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| Lesposizione diretta al sole può avere effetti
favorevoli, migliorando certe patologie della pelle come le allergie e la psoriasi,
alleviando la depressione e promuovendo la sintesi della vitamina D. |
| Tuttavia le radiazioni ultraviolette
(UVA-UV ad elevata lunghezza donda e UVB-UV a
media lunghezza donda), possono avere effetti anche negativi inducendo eritemi
solari (ustioni da sole con 4 gradi di gravità), fotodermatosi idiopatiche
(eruzione leggera polimorfica, orticaria solare, etc.), invecchiamento
della pelle (elastosi solare, cheratosi, epiteliomi, melanomi), oftalmie,
colpi di calore e colpi di sole. L'eritema solare è dovuto principalmente
agli UVB mentre gli UVA sono la principale causa di invecchiamento della
pelle e degli occhi e di tumori della pelle. |
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| Il più grave di questi
effetti indesiderabili è costituito dai tumori della pelle (epitelioma
basicellulare, melanoma); la prevenzione di questi tumori deve iniziare
nell'infanzia economizzando il "patrimonio solare", determinato
geneticamente in base al tipo e alla quantità di melanina presente nella
pelle, definita nell'insieme "fototipo". E' essenziale non
superare le dosi soglia di UV oltre le quali emergono gli effetti
carcinogenici cumulativi, specialmente nelle parti del corpo esposte
naturalmente al sole (faccia, collo e dorso delle mani). |
Igiene solare
Solo gli individui di pelle scura sono naturalmente protetti dagli effetti negativi
degli UV a breve e lungo termine. Negli individui di pelle chiara,
l'abbronzatura protegge dagli effetti negativi a breve termine dei raggi
UV, ma, se eccessiva, diventa anche un fattore di rischio per gli effetti
negativi a lungo termine (invecchiamento solare e sue conseguenze).
Una abbronzatura deve essere ottenuta con pazienza, aumentando
gradualmente il tempo di esposizione; nei paesi tropicali, non si
dovrebbero superare i 15 minuti durante i primi giorni. Le ustioni solari
possono essere evitate indossando, nei primi giorni, una maglietta leggera
a maniche corte di cotone. Bisogna tenere conto anche dell'ambiente:
l'erba e l'acqua riflettono poco gli UV (5%) al contrario della sabbia
(20%) e, più di tutto, della neve (85%). Una pelle bagnata si abbronza
più rapidamente, ma si ustiona anche due volte più rapidamente. I bagni
di sole tra le 11.00 e le 14.00 (ora solare) devono essere evitati. E'
meglio non usare deodoranti, profumi o cosmetici che contengano limone,
lavanda o bergamotto ma, più di tutto, è opportuno evitare i farmaci
fotosensibilizzanti. La lista di queste sostanze è lunga e molti di
questi farmaci vengono abitualmente somministrati per via sistemica. I
più frequenti farmaci fotosensibilizzanti sono: alcuni antibiotici (cicline,
chinoloni e sulfonamidi), alcuni farmaci psicotropi (fenotiazine e
antidepressivi triciclici) e alcuni farmaci antiinfiammatori non steroidi
(oxicam, arylcarbossilici, etc.). Anche alcuni farmaci per uso topico
possono dare origine a reazioni cutanee durante l'esposizione al sole.
Non si debbono mangiare frutti contenenti furocumarine (lyme, mango) prima
dell'esposizione al sole, poiché c'è un rischio di grave, e
frequentemente irreversibile, depigmentazione. La pelle, dopo
l'esposizione al sole, dovrebbe essere correttamente reidratata con creme
e oli.
L'abbronzatura non è sufficiente per prevenire gli effetti irreversibili
di invecchiamento della pelle e dell'insorgenza di neoplasie cutanee,
pertanto è fondamentale utilizzare anche mezzi artificiali di protezione.
La miglior protezione resta il rimanere all'ombra, indossare occhiali da
sole per tutto il tempo, vestire abiti ampi e cappelli a larghe tese.
Evitare l'esposizione al sole e proteggersi artificialmente con gli abiti
restano le migliori misure preventive.
Filtri solari
L'uso di filtri solari aumenta la quantità
di tempo che può essere trascorsa al sole ma, paradossalmente, riducendo
gli effetti a breve termine della esposizione al sole, può incoraggiare
permanenze prolungate al sole accelerando l'invecchiamento della cute e
l'insorgenza di tumori della pelle. E' risaputo che la protezione ottenuta
con i filtri solari è di gran lunga più efficace nei confronti degli UVB
piuttosto che degli UVA. Pertanto, i filtri solari portano alla drastica
riduzione delle bruciature, che sono una forma di avviso di eccessiva
esposizione al sole, e al conseguente aumento della esposizione agli UVA,
che hanno un effetto a lungo termine di gran lunga più pericoloso. Non
stupisce che tutti gli studi pubblicati negli ultimi 10 anni abbiano
evidenziato una correlazione fra il rischio di neoplasie della pelle e
l'uso di filtri solari. Per questi motivi, i filtri solari non devono
essere usati per passare più tempo sotto il sole, ma per fornire una
protezione solo quando non è possibile stare all'ombra.
I filtri solari vengono classificati in base al livello di protezione che
sono in grado di conferire; il coefficiente di protezione, che è stampato
sulla confezione, varia da 1 a 50 (protezione massima) per gli UVB e da 1
a 12 per gli UVA. Un coefficiente di protezione da 1 a 5 corrisponde a una
protezione contro gli UVB bassa, un coefficiente da 5 a 9 ad una
protezione media e un coefficiente da 10 a 19 ad una protezione alta.
Prodotti altamente protettivi hanno coefficienti, contro gli UVB, da 20 a
40 e contengono anche filtri anti UVA. In teoria, questi prodotti
proteggono contemporaneamente dalle ustioni solari, dalle allergie solari
e dall'invecchiamento cutaneo. L'applicazione di un repellente per insetti
contenente dietiltoluamide (DEET) al 35% dopo l'applicazione di un filtro
solare riduce il fattore di protezione dal sole del 33,5%. Si suggerisce
quindi di usare ulteriori protezioni contro l'effetto nocivo del sole,
quando vengono usati contemporaneamente un filtro solare ed un repellente
per insetti.
In ogni caso, la protezione contro gli UVA è piuttosto difficile da
quantificare perché è difficile provocare ustioni solari con gli UVA da
soli; la protezione dagli UVA è comunque necessaria per evitare gli
effetti negativi a lungo termine (invecchiamento della pelle e neoplasie
cutanee). Ad oggi, una efficace protezione contro gli UVA non esiste.
Le regole universali
per luso dei filtri solari sono le seguenti:
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ripetere le applicazioni regolarmente ogni due ore;
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riapplicare dopo i bagni o le sudorazioni profuse;
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applicare trenta minuti prima dellesposizione;
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scegliere il fattore di protezione più adatto.
Il fattore di protezione solare da prendere in considerazione dovrebbe
essere costituito dal rapporto fra la protezione contro gli UVB e protezione
contro gli UVA piuttosto che dai singoli fattori di protezione contro l'uno
o l'altro tipo di radiazioni. Per i viaggiatori che si recano ad elevate
altitudini o per quelli con predisposizione alle fotodermatiti da UVB, c'è
l'indicazione ad usare un filtro con la massima protezione contro gli UVB
indipendentemente dal fattore di protezione contro gli UVA. In tutti i casi,
per tutti i viaggiatori, sono consigliabili filtri solari con un rapporto di
protezione UVB/UVA fra 1 e 2, in quanto non prevengono il segno di
avvertimento costituito dalla ustione solare.
Alcune fotodermatosi possono essere prevenute assumendo farmaci.

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