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Colera
in Liberia - aggiornamento

13 agosto 2003
Una squadra del WHO composta da tre esperti (un epidemiologo, un esperto sul colera ed un assistente tecnico specialista sul risanamento
ambientale), sono in viaggio verso la Liberia per fornire supporto all'ufficio locale preposto alla sorveglianza ed al controllo delle malattie infettive. La missione è effettuata in collaborazione con l'ufficio regionale del WHO per l'Africa. La preoccupazione maggiore è determinata dallo scoppio di colera verificatosi a Monrovia che, finora, ha causato 1.944 casi e 17
decessi.
La squadra dovrà:
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valutare la situazione generale di salute pubblica a Monrovia ed in altre zone limitrofi;
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valutare l'efficacia dell'attuale controllo e delle misure adottate al fine di contenere il colera e altre malattie diarroiche, fornendo rifornimento idrico e soluzioni di risanamento;
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sviluppare un sistema di controllo sanitario per la fase di emergenza ed un sistema di allarme immediato in caso di scoppi;
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affinare le informazioni relative alle segnalazioni dei casi per permettere lo svolgimento di più accurate indagini di laboratorio per la conferma delle malattie infettive principali;
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individuare i mezzi migliori per il contenimento ed il trasporto dei campioni prelevati;
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sviluppare un programma di preparazione epidemica per la risposta alle malattie;
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collaborare con le agenzie competenti per il rifornimento idrico di acqua potabile.
La squadra lavorerà con l'ufficio locale del WHO, con i servizi sanitari nazionali del posto e con altre agenzie delle Nazioni Unite,
Médecins sans Frontières ed il comitato internazionale della Croce Rossa. Il WHO ha
già fornito le apparecchiature di laboratorio per effettuare le indagini sui campioni prelevati.
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Legionellosi in Francia

14 agosto 2003
Sono stati segnalati 29 casi e due decessi dalle autorità sanitarie
francesi del distretto di Hérault, Montpellier. Due di questi casi, uno
proveniente dall'Italia ed uno dall'Olanda sono stati riferiti dall'European
Working Group for Legionella Infections. I primi dati indicano che la maggioranza dei casi abita, lavora od ha
effettuato un recente viaggio a Montpellier.
Ulteriori indagini epidemiologiche e ambientali sono condotte dall'Institut
de Veille Sanitaire, di Parigi, per identificare la sorgente della
trasmissione del virus.
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Colera
in Liberia - aggiornamento 2

18 agosto 2003
La squadra del WHO presente a Monrovia sta continuando a determinare le dimensioni dell'attuale situazione di colera, visitando i vari centri preposti al trattamento del colera e provvedendo al risanamento delle fonti d'acqua. I dati sul numero totale dei casi e dei decessi sono molto difficili da
ottenere.
Ci sono già stati scoppi di colera, durante gli scorsi anni, a Monrovia, particolarmente durante la stagione delle piogge. Tuttavia, all'inizio dello scoppio verificatosi nel mese di giugno di quest'anno erano circa 200 i casi segnalati ogni settimana, rispetto ai 30 casi/settimana durante lo stesso periodo del 2001 e del
2002.
Nel mese di luglio del 2003, il numero dei casi/settimana è salito fino a 350; durante la settimana tra l'11 ed il 18 agosto, sono stati segnalati 240 casi di colera. Il numero di casi, probabilmente, aumenterà nelle prossime settimane a causa del movimento della popolazione e della mancanza di fonti d'acqua sicura. L'alto livello di malnutrizione, inoltre, ha aggiunto il rischio di casi più severi della
malattia.
Lavorando con i soci partner, il WHO prevede al più presto di riattivare il comitato di controllo del colera, diffondendo materiale per l'educazione sanitaria e provvedendo a sanificare i pozzi d'acqua.
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Febbre Gialla in Sierra Leone

19 agosto 2003
Il ministero della sanità della Sierra Leone ha segnalato un caso confermato di Febbre Gialla e 45 casi, ritenuti sospetti, nel distretto di
Tonkolili.
Una missione effettuata con personale tecnico del ministero, del WHO e dell'UNICEF ha avuto luogo dal 7 al 10 agosto scorso ed i campioni raccolti sul luogo sono ancora oggetto di indagini di
laboratorio.
La sorveglianza nelle zone interessate è stata rinforzata, inoltre sono state predisposte tutte le azioni necessarie affinché una campagna di immunizzazione inizi questa settimana. Il ministero della sanità ha finora la disponibilità necessaria di vaccino contro la Febbre Gialla occorrente per trattare la popolazione
infetta.
Attualmente si stanno anche prelevando campioni di siero nei distretti circostanti, per essere esaminati.
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Colera
in Liberia - aggiornamento 3

25 agosto 2003
Al 19 agosto, il WHO ha segnalato un numero totale di 3.889 casi di colera dall'inizio di 2003. Dall'inizio del mese di giugno, sono stati registrati 2.464 casi. Queste cifre, peraltro, non includono i casi le cui indagini di laboratorio sono ancora in corso per cui si suppone che il numero delle segnalazioni relative ai mesi di giugno, luglio ed agosto sia nettamente superiore.
Finora non è stato comunicato il numero dei decessi.
Queste informazioni sono state fornite da Médecins sans Frontières di Belgio e Francia e dall'organizzazione MERLIN che stanno duramente lavorando a Monrovia supportando le autorità sanitarie
locali.
Come già precedentemente segnalato, è probabile che un aumento nei casi si presenterà nelle prossime settimane a causa del movimento della popolazione e della mancanza di fonti d'acqua sicura.
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L'epidemia in British Columbia
(Canada) non è stata causata dalla SARS

25 agosto 2003
Un focolaio di malattia respiratoria verificatosi in una struttura sanitaria in Canada, dopo attente analisi, è stato definitivamente confermato di non essere dipeso dalla
SARS.
Il 14 agosto, le autorità sanitarie canadesi segnalarono al WHO che una malattia respiratoria non identificata era comparsa a Surrey, struttura sanitaria situata nella British Columbia, ed aveva interessato 143 persone, tra pazienti e personale sanitario. Inizialmente alcuni tests hanno fatto supporre che l'origine dell'infezione era stata causata dal Coronavirus della
SARS.
Ora il WHO ed i servizi sanitari canadesi hanno prove certe per concludere che tale focolaio non è causato dalla SARS. Analisi di laboratorio effettuate sia in Canada che negli Stati Uniti non hanno ancora confermato l'ipotesi che il virus della SARS possa essersi mutato in una forma
differente.
Due elementi, però, sembrerebbero allontanare questa possibilità. Infatti, clinicamente, la malattia si presenta in maniera diversa rispetto alla SARS; le caratteristiche del focolaio canadese mostrano un basso livello di fatalità, mancanza di febbre nella maggior parte dei pazienti nonché mancanza di segnali caratteristici della SARS nei polmoni, esaminati ai raggi
X.
Le attuali conoscenze fanno ipotizzare che il virus responsabile sia il Coronavirus umano OC43. Questo virus, responsabile del 10-20% dei casi di raffreddore comune, ed è stato associato a varie epidemie respiratorie in altri
paesi.
Il Canada, tuttavia, continua ad essere una destinazione sicura per i viaggiatori ivi diretti ed i viaggiatori in partenza dal paese non comportano alcun rischio per altri
paesi.
Questo scoppio non ha implicazioni internazionali di sanità pubblica.
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