crea problemi di
interazione fra i farmaci.
Le misure igienico-dietetiche già descritte debbono essere rispettate. Sul piano
nutrizionale, bisogna tenere in considerazione le variazioni dell'orario dei pasti e delle
abitudini alimentari.
Una tabella dietetica permetterà di conoscere il contenuto in carboidrati dei cibi locali
(riso, etc.).
Bisogna prestare particolare attenzione all'igiene dei piedi perché questi sono
particolarmente vulnerabili nei soggetti diabetici. Non bisogna mai camminare scalzi; è
necessario guardare dove si mettono i piedi quando si va in spiaggia o in piscina e non
bisogna indossare le scarpe da ginnastica troppo a lungo per il rischio di macerazione.
Se si deve saltare un pasto bisogna fare molta attenzione. In caso di terapia con
ipoglicemizzanti orali, le compresse non devono essere prese finché non si mangia
nuovamente, per evitare l'ipoglicemia. I soggetti che usano l'insulina debbono continuare
regolarmente, ma devono anche prendere zuccheri semplici sottoforma di acqua zuccherata.
Se esiste anche il minimo dubbio di variazione della glicemia dovuta al viaggio, deve
essere fatto un controllo con le strisce reattive, che non richiedono il lavaggio del
materiale, né l'uso di strumenti elettronici.
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Le allergie non
controindicano i viaggi a meno che non comportino il rischio di esposizione a grandi
quantitativi dell'allergene implicato. Molte allergie migliorano quando si viaggia in zone
dove l'allergene responsabile è presente in quntità minori.
I soggetti allergici devono portare sempre con sè i farmaci necessari al trattamento
della allergia: gli antistaminici (per la pollinosi), i betamimetici (per l'asma), i
dermocorticoidi (per l'eczema), gli teroidi ( per l'orticaria) o l'adrenalina (per le
reazioni anafilattiche).
L'allergia alle proteine dell'uovo controindica le vaccinazioni contro la Febbre gialla,
l'Influenza, la Parotite e il Morbillo. I soggetti che sanno di avere gravi forme
allergiche (ad esempio agli imenotteri), dovrebbero portare con sè l'adrenalina
(iniettabile e in aerosol), e gli steroidi (iniettabili o per bocca).
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Alcune nazioni richiedono
un certificato di sieronegatività per l'HIV o impongono l'effettuazione del test
indipendentemente dalla durata del soggiorno.
Alcune destinazioni comportano il rischio di incontrare malattie poco comuni nei paesi
occidentali (istoplasmosi, coccidioidomicosi, infezione da Penicillium marnefei), o
infezioni più comuni (criptosporidiosi, isosporosi, microsporidiosi, leishmaniosi e
tubercolosi).
Alcuni specialisti ritengono che la diarrea del viaggiatore dovrebbe essere trattata
preventivamente in tutti i soggetti HIV positivi.
Si possono somministrare tutti i vaccini con la eccezione di: BCG, polio orale, tifo
orale, morbillo, parotite, rosolia e febbre gialla. Queste controindicazioni, di fatto,
dipendono dal grado di immunodeficienza; la vaccinazione contro la febbre gialla resta
possibile nei pazienti asintomatici con più di 200 linfociti CT4/mm³.
Si ritiene generalmente che l'inefficacia della vaccinazione (dovuta a insufficiente
risposta immunitaria) sia meno pericolosa che una infezione disseminata.
I trattamenti in corso devono essere continuati. Gli individui con una immunodeficienza
marcata dovrebbero portare con sè i farmaci per curare la candidosi e l'herpes.
La profilassi e il trattamento delle varie malattie da viaggio non pongono particolari
problemi anche se bisogna evitare le sulfonamidi a causa del rischio di reazioni cutanee.
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