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| Le principali conseguenze della variazione
di fuso orario sono i disturbi del sonno e la riduzione della attenzione.
Questo sfasamento del ritmo veglia-sonno rende gli individui più
facilmente soggetti ad incidenti e riduce la capacità decisionale. |
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Il disturbo è proporzionale al numero di ore di sfasamento e diventa
consistente quando vengono superati almeno quattro fusi orari, come, ad
esempio, dopo l'attraversamento dell'Atlantico verso Ovest o il viaggio,
in direzione Est, dall'Europa a Bombay o a Karachi (solo con viaggi aerei
e spostamenti in direzione latitudinale). In poche parole, una differenza
di un certo numero di ore, richiederà poco più dello stesso numero di
ore per recuperare il normale ciclo sonno-veglia. |
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Gli altri cicli
fisiologici e biochimici come quelli della melanina, del ricambio idrico e
dei movimenti dell'intestino, possono rimanere alterati anche più a lungo
(più di 6 giorni dopo un viaggio verso Ovest, da 3 a 18 giorni dopo un
viaggio della stessa durata verso Est).
Nei viaggiatori che attraversano nove o più fusi orari, i sintomi del jet
lag, di solito, si riducono significativamente dopo 5 giorni. I ritmi
cardiaci si adattano meglio ad un allungamento della giornata (viaggio
verso Ovest) piuttosto che al suo accorciamento (viaggi verso Est), poiché
è più facile per l'organismo prolungare i suoi ritmi piuttosto che
abbreviarli (il ciclo spontaneo dura quasi sempre un po' più delle 24
ore).
Normalmente, il ritmo di 24 ore si impone sul ritmo circadiano intrinseco
a causa di sincronizzatori esterni, i più importanti dei quali sono i
pasti e la luce del giorno.
Gli effetti del cambiamento di fuso orario possono essere minimizzati con
metodi che variano a seconda del livello di squilibrio. Se il viaggio dura
meno di 3 giorni, è preferibile mantenere l'orario del proprio paese di
origine. Altrimenti, si deve adottare immediatamente il ritmo del sonno e
dei pasti del paese ospite e sincronizzarsi il più rapidamente possibile
con l'ora locale utilizzando i sincronizzatori esterni ovvero l'ora dei
pasti e l'esposizione alla luce del giorno. L'impatto del cambiamento di
fuso orario può essere fortemente attenuato se il ciclo dei pasti e del
sonno vengono spostati, un giorno o due prima della partenza, di una o due
ore. Le linee aree spesso aggravano il problema della perdita di sonno e
dell'adattamento al ciclo dei pasti servendo pasti sostanziosi a tarda
notte nei voli transatlantici verso Est (per esempio, cena alle ore 23.00
che corrispondono alle 05.00 in Europa Occidentale).
Il viaggiatore dovrebbe essere stato consigliato ad assumere un pasto
prima di partire dall'aeroporto, di mettere in azione il segnale sul suo
sedile che indichi "non disturbare fino alla colazione", e di
dormire (utilizzando lenzuolo, mascherina contro la luce, cuscino
gonfiabile, pantofole, etc.). Se non è stato possibile dormire più di 6
ore durante il volo, può essere utile un breve sonnellino durante il
giorno, ma poi è importante rimanere svegli fino all'ora di coricarsi
locale.
A volte è stato consigliato l'uso di caffeina e di teina per contrastare
la sonnolenza, e di benzodiazepine a breve emivita per evitare l'insonnia.
Tuttavia, queste manipolazioni possono creare vari problemi legati alle
variazioni metaboliche individuali, alla rapidità della comparsa degli
effetti e alla loro durata e alle eventuali reazioni avverse.
La melatonina è l'unico farmaco la cui efficacia sia stata dimostrata;
agisce come un sincronizzatore dei ritmi biologici e in particolare del
ciclo sonno-veglia. Agisce anche come ipnotico, il che può spiegare la
sua efficacia nel cambiamento di fuso orario. Quando vengono somministrati
2 g di melatonina mezz'ora prima di dormire, al sua efficacia è stata
valutata essere del 50%. Questo farmaco non necessita di autorizzazione
ministeriale in Europa e in Australia. Come il cortisone, la melatonina è
un ormone naturale e il suo effetto cronobiotico dovrebbe essere soggetto
a regole precise. La sua tollerabilità a lungo termine non è ben
conosciuta e l'origine dei preparati farmacologici non è garantita:
naturale estratta dalla ghiandola pineale di bovino o sintetica.
In tutti i casi, la cosa più importante è adattarsi il più rapidamente
possibile all'orario locale dei pasti; anche l'esposizione alla luce è
importante per sincronizzare nuovamente i ritmi biologici. |

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