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La gravidanza non costituisce una controindicazione ai viaggi anche se può rendere alcuni viaggi più pericolosi. I viaggi aerei, in generale, comportano un rischio di malattia tromboembolica e le donne in gravidanza hanno un rischio più alto del normale.
I viaggi diretti in paesi caldi comportano un aumentato rischio di infezioni delle vie urinarie. I soggiorni in paesi del gruppo 3 (multiresistenza e alta frequenza di resistenza alla clorochina del Plasmodium falcipaum) rendono difficile la profilassi della malaria in quanto la meflochina è controindicata e la malaria è più grave nelle donne in gravidanza. L'uso della meflochina non è autorizzato durante la gravidanza perchè è stta osservata teratogenicità nei ratti trattati con alti dosaggi del farmaco. Sono autorizzati solo la clorochina, il proguanile e il chinino.
Alcuni specialisti diffidano le donne in gravidanza dall'intraprendere viaggi nei paesi del gruppo 3, con un'alta prevalenza di malaria o la presenza di forme multiresistenti. L'epatite E è più grave durante gli utlimi 3 mesi di gravidanza.
Le linee aeree rifiutano di trasportare passeggere che abbiano superato l'ottavo mese di gravidanza. Allo stesso modo, alcune compagnie di assicurazione hanno una clausola che esclude le donne in gravidanza.
I vaccini vivi attenuati (tifo orale, febbre gialla) sono teoricamente controindicati. Tuttavia, il vaccino contro la febbre gialla può essere somministrato dopo il terzo mese di gravidanza, o perfino durante i primi tre mesi, in caso di probabile esposizione.

I vaccini antitifico iniettabile e contro l'epatite A sono anch'essi teoricamente controindicati, in quanto la loro sicurezza nelle donne in gravidanza non è stata dimostrata.

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La nostra epoca è caratterizzata da intensi e rapidissimi spostamenti da un punto all’altro del globo. L’aumento dei viaggi in paesi a basso livello di sviluppo, per turismo o per lavoro, pone dei problemi; è logico rivolgersi allo specialista infettivologo per avere norme di profilassi per gli utenti che si recano nei paesi a basso livello igienico-sanitario. Il primo concetto è che la migliore prevenzione è costituita dal salvaguardarsi dalle occasioni di contagio. Bisogna assicurarsi che i lattanti e i bambini in procinto di effettuare un viaggio internazionale siano stati vaccinati con D.T.P.a, Polio , Haemophilus influenzae coniugato - Epatite B. 
Nessuna profilassi vaccinale o farmacologica deve fare dimenticare i seguenti punti:

  • proteggersi dalle punture  o morsi di insetti usando la zanzariera o i repellenti cutanei e riducendo al minimo le zone di cute esposta;

  • evitare il consumo di cibi crudi;

  • consumare solo acqua minerale aperta al momento;

  • è importante accertarsi che il bambino sia in regola con il calendario vaccinale obbligatorio e raccomandato in uso in Italia.  

Non vi sono controindicazioni alla somministrazione simultanea di vaccini diversi raccomandati per lattanti e bambini; si tratta di una pratica sicura ed efficace.
Poiché la somministrazione simultanea di vaccini più comuni non diminuisce la efficacia e la sicurezza di alcuno di essi è consigliata la somministrazione simultanea di tutti i vaccini inclusi i vaccini DTPa OPV MMR Epatite B, ed Haemophilus influenzae di tipo B indicati secondo l'età e la storia vaccinale. In vista di un viaggio all'estero generalmente i vaccini possono essere somministrati contemporaneamente.
Il piano delle vaccinazioni da effettuare prima di un viaggio internazionale deve quindi tenere contro dell’epidemiologia della zona meta del viaggio, della durata del soggiorno, delle caratteristiche del viaggio. Più vaccinazioni possono essere eseguite contemporaneamente nella stessa seduta senza interferenze nelle risposte anticorpali.

   
Per maggiori approfondimenti sulla salute dei bambini viaggiatori
   

   
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"Con il complessivo invecchiamento della popolazione europea, e l'anticipo dell'età di pensionamento, sempre più persone anziane si mettono in viaggio" (Mc Intosh, 1989)
L'età anziana non controindica i viaggi, ma è necessario prendere alcune precauzioni.

Vaccinazioni

I viaggi all'estero sono una buona occasione per verificare la validità delle vaccinazioni standard quali quella contro il Tetano, la Poliomielite e la Difterite.
La vaccinazione contro l'Influenza è di particolare importanza. La vaccinazione contro l'Epatite A è essenziale, in quanto questa malattia può essere particolarmente grave in un soggetto anziano.

A causa della alta frequenza di soggetti naturalmente immuni in questa fascia di età, prima di suggerire la vaccinazione è opportuno verificare sempre gli anticorpi anti-HAV.
Le altre vaccinazioni obbligatorie (Febbre gialla) o consigliate (Tifo, Epatite B) debbono essere previste in funzione della località e delle condizioni del soggiorno.

La vaccinazione anti-meningococcica di solito non è necessaria. Le modificazioni della risposta immunitaria legate all'invecchiamento fanno in modo che la risposta immunitaria alle vaccinazioni possa essere attenuata. Tuttavia, anche se le risposte immuni possono essere marcatamente ridotte in età avanzata, il livello di protezione e la riduzione della mortalità possono essere migliori di quelle attese sulla base dei titoli anticorporali.

Farmaci da viaggio

La dotazione di farmaci dovrebbe comprendere, oltre ai farmaci di base, tutte le terapie in corso e, se possibile, anche un blando lassativo in quanto, nel viaggiatore anziano, la stipsi è più frequente della diarrea.
La scelta dei farmaci per le malattie in corso dovrebbe essere riveduta a causa dei possibili effetti collaterali (fotoallergia, fototossicità, disidratazione, etc.) o della interazione con gli antimalarici (meflochina e beta-bloccanti, alofantrina e farmaci che allungano l'intervallo P-Q).
Le medicine per i trattamenti in corso dovrebbero essere tenute nel bagaglio a mano e potrebbe essere una buona idea averne una scorta doppia.

Trasporto aereo

Le uniche controindicazioni formali al trasporto aereo sono le stesse che controindicano il viaggio stesso, ovvero le emergenze mediche o chirurgiche. Tuttavia, i soggetti anziani, come le donne in gravidanza, hanno un rischio più elevato di malattia tromboembolica "da classe economica", descritta nel 1988 da tre medici, due dei quali di 48 e 60 anni rispettivamente, all'arrivo di un viaggio fra Tokyo e gli Stati Uniti e da Washington a Londra.
La prevenzione si basa sull'assunzione di liquidi, sul movimento periodico dei muscoli delle gambe, sull'uso di calze elastiche e di vestiti larghi; quelli con un rischio più alto del normale, possono prendere acido acetilsalidilico a basso dosaggio (250 mg a giorni alterni o 125 mg tutti i giorni) od una iniezione di eparina a basso peso molecolare prima della partenza.
Gli individui, dopo l'arrivo, dovrebbero riposare per compensare la stanchezza, rimanendo sdraiati con i piedi leggermente più sollevati della testa.

Casi particolari

Gli individui anziani sono più sensibili alle variazioni del clima e dell'ambiente.
La circolazione del sangue e la traspirazione possono impiegare più tempo ad adattarsi, sotto l'effetto di certi farmaci come i calcio-inibitori, i betabloccanti e gli anticolinergici. Le precauzioni più importanti per il viaggiatore anziano sono: assicurarsi che le condizioni di viaggio siano adatte alle sue condizioni fisiche e che venga programmato un adeguato periodo di riposo, specialmente all'arrivo a destinazione.
Nel caso esista una malattia, la scelta dei farmaci dovrebbe essere fatta in relazione alle potenziali controindicazioni ed agli effetti collaterali. In aggiunta, il viaggiatore anziano dovrebbe portare con sé una lettera, scritta in inglese dal suo medico di fiducia, che descriva la malattia, le possibili complicazioni e la terapia.
Una assicurazione medica è fondamentale, ma bisogna stare particolarmente attenti alle clausole di esclusione; se esiste anche il minimo dubbio, è meglio controllare con l'assicuratore prima della partenza.
I viaggiatori con patologie cardiache devono evitare i cibi salati. Quelli in terapia diuretica possono perdere consistenti quantitativi di potassio se vengono colpiti dalla diarrea del viaggiatore, e quest'ultima potrebbe essere anche più pericolosa se i soggetti stanno praticando anche una terapia antiaritmica. Questa è una circostanza in cui la chemioprofilassi della diarrea del viaggiatore potrebbe essere necessaria.
I viaggiatori con insufficienza coronarica dovrebbero, come sempre, avere a portata di mano la trinitrina. E' preferibile verificare la resistenza allo sforzo fisico prima della partenza, effettuando un elettrocardiogramma per vedere gli eventuali segni di ischemia che controindicherebbero il viaggio.
Gli individui con problemi venosi debbono stare lontani dal calore ed evitare di rimanere immobili. Il caldo può far sentire le gambe pesanti, o addirittura dolenti, e favorisce l'edema.
L'immobilità aggrava la stasi venosa e può provocare una flebite, specialmente durante i lunghi viaggi in posizione seduta.

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Con la eccezione dei soggetti con forme gravi, non esistono particolari restrizioni per i diabetici. Il diabete non costituisce una controindicazione alle vaccinazioni ed i farmaci antidiabetici non comportano particolari rischi di effetti collaterali o di interazioni con altri farmaci. Tuttavia, i diabetici dovrebbero prendere alcune precauzioni.
Le associazioni di diabetici possono fornire un tesserino scritto in inglese; possono inoltre indicare gli indirizzi e i numeri telefonici dei centri antidiabetici locali e, infine, possono fornire tabelle con le concentrazioni equivalenti di glicemia. Il medico di famiglia o il diabetologo dovrebbero predisporre un certificato, scritto in inglese, che dichiari la natura della malattia e la necessità di portare con sé le siringhe (i doganieri di alcune nazioni potrebbero confiscare le siringhe anche a individui con certificazioni che attestano il diabete). Lo stesso medico dovrebbe scrivere, sempre in inglese, una breve relazione clinica e lo schema della terapia e, inoltre, dovrebbe adattare lo schema di trattamento per compensare il cambiamento di fuso orario.
Quando si firma una polizza di assicurazione medica bisogna verificare che le clausole di esclusione dall'assistenza non escludano specificatamente i soggetti diabetici.
Tutti i farmaci (insulina o ipoglicemizzanti orali) ed i materiali necessari (siringhe, reagenti per la glicemia e la glicosuria) devono essere portati in quantità doppia del necessario, in due diverse valigie, in caso di perdita o furto. In questo caso, senza aver previsto una scorta di riserva, potrebbe essere molto difficile reperire l'insulina che viene venduta a concentrazioni diverse nelle diverse nazioni; l'insulina acquistata localmente costituisce la maggior fonte di rischio per il viaggiatore diabetico.

Durante il trasferimento

Per assicurarsi una buona autonomia per tutta la durata del viaggio è necessario fare pasti regolari. Bisogna ricordare di portare con sé zuccheri semplici (frutta, biscotti), merendine da mangiare tra i pasti, in caso di ipoglicemia, e zuccheri complessi (pane, etc.), per assicurare l'apporto glucidico pari a un pasto in caso si verifichi un ritardo durante il viaggio.
L'autonomia terapeutica deve essere assicurata conservando i farmaci e i materiali necessari sia nel bagaglio a mano che in quello consegnato agli addetti.
La glicemia deve essere controllata prima della partenza e poi ogni tre ore durante il viaggio per verificare che il livello glicemico non si abbassi; se questo avviene, bisogna assumere zuccheri semplici.
E' opportuno tenere sempre a portata di mano i certificati medici, specialmente quello che descrive le modalità di trattamento. I diabetici che viaggiano da soli dovrebbero informare qualcuno (la hostess, il capotreno, etc.) su che cosa fare nel caso si verifichi un coma ipoglicemico.
I viaggi aerei richiedono ulteriori precauzioni che dipendono dalla durata del viaggio, dalla direzione della variazione di fuso orario e dal tipo di terapia antidiabetica.
Se la cura è basata sugli ipoglicemizzanti orali, bisogna rispettare l'intervallo di 4-6 ore tra le dosi.
La cosa più importante è evitare le crisi ipoglicemiche assumendo regolarmente quantitativi sufficienti di zuccheri. In caso di terapia con insulina, le precauzioni dipenderanno dal tipo di insulina e dalla direzione del cambiamento del fuso orario.
Le misure necessarie variano da paziente a paziente e devono essere stabilite dal medico di fiducia.
La regola fondamentale è quella di non far sovrapporre mai l'effetto di due iniezioni di insulina.

Durante il soggiorno

Le riserve di insulina debbono essere conservate con attenzione nei climi molto caldi, in quanto l'insulina perde parte della sua efficacia alle alte temperature. Tuttavia, tenendo conto del fatto che una fiala di insulina dura mediamente una settimana, questa riduzione è trascurabile.
Al contrario, le fiale di riserva devono essere mantenute al fresco (2°-8° C); le temperature più basse denaturano l'insulina specialmente se in sospensione (insulina intermedia e insulina ritardo).
La chemioprofilassi della malaria nel viaggiatore diabetico non crea problemi di interazione fra i farmaci.
Le misure igienico-dietetiche già descritte debbono essere rispettate. Sul piano nutrizionale, bisogna tenere in considerazione le variazioni dell'orario dei pasti e delle abitudini alimentari.
Una tabella dietetica permetterà di conoscere il contenuto in carboidrati dei cibi locali (riso, etc.).
Bisogna prestare particolare attenzione all'igiene dei piedi perché questi sono particolarmente vulnerabili nei soggetti diabetici. Non bisogna mai camminare scalzi; è necessario guardare dove si mettono i piedi quando si va in spiaggia o in piscina e non bisogna indossare le scarpe da ginnastica troppo a lungo per il rischio di macerazione.
Se si deve saltare un pasto bisogna fare molta attenzione. In caso di terapia con ipoglicemizzanti orali, le compresse non devono essere prese finché non si mangia nuovamente, per evitare l'ipoglicemia. I soggetti che usano l'insulina debbono continuare regolarmente, ma devono anche prendere zuccheri semplici sottoforma di acqua zuccherata.
Se esiste anche il minimo dubbio di variazione della glicemia dovuta al viaggio, deve essere fatto un controllo con le strisce reattive, che non richiedono il lavaggio del materiale, né l'uso di strumenti elettronici.

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Le allergie non controindicano i viaggi a meno che non comportino il rischio di esposizione a grandi quantitativi dell'allergene implicato. Molte allergie migliorano quando si viaggia in zone dove l'allergene responsabile è presente in quntità minori.
I soggetti allergici devono portare sempre con sè i farmaci necessari al trattamento della allergia: gli antistaminici (per la pollinosi), i betamimetici (per l'asma), i dermocorticoidi (per l'eczema), gli teroidi ( per l'orticaria) o l'adrenalina (per le reazioni anafilattiche).
L'allergia alle proteine dell'uovo controindica le vaccinazioni contro la Febbre gialla, l'Influenza, la Parotite e il Morbillo. I soggetti che sanno di avere gravi forme allergiche (ad esempio agli imenotteri), dovrebbero portare con sè l'adrenalina (iniettabile e in aerosol), e gli steroidi (iniettabili o per bocca).

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Alcune nazioni richiedono un certificato di sieronegatività per l'HIV o impongono l'effettuazione del test indipendentemente dalla durata del soggiorno.
Alcune destinazioni comportano il rischio di incontrare malattie poco comuni nei paesi occidentali (istoplasmosi, coccidioidomicosi, infezione da Penicillium marnefei), o infezioni più comuni (criptosporidiosi, isosporosi, microsporidiosi, leishmaniosi e tubercolosi).
Alcuni specialisti ritengono che la diarrea del viaggiatore dovrebbe essere trattata preventivamente in tutti i soggetti HIV positivi.
Si possono somministrare tutti i vaccini con la eccezione di: BCG, polio orale, tifo orale, morbillo, parotite, rosolia e febbre gialla. Queste controindicazioni, di fatto, dipendono dal grado di immunodeficienza; la vaccinazione contro la febbre gialla resta possibile nei pazienti asintomatici con più di 200 linfociti CT4/mm³.
Si ritiene generalmente che l'inefficacia della vaccinazione (dovuta a insufficiente risposta immunitaria) sia meno pericolosa che una infezione disseminata.
I trattamenti in corso devono essere continuati. Gli individui con una immunodeficienza marcata dovrebbero portare con sè i farmaci per curare la candidosi e l'herpes.
La profilassi e il trattamento delle varie malattie da viaggio non pongono particolari problemi anche se bisogna evitare le sulfonamidi a causa del rischio di reazioni cutanee.

 

  

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