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GIUGNO
2003   
    
  

 

Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 70 - bis

 
2 giugno 2003

Crescente ottimismo in Asia
Gli aumenti a una sola cifra del numero dei contagi di SARS, sia in Cina che a Taiwan, stanno facendo crescere l'ottimismo in Asia circa la possibilità che la polmonite atipica sia ormai in fase di regressione.
Nelle ultime ore i casi di SARS a Taiwan sono stati solo quattro: due nel nord dell'isola e altrettanti nella parte meridionale. Le autorità sanitarie di Taipei hanno precisato che il numero complessivo dei malati è così salito a 680.
Non si è invece verificato alcun nuovo decesso, e dunque il computo delle vittime della polmonite atipica rimane fermo a 81; è ormai da giovedì che non si ha notizia di ulteriori morti.
Nel frattempo ammontano ormai a 134 le persone che, definitivamente guarite dalla malattia, hanno potuto lasciare gli ospedali. Malgrado a Taiwan l'epidemia appaia in lento declino, come già era avvenuto nella Repubblica Popolare Cinese, a Hong Kong ed altrove, il governo non intende abbassare la guardia e ha lanciato una campagna preventiva a livello nazionale senza precedenti: nell'arco di dieci giorni la temperatura sarà tendenzialmente misurata a tutti gli abitanti, onde localizzare eventuali focolai residui del Coronavirus responsabile del morbo e quindi provvedere subito ad isolarli.
Situazione in miglioramento anche in Cina, dove nelle ultime ore si sono registrati solo due nuovi casi e nessun nuovo decesso. Secondo fonti del ministero della Sanità, i malati sono 5.328, i morti 332.
Per tutta la settimana nella Repubblica Popolare, a differenza di quanto avvenuto in precedenza, i dati più recenti sulla malattia sono sempre stati a cifra singola, senza mai superare la decina di unità.
Brutte notizie arrivano invece da Hong Kong, dove sono morte tre persone e altre tre sono risultate ammalate. Il bilancio dei decessi nella ex colonia britannica sale così a 281. Complessivamente i casi sono 1.742.
Secondo i dati del WHO i casi di contagio in tutto il mondo sono 8.360, i decessi 764.

La SARS e gli animali
Alcuni operatori di un mercato alimentare nel sud della Cina - spesso a contatto con animali esotici - avrebbero sviluppato anticorpi della SARS. E' quanto emerge da un recente studio dell'Università di Hong Kong e del Shenzhen Disease Prevention and Control Center.
Se comprovato, lo studio avvalorerebbe la teoria degli esperti che il virus può essere passato dagli animali agli uomini.
La ricerca, effettuata su un campione di dieci addetti ai lavori nei mercati nella città di Shenzhen - capitale della regione cinese di Guangdong - ha dimostrato che cinque di loro erano portatori degli anticorpi della SARS. Secondo i ricercatori, i cinque avevano sicuramente contratto il virus dagli animali.
Nessuno di loro, comunque, risulta effettivamente malato - spiega il Dr. Klaus Stohr, uno specialista in malattie virali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) - il che suggerisce che i cinque uomini possano aver contratto la malattia solo in forma lieve.
Il problema, ha sottolineato un microbiologo di Shenzhen, è che gli uomini prendono il virus dagli animali in forma lieve, ma poi il virus muta in una forma più forte prima di passare ad altre persone.
Circa dieci giorni fa gli scienziati avevano riscontrato il virus della SARS in tre specie di mammiferi in vendita al Dongmen Market: civette, cani procioni e tassi.
Il virus nella sola Hong Kong - dove è arrivato dalla vicina provincia di Guangdong - ha già ucciso 281 persone e ne ha contagiate altre 1.742.

Il primo caso in Russia 
Mentre l'aggressività del virus sembra ormai cominciare a diminuire in diverse zone dell'Asia, in Russia è stato confermato, mercoledì 28 maggio, il primo caso di SARS.
Un uomo di 25 anni che vive in una città al confine con la Cina avrebbe riportato i sintomi del contagio. L'uomo, è un operatore municipale e vive davanti ad un hotel frequentato soprattutto da clientela cinese.
La Russia chiuderà i confini con la Cina, in diversi punti, ufficialmente dal 4 di giugno.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 71

 
2 giugno 2003

Situazione delle prove diagnostiche
Lo sviluppo di valide prove diagnostiche per la SARS, da immettere sul mercato, ha avuto una progressione molto più lenta di come inizialmente si era sperato. Il problema di ciò è determinato dalle insolite caratteristiche del virus che rendono questa sfida particolarmente difficile.
Per molte malattie virali, la maggior quantità di agenti causali è espulsa durante la fase iniziale della malattia, solitamente nei primissimi giorni che seguono l'inizio dei sintomi. Questo, spesso, è il periodo nel quale esiste il rischio più grande di infezione verso altri pazienti. 
La SARS, tuttavia, segue un processo differente. Durante la fase iniziale della malattia, la diffusione del virus è relativamente bassa; il rischio di trasmissione del virus si alza dopo 10 giorni dall'inizio della malattia. Questo insolito comportamento genera l'esigenza di ottenere dei tests che abbiano una sensibilità particolarmente alta. Tali prove ancora non esistono. 
Poiché, nella fase iniziale della malattia, la quantità del virus è bassa, le prove attualmente disponibili, seppur sviluppate con velocità impressionante, non possono essere attendibili in quanto non riescono a rilevare il virus della SARS, o il proprio materiale genetico, durante i primi giorni della malattia. E questo l'elemento che rende difficoltosa la sfida poiché, è proprio in questa fase della malattia che il virus ha facilità di diffusione e quindi la mancata rilevazione della SARS non permette di adottare le misure previste, come l'isolamento del paziente.
Nei pazienti colpiti dalla SARS, la risposta immunitaria non inizia sino al 5° o 6° giorno.
Il WHO raccomanda l'uso della "definizione dei casi", divulgata dall'Organizzazione stessa, allo scopo di rilevare i casi sospetti e quelli probabili e di attuare le procedure per la gestione dei casi e per il monitoraggio dei contatti (…).

Corso di formazione in Cina
Il WHO sta coordinando lo svolgimento di una serie di corsi di formazione a Beijing (Pechino) mirati a rendere più efficiente il lavoro svolto nei laboratori di ricerca della Cina, incaricati di effettuare indagini sulla SARS. La fornitura di materiali e reagenti chimici per lo svolgimento di tali corsi è stata prodotta dai vari laboratori facenti parte della Rete di Ricerca del WHO.
L'utilizzo delle prove attualmente disponibili è molto utile poiché, in questo modo, i medici cinesi possono beneficiare dell'esperienza di studiare direttamente tests già sviluppati. Gli insegnanti provengono dai laboratori degli USA, Regno Unito ed Hong Kong.
La Cina ha già sviluppato una prova diagnostica molto simile al test ELISA. Per individuare tempestivamente il virus della SARS, la prova molecolare di PCR offre grandi potenzialità. L'istituto del Genoma di Singapore ha reso disponibile il test PCR, a costo zero, per sostenere la diagnosi di SARS nella Cina.
Anche se il numero dei nuovi casi e dei decessi ha avuto, in Cina, un netto declino, il WHO e le autorità sanitarie cinesi rimangono in allerta sulla situazione di alcune province rurali che necessitano di sufficienti strutture sanitarie e che non possono adottare efficacemente i sistemi di sorveglianza e di segnalazione in risposta alla SARS.

Aggiornamento dei casi e dei paesi
Ad oggi, il numero totale di casi probabili è pari a 8.384, con 770 decessi, segnalati in 29 paesi. Questo dato rappresenta un aumento di 27 nuovi casi e di 6 decessi rispetto all'ultimo aggiornamento. I decessi sono stati segnalati in Cina (2) e Hong Kong (4).

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 72

 
3 giugno 2003

Situazione in Cina
Il numero quotidiano di nuovi casi di SARS, segnalati nella Cina nelle ultime settimane, è considerevolmente in declino; da una media di 166 casi segnalati durante la prima settimana di maggio, si è passati ai 90 casi durante la seconda settimana, ai 27 casi nella terza settimana ed ai 16 nell'ultima settimana. In questi ultimi 6 giorni, il numero giornaliero di nuovi casi segnalati è sceso ad una media di 2,5.
Come pure in altre zone duramente colpite dalla SARS, la cui situazione è in netto miglioramento, questo progresso registrato in Cina nell'ultimo mese dimostra l'importanza che ha rivestito l'impegno politico, agli alti livelli, nonché la rigorosa applicazione delle misure di controllo che hanno dimostrato la loro efficacia. L'esperienza accumulata ha manifestato la grande importanza di adottare comportamenti vigili e prudenti nei confronti della SARS, specialmente in un paese vasto come la Cina.
La nuova comparsa di casi a Toronto, in Canada, dimostra quanto difficile sia il controllo di una nuova malattia caratterizzata da sconcertanti sintomi epidemiologici e clinici. La costante vigilanza effettuata a Singapore che, nei giorni scorsi, ha interrotto la trasmissione locale di SARS, dimostra l'importanza di rimanere ininterrottamente in stato di allerta.
Sulla base delle recenti esperienze e delle molte incertezze ancora esistenti circa il comportamento della SARS, il WHO suggerisce di non interpretare l'attuale diminuzione di nuovi casi in Cina come motivo di attenuazione della sorveglianza.
"La SARS è ancora presente in Cina e il WHO continua a considerare questa nazione come l'epicentro della malattia", ha detto il Dott. David Heymann, Direttore Esecutivo per le Malattie Infettive del WHO "il nostro lavoro, insieme alle autorità sanitarie cinesi, consiste nell'impedire a questa malattia di stabilirsi ancora a lungo in un paese così ampio".
La definitiva sconfitta della SARS, globalmente, dipende molto dai risultati che si otterranno, nei prossimi mesi, in Cina. Infatti, questo paese, dai lunghissimi confini e con un alto tasso di popolazione migrante, potrebbero contribuire alla diffusione di focolai in altre aree rendendo, così, la SARS una minaccia continua per il resto del mondo.
Il Dott. Heymann crede che l'intera Comunità internazionale abbia molto da imparare dalle esperienze cinesi sul controllo della SARS, inizialmente comparsa nella provincia di Guangdong fino a espandersi in moltissime altre zone della Cina.
Il Dott. Gro Harlem Brundtland, Direttore Generale del WHO, ha ribadito l'importanza, per la sicurezza di tutte le popolazioni, che riveste la consapevolezza dei paesi di adottare delle rigorose misure di prevenzione e di controllo, allo scopo di contenere eventuali focolai evitando, così, la trasmissione del virus nei paesi limitrofi o in altre aree del mondo, attraverso i viaggi.
Malgrado i progressi ottenuti dalla Cina nelle ultime settimane, il WHO manifesta delle incertezze circa la situazione in alcune province periferiche e rurali dove le infrastrutture sanitarie non sembrano in grado di far fronte ad una sfida così difficile. Inoltre, in queste aree, anche il sistema di sorveglianza è poco efficace; dei nuovi casi, solo la metà sono resi noti, senza peraltro avere informazioni sulla fonte dell'infezione o sulla situazione dei contatti. L'assenza di queste informazioni rende molto difficile accertare l'esatta entità della trasmissione locale.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 73

 
4 giugno 2003
Ad oggi, un numero totale di 8.402 casi probabili di SARS, con 772 decessi, è stato segnalato in 29 paesi. Questo dato rappresenta un aumento di 10 casi rispetto all'ultimo aggiornamento. I nuovi casi sono stati segnalati nel Canada (5), Hong Kong (1), Taiwan (2), Germania (1) e negli U.S.A. (1).
Oggi non è stato riferito nessun caso di decesso; questo rappresenta il primo giorno, dal 28 marzo (quando i dati riportavano 1.485 casi e 53 decessi), senza che si verifichino dei decessi a causa della SARS.
L'epidemia nelle "zone calde" continua ad essere contenuta e la situazione sotto controllo; il virus di SARS è chiaramente in diminuzione a conferma che le misure di controllo suggerite sono efficaci, soprattutto grazie anche all'impegno dei governi che hanno stabilito delle precise linee guida da seguire.
Il motivo per il quale la catena di trasmissione della SARS è stata interrotta in Vietnam e a Singapore, evidenzia quanto comunicato dal WHO sin dall'inizio dell'epidemia, e cioè il fatto che la SARS può essere contenuta malgrado l'assenza di una efficace prova diagnostica, di un vaccino e di un trattamento specifico.
Attualmente il controllo è basato su una rapida rilevazione ed isolamento dei nuovi casi, un valido controllo dell'infezione negli ospedali ed un attento monitoraggio dei contatti con l'adozione di eventuali misure di quarantena.
In Vietnam non si sono verificati nuovi casi di SARS dall'8 aprile scorso. A Singapore, l'ultimo caso, con molta probabilità importato, è stato isolato l'11 maggio e, da allora, nessun nuovo caso è stato rilevato.
L'esperienza di Toronto, dove sono stati segnalati più di 70 nuovi casi dal 26 maggio, evidenzia come il rischio che il virus compaia nuovamente, costringa di effettuare una costante vigilanza da parte delle autorità sanitarie. Se le misure di prevenzione e di sorveglianza sono deboli, anche un singolo caso importato può rappresentare un alto rischio di trasmissione della malattia.
Il nuovo caso segnalato oggi in Germania, in un uomo recentemente tornato da Taiwan, ha provocato la quarantena di 50 contatti. L'uomo è stato immediatamente ricoverato e posto in isolamento.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 74

 
5 giugno 2003
Ad oggi, un numero totale di 8.403 casi probabili, con 775 decessi, è stato segnalato in 29 paesi. Questo dato rappresenta un aumento di 6 casi e di 3 decessi rispetto all'ultimo aggiornamento.
I nuovi casi sono stati segnalati in Canada (5) e Taiwan (1). I decessi in Cina (2) e Hong Kong (1).
I servizi sanitari di alcune zone dove la SARS, diffondendosi in maniera grave, ha fatto la comparsa già da parecchio tempo, stanno adottando tutte le misure necessarie affinché la malattia non abbia una ripresa. Le autorità di Hong Kong hanno riferito l'intenzione di continuare ad effettuare i controlli, nei vari checkpoints di frontiera, per almeno un anno. Le misure, che hanno avuto inizio alla fine del mese di marzo, includono l'uso dei dispositivi d'esplorazione ad infrarosso per la rilevazione della temperatura corporea e il rilascio di una dichiarazione obbligatoria sullo stato di salute da parte di tutti i viaggiatori. Da quando sono state introdotte queste misure non si è registrato nessun nuovo caso importato di SARS.
Le autorità di Hong Kong stanno realizzando una lista contenente tutti i dati relativi ai casi importati nel paese che, si suppone, siano circa il 6% di tutti i casi di SARS segnalati a Hong Kong. Fino ad oggi Hong Kong ha segnalato 1.748 casi e 284 decessi, portandosi al secondo posto, dopo la Cina, tra i paesi più duramente colpiti.
Hong Kong confina con la provincia di Guangdong, appartenente alla Cina. La SARS ha fatto la sua prima apparizione ad Hong Kong verso la fine di febbraio, quando un medico infettato, proveniente da Guangdong, ha trasmesso il virus in almeno 13 persone che soggiornavano sullo stesso piano di un Hotel. Queste persone, successivamente, hanno contribuito a diffondere la malattia, al loro ritorno a casa, in Vietnam, Singapore, Toronto e, naturalmente, ad Hong Kong.
Agli inizi la SARS ha fatto parecchie vittime soprattutto negli ospedali dove il personale sanitario, ignaro di questa nuova malattia, era particolarmente esposto avendo stretti contatti con i pazienti. 
Attualmente, casi di trasmissione locale sono presenti soltanto a Toronto e in parecchie zone della Cina. Tutti gli altri paesi, con storia di casi importati, sono riusciti ad impedire una vasta diffusione tra la popolazione riuscendo a limitare il numero di nuovi casi.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 75

 
6 giugno 2003
Mentre i casi di SARS continuano a registrare un netto declino, nelle zone dove è stata controllata la malattia, spesso con grandi sacrifici, ora l'obiettivo è quello di tenere lontani ulteriori centri d'infezione causati da casi importati. Poiché persino un singolo caso potrebbe generare una vasta trasmissione locale, per le autorità sanitarie nazionali è importante continuare ad effettuare una costante vigilanza.
Funzionari sanitari di Singapore e della Malesia si sono incontrato oggi a Woodlands, una località al confine con Singapore, per accordarsi sulle modalità per rafforzare la vigilanza nei confini tra i due paesi allo scopo di contenere la diffusione della SARS. Si è deciso che tutti i viaggiatori trovati con la febbre saranno immediatamente isolati e successivamente riportati alla loro località di partenza per essere ricoverati. Le delegazioni dei due paesi hanno acconsentito di adottare qualsiasi altra misura necessaria nei vari punti di controllo terrestri (stazioni ferroviarie, bus), aerei (aeroporti) e marittimi (porti, scali fluviali). Singapore ha inoltre annunciato che continuerà ad effettuare lo screening di tutti i viaggiatori in partenza dal paese fino a quando la situazione non migliorerà.
Sin dall'inizio dell'epidemia, da quando si è compreso che la SARS poteva rappresentare una reale minaccia per l'intera popolazione mondiale, il WHO ha collaborato con varie organizzazioni non governative, come l'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo e l'Organizzazione Internazionale dell'Aeronautica Civile, per promuovere l'adozione delle misure necessari per impedire la diffusione della malattia attraverso i viaggi aerei.
L'aeroporto internazionale di Changi, di Singapore, sarà presto il primo aeroporto al mondo dove si attueranno le nuove misure contro la diffusione della SARS, in conformità alle procedure stabilite dall'Organizzazione Internazionale dell'Aeronautica Civile e dal WHO. Changi è stato scelto in quanto, questo aeroporto, è stato il primo ad aver adottato i dispositivi termici per il controllo della febbre dei passeggeri, ottenendo ottimi risultati. Singapore ha anche fornito, in prestito, tali dispositivi a Toronto per gli usi del proprio aeroporto.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 76

 
9 giugno 2003
Oggi la Cina oggi non ha segnalato nessun nuovo caso di SARS. Dal 6 giugno, la Cina ha segnalato un solo nuovo caso probabile.
A Taiwan, in un ospedale di una zone periferica di Taipei, sono stati segnalati 4 nuovi casi probabili di SARS. Tutti i casi hanno riferito di aver avuto contatti con persone già registrate per essere infette dalla SARS e sono stati immediatamente isolati e posti in quarantena. Insieme ai servizi sanitari locali, gli epidemiologi del WHO stanno indagando sulle cause di questa ultima serie di casi.
E' stato riferito un nuovo caso probabile di SARS a Hong Kong. Questo di oggi è stato il venticinquesimo giorno consecutivo nel quale si sono verificati meno di 5 casi. Hong Kong, inoltre, ha segnalato oggi un nuovo caso di decesso a causa della SARS.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 77

 
10 giugno 2003
Il Dott. David Heymann, Direttore Esecutivo per le Malattie Infettive del WHO, si recherà oggi in Cina per avere dei colloqui con i funzionari sanitari locali sull'epidemia di SARS e per discutere sui programmi futuri. Altri membri della squadra che si recherà in Cina includono il Dott. Guénaël Rodier, Direttore della Sorveglianza e Risposta per le Malattie Infettive ed il Dott. Thomas Grein, che coordina il funzionamento globale di risposta contro la SARS.
Lo scopo della visita è di esaminare la situazione attuale cinese della SARS e di valutare le successive azioni da intraprendere. In particolare, il WHO vorrebbe sviluppare, in collaborazione con il governo cinese, un progetto di ricerca che sfrutti appieno le informazioni ed i dati connessi unicamente con l'esperienza cinese. I funzionari sanitari del WHO, inoltre, desiderano assicurarsi che le zone dove le autorità cinesi riferiscono di tenere sotto controllo la situazione, siano ben protette da una futura recrudescenza dei casi.
"La SARS è una malattia seria con molte caratteristiche oscure" ha detto il Dott. Heymann "il contenimento a lunga durata dipende molto dalla ricerca e dall'ottenere, in breve tempo, delle risposte ad una lunga lista di domande scientifiche. La Cina ha molto da offrire per il resto del mondo".
Si dovrà discutere su alcuni importanti argomenti quali la definizione dei casi, le procedure per il monitoraggio dei contatti e le problematiche connesse con il rischio della trasmissione locale in specifiche zone. Inoltre, dovranno essere rinforzate le attrezzature tecniche negli ospedali deputati al controllo dell'infezione e, soprattutto, nelle strutture sanitarie dislocate nelle aree più povere del paese.
Le misure per il contenimento della SARS, per essere efficaci, hanno bisogno del massimo sostegno da parte delle autorità cinesi, tuttavia, questi sforzi non devono porre in secondo piano gli attuali programmi per combattere altre malattie più importanti, quali l'HIV/AIDS e la TB.
L'inadeguatezza di molte strutture sanitarie, nelle province più povere della Cina, ad effettuare una corretta sorveglianza, segnalazione e cura dei pazienti, è stata la preoccupazione principale del WHO sin dalla diffusione del primo rapporto, pubblicato all'inizio del mese di aprile. Sia il WHO che il ministero della sanità cinese considerano l'emergenza SARS come una valida occasione per rinforzare gli attuali sistemi per la rilevazione e la risposta di malattie contagiose a rischio epidemia. Tali miglioramenti, contribuiranno a combattere la prossima pandemia di influenza che colpirà la Cina, che molti esperti considerano imminente (…).
Sia il Vietnam che Singapore hanno interrotto con successo la catena di trasmissione locale e, da allora, la SARS non è più comparsa. Tuttavia, il rischio di importazione dei casi rimarrà alto finché la SARS sarà presente nel mondo.
La visita in Cina di funzionari del WHO, tra cui l'attuale Direttore Generale, Dott. Go Harlem Brundtland ed il nuovo Direttore Generale, Dott. J.W. Lee, sarà utile per apprendere, da parte delle autorità sanitarie delle zone maggiormente colpite dalla SARS, tutte le conoscenze acquisite in questi mesi.
Il Dott. Brundtland visiterà anche Hong Kong alla fine di questo mese.

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Febbre Gialla in Sudan - aggiornamento

 
11 giugno 2003
Il WHO sta fornendo assistenza nel contenimento di uno scoppio di Febbre Gialla verificatosi nella contea di Torit, nel Sudan meridionale (vedi rapporto precedente).
Una campagna vaccinale di emergenza ha avuto inizio nelle zone colpite della contea di Torit e un'altra campagna vaccinale (ancora in fase di progettazione) interesserà le vicine contee di Budi e di Magwi.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 78

 
11 giugno 2003 

Il WHO è molto interessato alla ripresa dei casi di SARS a Toronto, segnalata il 22 maggio, e sta seguendo la situazione molto attentamente. Toronto, il 14 maggio scorso, era stata rimossa dalla lista delle zone con recente trasmissione locale; è stata nuovamente inserita nella lista il 26 maggio a seguito della conferma della comparsa di nuovi casi. Da quando la SARS è riapparsa a Toronto, sono già stati segnalati oltre 90 casi probabili.
Le autorità sanitarie di Toronto sono in fase di massima allerta e stanno provvedendo ad adottare tutte le misure necessarie al contenimento della malattia ed alla cura dei pazienti; tutti i nuovi casi che presentino febbre elevata, difficoltà respiratoria o riferiscano di avere avuto contatti con casi già registrati, sono immediatamente posti in isolamento. Tutti i contatti sono attentamente monitorati e, non appena identificati, sono posti in quarantena presso le proprie abitazioni. Le misure di controllo e di prevenzione sono adottate in tutte le strutture sanitarie di Toronto e il WHO è positivamente colpito dall'organizzazione.
Le autorità canadesi hanno recentemente segnalato una probabile diffusione di SARS in un ospedale ad est di Toronto. Anche se ancora non è stato stabilito nessun evidente collegamento epidemiologico, che potrebbe spiegare questa nuova serie di focolai del virus, i funzionari stanno adottando delle misure molto ponderate. Quindici pazienti sottoposti a dialisi, presso la struttura sanitaria Lakeridge Health Centre, di Whitby, presentano difficoltà respiratoria e febbre. Dopo aver effettuato su questi pazienti delle accurate indagini di laboratorio, circa la metà dei casi è stata esclusa per aver contratto la SARS. I restanti pazienti rimangono in stretta osservazione.
Il WHO, inoltre, sta attendendo ulteriori informazioni sull'esistenza di casi, in altri paesi, che potrebbero essere stati esportati da Toronto (…).

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 79

 
12 giugno 2003
Il vice Ministro della Sanità cinese, Gao Qiang, ed il Dott. David Heymann, Direttore Esecutivo per le Malattie Infettive del WHO, hanno avuto oggi un incontro per discutere sulla attuale situazione della SARS in Cina. All'incontro hanno preso parte anche il Dott. Qi Ziaoqiu, Direttore Generale del Dipartimento per il Controllo delle Malattie del ministero della sanità cinese ed il Dott. Henk Bekedam, rappresentante del WHO in Cina.
Questo è stato il primo incontro ufficiale che ha interessato i più alti funzionari cinesi e del WHO sin dall'inizio dell'epidemia.
I funzionari del WHO hanno studiato tutti i dati e le statistiche, pervenuti dalle province interessate all'epidemia e il Dott Heymann, durante la conferenza, ha elogiato il ministero della sanità cinese per l'eccellente lavoro svolto finora e per aver adottato un efficace sistema di sorveglianza che ha determinato un considerevole abbassamento del numero di casi in Cina. Per questo motivo è anche stato consigliato ai funzionari sanitari cinesi di trasmettere la loro esperienza ai loro colleghi in altre parti del mondo.
L'efficacia delle misure di controllo adottate in Cina è basata principalmente sulla rapida identificazione dei casi e l'immediato loro isolamento; infatti, minore è il tempo che intercorre dall'inizio dei sintomi al successivo isolamento del paziente, minore è il rischio di diffusione del virus.
Altre efficaci misure includono sistemi di sorveglianza passiva e attiva, quali i controlli della temperatura corporea nelle stazioni ferroviarie, stazioni di autolinee ed aeroporti; inoltre i mass-media nazionali stanno portando avanti una intensa campagna informativa per istruire la popolazione sui sintomi e sulla necessità di rivolgersi immediatamente ad una struttura medica nel caso questi si presentassero (…).
Una preoccupazione espressa dal WHO è che per un esteso numero di casi non è conosciuta la fonte che ha generato la malattia, rendendo estremamente difficile seguire le modalità di trasmissione. A Beijing (Pechino) il numero di casi che non hanno avuto contatti con casi confermati di SARS, è aumentato dal 50% a più del 70%.
Allo scopo di fornire una assoluta protezione dall'eventuale comparsa di nuovi casi, i funzionari del WHO hanno assegnato al rinforzo degli attuali sistemi di sorveglianza la massima priorità. L'esperienza fatta fin qui indica che un singolo caso, in particolare se altamente contagioso, può generare rapidamente la comparsa di una nuova epidemia (…).
 
Alla data di oggi, i casi di SARS sono saliti a 8.445, con 790 decessi, in 29 paesi.
Rispetto all'ultimo aggiornamento (11 Giugno) si sono verificati 10 nuovi casi e 1 decesso ad Hong Kong. I nuovi casi sono stati segnalati in Canada (8), a Taiwan (2), nelle Filippine (2) ed Hong Kong (1).
Le aree più colpite sono: Hong Kong (1.755 casi, 291 morti), Singapore (206 casi, 31 morti), Taiwan (688 casi, 81 morti) Cina (5.328 casi, 343 morti) e Canada (238 casi, 32 morti).
Dal 20 maggio, le Filippine non compaiono più nella lista delle aree infette perché sono passati 20 giorni dalla segnalazione dell'ultimo caso, così come si è verificato per il Vietnam, non più considerato a rischio, dal 28 aprile scorso, diventando così il primo paese che è riuscito a contenere con successo l´epidemia. Il WHO raccomanda comunque che l'allerta in questi paesi non venga ridotta in quanto anche un singolo caso di SARS potrebbe provocare il riacutizzarsi dell'epidemia.
Dal 21 maggio, inoltre, il WHO suggerisce di evitare i viaggi verso Taiwan, come misura preventiva per evitare la diffusione dell'epidemia. Già in data 8 maggio la stessa raccomandazione era stata fatta per la provincia di Taipei (Cina).
Dal 25 maggio il Canada è stato reinserito nella lista delle aree infette, ma, almeno per il momento, non sono sconsigliati i viaggi nel paese.
A partire dal 31 maggio, Singapore esce dalla lista dei paesi infetti.
Cina e Hong Kong , invece, restano ancora tra le "zone infette", aree in cui, cioè, è stata dimostrata la presenza locale della "catena di trasmissione" della malattia e dove si sono verificati casi negli ultimi 20 giorni.

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Colera nella Repubblica Democratica del Congo

 
13 giugno 2003
Alla data dell'8 giugno, il Ministero della Sanità della Repubblica Democratica del Congo ha segnalato un numero totale di 13.452 casi di colera, compreso 380 decessi (tasso di mortalità del 2.82%), nell'intero paese.
Le province più colpite sono il sud di Kivu (1.387 casi con 26 decessi; tasso di mortalità del 1.87%), Katanga (7.557 casi con 221 decessi; tasso di mortalità del 2.92 %) e Kasai orientale (3.098 casi con 89 decessi; tasso di mortalità del 2.87%), con la maggior parte dei casi avvenuti nella zona di Tsilingue.
L'epidemia sembra diffondersi rapidamente nella parte orientale di Kasai, specialmente in tre nuove zone, colpite nella settimana compresa dal 1 all'8 giugno.
Vi è un elevato rischio di diffusione della malattia nella vicina provincia occidentale di Kasai.
Il governo di Kasai orientale ha organizzato una riunione di un gruppo di esperti di colera e di tecnici del WHO per stabilire delle linee guida utili al potenziamento delle attività di sorveglianza e di gestione nelle varie strutture sanitarie del paese e sui rifornimenti di acqua per i pazienti colpiti da una severa disidratazione.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 80

 
13 giugno 2003

Raccomandazioni per i viaggi
Oggi l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha modificato le precedenti raccomandazioni che limitavano i viaggi diretti a Hebei, nelle regioni interne della Mongolia, a Shanxi e a Tianjin, in Cina.
Le raccomandazioni circa la possibilità di posporre i viaggi, non strettamente necessari, in queste regioni della Cina, erano state diffuse il 23 aprile e l'8 maggio allo scopo di minimizzare il rischio di diffusione della sindrome respiratoria acuta (SARS). La situazione in queste zone è ora migliorata significativamente. Le attuali informazioni in possesso relative alla diminuzione dei casi di SARS ad Hebei, Mongolia interna, Shanxi e Tianjin sono state elaborate con attenzione dal WHO, il quale ha determinato che la SARS non rappresenta più una potenziale minaccia per i viaggiatori internazionali diretti in queste zone.
Inoltre, il WHO sta rimuovendo dalla lista delle aree con recente trasmissione locale di SARS anche Guangdong, Hebei, Hubei, Mongolia interna, Jilin, Jiangsu, Shaanxi, Shanxi e Tianjin. Ciò a conferma che non ci sono stati nuovi casi, in queste aree, per più del doppio del periodo massimo di incubazione, cioè per più di 20 giorni.
Il 27 marzo, il WHO suggerì alle autorità sanitarie cinesi di effettuare un accurato screening tra i passeggeri in partenza dalle zone inserite nella lista dei paesi con recente trasmissione locale, non autorizzando la partenza agli ammalati di SARS e a coloro che riferivano di aver avuto recenti contatti con pazienti. Questa raccomandazione è ancora valida per Beijing (Pechino), Hong Kong e Taiwan, in Cina, e Toronto in Canada.
Durante un recente viaggio in Cina, il Dott. David Heymann, Direttore Esecutivo per le Malattie Infettive del WHO, ha elogiato il lavoro svolto fin qui dal governo cinese e da tutto il personale sanitario "…abbiamo visto che c'è stato un notevole sforzo per mobilitare la popolazione, sia nelle zone rurali che in quelle urbane del paese, provvedendo a diffondere validi consigli per il controllo della febbre affinché i nuovi casi fossero immediatamente identificati, isolati e curati" dice il Dott. Heymann "la Cina ha fatto progressi enormi nel contenimento della SARS. Ora non bisogna abbassare la guardia e, soprattutto, occorre prevenire eventuali esportazione di casi nel mondo per evitare la comparsa di nuovi focolai della malattia".

Situazione a Toronto
Il pattern di trasmissione della SARS, a Toronto, è stato modificato, passando dalla "B" alla "C". Questo perché un caso probabile, esportato da Toronto, successivamente confermato infetto dal Coronavirus della SARS da indagini di laboratorio, non era stato identificato poiché un contatto non era stato posto in isolamento domestico. 
Il pattern di trasmissione "B" è relativo ad una zona che presenta più di un caso locale di probabile SARS, ma soltanto fra persone precedentemente identificate e quindi già poste sotto sorveglianza. Il pattern di trasmissione "C" è relativo, invece, ad una zona che presenta casi probabili locali fra persone che non ancora identificate come contatti di casi probabili di SARS.

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Colera in Mozambico - aggiornamento
 
16 giugno 2003
Al 15 giugno 2003, sono stati segnalati dal Ministero della Sanità del Mozambico, un numero totale di 11.796 casi e di 87 decessi (tasso di mortalità pari al 0,74%).
Dal 1 gennaio al 15 giugno 2003, la sola provincia di Maputo ha registrato 4.124 casi con 31 decessi; tuttavia, ora il numero di casi è in diminuzione. Il picco dell'epidemia di Colera nella provincia di Maputo e nella città di Maputo ha avuto luogo nello stesso momento in cui si è presentato nella provincia di Mpumalanga, in Sudafrica. Durante lo stesso periodo, inoltre, casi di Colera sono stati segnalati a Hohho settentrionale e in Swaziland (al confine con la provincia di Mpumalanga). Il WHO sta promuovendo delle iniziative per controllare queste epidemie di Colera.
Dal 1 gennaio al 15 giugno 2003 un numero totale di 2.004 casi, compreso 29 decessi, sono stati segnalati anche nella provincia di Gaza e 2.812 casi, compreso 14 decessi, nella provincia di Sofala.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 81

 
16 giugno 2003
Il primo congresso mondiale sulla SARS si aprirà domani a Kuala Lumpur, in Malesia. All'evento, della durata di due giorni, che è stato organizzato dal WHO, parteciperanno più di 1000 scienziati e medici, compresi gli esperti che stanno lavorando in prima linea sin dall'inizio dell'epidemia (…).
Per maggiori informazioni: http://www.who.int/csr/sars/conference/june_2003/en/

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 82

 
17 giugno 2003
Il WHO ha oggi rimosso Taiwan dalla lista delle zone nelle quali si suggerisce di limitare i viaggi. L'aggiornamento della situazione è stato determinato dagli ampi miglioramenti ottenuti negli ultimi giorni, sia sulla rilevazione dei casi che nel controllo dell'infezione e nel monitoraggio dei contatti.
"La crisi di SARS a Taiwan è stata presa molto seriamente, a tutti i livelli, sia dal governo che dal personale sanitario", ha detto il Dott. Cathy Roth, un virologo del WHO recatosi nel maggio scorso a Taiwan per studiare la situazione locale.
Il WHO suggerisce che tutte le zone che hanno presentato casi di trasmissione locale di SARS, adottino un elevato livello di vigilanza (…).
Il WHO continua inoltre a suggerire limitazioni sui viaggi diretti a Beijing (Pechino), in Cina, consigliando di posporre gli stessi se non strettamente essenziali.

Aggiornamento dei casi e dei paesi
Al 16 giugno i casi di SARS sono saliti a 8.460, con 799 decessi, in 29 paesi.
Rispetto all'ultimo aggiornamento si sono verificati 8 nuovi casi e 7 decessi, di cui 3 in Cina, 2 a Taiwan e 2 ad Hong Kong.
I nuovi casi sono stati denunciati in Canada (1), a Taiwan (6) e 1 negli USA.
Le aree più colpite sono sempre, Hong Kong (1.755 casi, 295 decessi), Singapore (206 casi, 31 decessi) , Taiwan (698 casi, 83 decessi) e la Cina (5.326 casi, 346 decessi).
In Canada si segnalano, fino ad oggi, 243 casi e 32 decessi.
In tutto il mondo ci sono, sempre secondo i dati del WHO, 6.989 ricoverati.
Dal 20 maggio, le Filippine non compaiono più nella lista delle aree infette perché sono passati più di 20 giorni dalla segnalazione dell'ultimo caso, così come si è verificato per il Vietnam, non più considerato a rischio, dal 28 aprile scorso, diventando così il primo paese che è riuscito a contenere con successo l´epidemia. Il WHO raccomanda comunque che l'allerta in questi paesi non venga abbassata in quanto anche un singolo caso di SARS potrebbe provocare il riacutizzarsi dell'epidemia.
Dal 21 Maggio, inoltre, il WHO consiglia di evitare i viaggi verso Taiwan, come misura preventiva per evitare la diffusione dell'epidemia. Già in data 8 maggio la stessa raccomandazione era stata fatta per la provincia di Taipei (Cina).
Dal 25 maggio il Canada è stato reinserito nella lista delle aree infette, ma, almeno per il momento, non sono sconsigliati i viaggi nel paese.
A partire dal 31 maggio, Singapore esce dalla lista dei paesi infetti.
Cina e Hong Kong , invece, restano ancora tra le "zone infette", cioè aree in cui è stata dimostrata la presenza locale della "catena di trasmissione" della malattia e dove si sono verificati casi negli ultimi 20 giorni.

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Febbre Tifoide ad Haiti

 
17 giugno 2003
Al 30 maggio sono stati segnalati, dall'ufficio regionale del WHO per le Americhe (PAHO) e dal ministero della sanità di Haiti, 200 casi di Febbre Tifoide, con 40 decessi. Sono tre, finora, i casi confermati da indagini di laboratorio.
L'epidemia ha avuto inizio nel mese di aprile, durante la stagione secca, ed ha interessato vari villaggi nell'area Grand Bois, al confine con la Repubblica Domenicana. Questi villaggi possiedono insufficienti strutture sanitarie e c'è carenza di acqua potabile; tutte le sorgenti dove si riforniscono le popolazioni locali presentano un forte tasso di inquinamento causato dalla presenza del batterio E.coli. La maggior parte dei decessi si è presentata in persone che non hanno potuto ricevere cure mediche.
Nel mese di maggio, PAHO ed il ministero della sanità hanno inviato una squadra di medici sul posto per studiare e controllare l'epidemia. Il team ha effettuato prelievi di campioni d'acqua dalle sorgenti esistenti per procedere con analisi di laboratorio, ha installato in varie zone delle cliniche mobili, ha effettuato analisi di laboratorio sui campioni di sangue prelevati dai pazienti infetti e sta provvedendo a divulgare una campagna educativa tra la popolazione al fine di impartire delle nozioni d'educazione sanitaria.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 83

 
18 giugno 2003
Domani contrassegnerà il 100° giorno da quando il WHO, il 12 marzo, ha emesso il primo bollettino di allerta sulla minaccia globale di SARS. 
Dai 55 casi rilevati quel giorno, tutti concentrati in modo allarmante negli ospedali di Hong Kong, Hanoi e Singapore, lo scoppio si è poi diffuso enormemente, nel mese successivo, tanto da causare circa 3.000 casi e più di 100 decessi in 20 paesi in tutti i continenti.
Allora, la minaccia della SARS era simbolizzata da una mascherina - un'immagine adatta ad una malattia misteriosa - così come lo è, ancora oggi, la SARS. Infatti, anche se l'agente causale è stato identificato (il 17 aprile), la malattia non ha ancora un vaccino o un trattamento efficace e molte delle sue caratteristiche non sono ancora spiegate.
La SARS è venuta alla luce nella Cina meridionale, verso la fine del mese di novembre 2002, a causa di un medico, che dopo essere stato colpito dal virus, soggiornò in un albergo di Hong Kong verso la fine di febbraio. Lì ebbe modo di infettare almeno altre 16 persone che occupavano delle stanze sullo stesso piano ove alloggiava lui (il nono piano). La dinamica di questo evento non è stata ancora accertata ma, sicuramente, questo avvenimento rappresenta la fonte della trasmissione di SARS nel mondo che avvenne nei giorni a seguire e che persiste tutt'oggi.
Il numero di casi è passato a 4.000 il 23 aprile e, da allora, la ascesa fu abbastanza rapida tanto da arrivare ai 5.000 casi il 28 aprile, a 6.000 il 2 maggio e a 7.000 l'8 maggio, interessando 30 paesi.
Il picco dell'epidemia è stato raggiunto all'inizio di maggio, quando erano segnalati più di 200 casi al giorno. Successivamente, dopo un rallentamento occorso nel sistema di segnalazione, i casi si portarono ad 8.000 il 22 maggio.
Durante il mese di giugno, il numero dei nuovi casi ha avuto una graduale diminuzione.
Poiché la SARS è una malattia troppo grande da riuscire a nascondersi per lungo tempo e poiché tutti i paesi che fino ad oggi sono stati interessati dall'epidemia sono ormai esperti nella rilevazione di nuovi casi, il WHO suppone che l'emergenza possa essere in fase di netto miglioramento.
L'attuale numero ridotto di casi non è "un fenomeno naturale" che possa essere attribuito ad un cambiamento nella virulenza o nell'infettuosità del virus della SARS, come spesso accade con le nuove malattie, bensì, la drastica riduzione del numero di casi è il risultato degli enormi sforzi compiuti dai governi e dal personale sanitario, altresì sostenuti da una popolazione ben informata e disposta a collaborare (…).

L'arma chiave: il termometro
Una delle lezioni più importanti acquisite fino ad oggi è l'importanza che riveste l'impegno politico ad alti livelli, nel contenimento di una epidemia, anche quando scarseggiano le strutture e le attrezzature sanitarie idonee. La SARS si sta riuscendo a contenere sempre meglio grazie alla rigorosa applicazione - su larga scala - di precise misure di controllo: isolamento, monitoraggio ed aggiornamento dei contatti, quarantena e limitazioni dei viaggi internazionali. Altre ottime misure includono: l'individuazione di ospedali "dedicati" alla cura della SARS, al fine di minimizzare il rischio di diffusione in altre strutture sanitarie, intense campagne informative tra la popolazione da parte dei mass-media e l'istituzione di centri d'accoglienza per i malati di SARS allo scopo di alleggerire il carico di lavoro nei Pronto Soccorso dei vari ospedali. Non per ultimo, l'intensa opera di screening effettuata negli aeroporti ed in altri posti di confine, attraverso il controlli della temperatura corporea.Tutte queste misure hanno contribuito alla rapida rilevazione ed al successivo isolamento di nuovi fonti dell'infezione - un punto chiave per spezzare la catena di trasmissione. 
Il mezzo più importante si è rivelato, quindi, il termometro, un'attrezzatura semplice e diffusa che si è resa efficace nella rilevazione della SARS (…).

Aggiornamento dei casi e dei paesi
I casi di SARS sono saliti a 8.465, con 801 decessi, in 29 paesi.
Le aree più colpite sono Hong Kong (1.755 casi, 295 decessi), Singapore (206 casi, 31 decessi), Taiwan (697 casi, 83 decessi) e la Cina (5.326 casi, 347 decessi).
In Canada, fino ad oggi, si segnalano 246 casi e 33 decessi.
In tutto il mondo ci sono, sempre secondo i dati del WHO, 7.148 ricoverati.
Dal 17 giugno il WHO ha eliminato Taiwan dalla lista delle zone verso le quali è consigliato posticipare i viaggi.Ad oggi si consiglia di posticipare i viaggi limitatamente solo a Beijing (Pechino), considerando ogni altra zona della Cina formalmente esente da provvedimenti internazionali e restrizioni per i viaggiatori.

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Colera in Iraq - aggiornamento 3

 
19 giugno 2003
Dal 28 aprile al 4 giugno 2003, è stato segnalato in Iraq un numero totale di 73 casi di Colera, confermati in laboratorio. Di questi, 68 nel governatorato di Bassora, 4 nel governatorato di Missan ed 1 nel governatorato di Muthana. Non è stato segnalato nessun caso di decesso.
Da 17 maggio al 4 giugno 2003, il sistema di sorveglianza che monitora i casi di malattia diarroica nei quattro ospedali principali di Bassora ha segnalato un numero totale di 1.549 casi di diarrea acquosa acuta. Fra questi casi, il 25,6% si sono presentati in pazienti di età superiore ai 5 anni.
La situazione dei rifornimenti idrici nel paese è critica. Alcune misure temporanee sono state intraprese dall'UNICEF e dalle autorità locali per migliorare l'accessibilità, da parte della popolazione locale, all'acqua potabile e limitare quindi la diffusione di epidemie.
Il WHO sta supportando le autorità sanitarie locali nell'opera di sorveglianza delle malattie infettive, nel rafforzamento tecnico dei laboratori e nella coordinamento di tutte le attività di risposta all'epidemia di Colera.
Il sistema di sorveglianza si sta espandendo anche nell'estremo meridione del paese (in tutti e quattro i governatorati) ed i primi rapporti settimanali provenienti dalle strutture sanitarie del paese stanno iniziando a pervenire al WHO.
L'UNICEF, inoltre, sta fornendo materiale utile per l'educazione sanitaria in lingua araba, nonché tavolette di cloro da destinare alle Direzioni sanitarie.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 84

 
19 giugno 2003 
La prima conferenza mondiale sulla SARS, che ha avuto luogo martedì e mercoledì scorso a Kuala Lumpur, in Malesia, è stata organizzata dal WHO per fornire delle direttive a lungo termine per la lotta contro la malattia.
Poiché il numero di nuovi casi continua a diminuire, uno dei quesiti più importanti per il futuro è se la SARS potrà essere eliminata o sradicata definitivamente. L'esperienza acquisita con altre malattie contagiose, compreso il vaiolo e la poliomielite, ha dimostrato che l'estirpazione completa di una malattia contagiosa è possibile soltanto quando possono essere soddisfatte tre precise condizioni.
In primo luogo, dovrà essere disponibile - in breve tempo - un vaccino capace di interrompere la trasmissione del virus. In secondo luogo, devono essere disponibili degli strumenti diagnostici di facile impiego, necessari alla rilevazione esatta e rapida dei livelli d'infezione che possono generare la trasmissione della malattia. Per concludere, deve essere ben noto il ciclo di vita dell'agente causale responsabile dell'infezione negli esseri umani; se la catena di trasmissione da uomo a uomo è interrotta, l'agente non può sopravvivere. 
L'esistenza di un'eventuale fonte del virus di tipo animale, potrebbe complicarne l'estirpazione ma ciò non preclude che potrebbe essere interrotta la catena di trasmissione animale stessa.
Per realizzare l'eliminazione della SARS, a livello globale, occorre adottare delle misure di controllo sicure, semplici e facilmente acquisibili. Quelle attuali, che includono la rilevazione e l'isolamento dei casi, il monitoraggio e l'aggiornamento dei contatti e la quarantena, sono efficaci ma estremamente costosi e socialmente disgregativi. Sono pochi i paesi che possono sostenere gli attuali sforzi ancora per lungo tempo.
La massima priorità rimane la messa a punto di una prova diagnostica efficace e sicura, non ancora disponibile, di facile utilizzo ed acquisibile dalle strutture sanitarie di ogni parte del mondo (…).

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 85

 
20 giugno 2003
Domenica 22 giugno rappresenta il ventesimo giorno da quando l'ultimo caso probabile di SARS, segnalato a Hong Kong, è stato posto in isolamento (2 giugno). Se nessun nuovo caso sarà rilevato alla fine di questo week-end, Hong Kong sarà rimossa dalla lista delle zone con recente trasmissione locale.
Sia il WHO che i servizi sanitari di Hong Kong sono molto prudenti nel controllo della malattia e stanno adottando tutte le misure necessarie affinché, malgrado i risultati positivi, non si verifichi una ricaduta.
Il WHO ha ricevuto oggi notizia su un caso sospetto di SARS che è stato posto in isolamento il 9 giugno. I risultati di 3 prove di PCR sono stati negativi, inoltre anche le prove sierologiche, effettuate 20 giorni dopo l'inizio dei sintomi, sono state negative.
Le informazioni su questo caso conferiscono ulteriore sicurezza circa la sorveglianza, che continua ad essere intensa e che, inoltre, i nuovi casi continuano ad essere rilevati ed isolati rapidamente. Il WHO suppone che il caso in questione non è un caso di SARS.
La rimozione dalla lista rappresenta che la catena di trasmissione uomo-uomo è stata interrotta, eliminando il rischio di infezione sia per i residenti che per i viaggiatori.
Il 2 aprile, il WHO raccomandò di posporre qualsiasi viaggio non essenziale diretto ad Hong Kong. Questo suggerimento fu poi rimosso sette settimane dopo, il 23 maggio.
Attualmente le uniche limitazioni per i viaggi riguardano la Cina, Pechino.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 86

 
23 giugno 2003
Hong Kong è stata rimossa dalla lista delle aree a rischio di trasmissione. Sono trascorsi, infatti, venti giorni (che rappresentano il doppio del periodo massimo di incubazione) dalla segnalazione dell'ultimo caso posto in isolamento (2 giugno).
Il periodo di 20 giorni è preso come riferimento dalle autorità sanitarie per ritenere interrotta la catena di trasmissione uomo-uomo, eliminando così il rischio di infezione sia per i residenti che per i viaggiatori.
"Questo è un successo molto importante", ha detto il Dott. David Heymann, Direttore Esecutivo per le Malattie Infettive del WHO "Hong Kong, con la sua densa popolazione ed i numerosi chilometri di confine con la Cina, ha dovuto controllare una delle epidemie più dure. Questo successo evidenzia come il mondo intero possa ritenersi ora più sicuro dalla minaccia della SARS".
Inizialmente la SARS è stata esportata dalla Cina meridionale a Hong Kong e successivamente ad Hanoi, a Toronto ed a Singapore, verso la fine di febbraio.
Sedici tra clienti e visitatori di un albergo di Hong Kong, tutti, per un motivo o per un altro, transitati al nono piano dell'albergo stesso, sono stato infettati, in maniera tutt'oggi ancora sconosciuta, da un medico proveniente dalla provincia di Guangdong, che dimorò nella stanza 911. Il primo caso ad Hong Kong, fu segnalato nell'ospedale Prince of Wales, in un paziente che riferì di essere stato al nono piano dell'albergo succitato, nel mese di febbraio. Anche altri successivi focolai della malattia sono stati collegati all'albergo.
Quando l'epidemia ha colpito gli ospedali di Hong Kong, la SARS ancora non era stata riconosciuta come una nuova malattia pericolosa. I medici e gli infermieri, ignari della necessità di isolare i pazienti nonché di adottare delle misure di protezione, sono divenuti le prime vittime. In un episodio particolare, il primo paziente di SARS, ricoverato il 4 marzo nell'ospedale Prince of Wales, è stato curato, per quattro volte al giorno, con un nebulizzatore che, probabilmente, ha causato la propagazione nell'aria del virus determinando una diffusione della malattia.
Verso la fine di marzo, Hong Kong ha dovuto far fronte ad una grave diffusione della malattia (quasi 300 casi pressoché simultanei) avvenuta in un edificio di un complesso residenziale nel quartiere di Amoy Garden. In occasione di quell'evento, è stata sollevata la possibilità che la fonte dell'infezione potesse essere di tipo ambientale. La malattia si è diffusa all'interno dell'edificio in maniera verticale sfruttando, come successivamente accertato, le condotte di sistemi comuni (rete fognaria o condizionamento dell'aria).
Sin dai primi giorni nei quali la SARS è stata individuata, i funzionari sanitari di Hong Kong hanno fornito precise informazioni sia alla popolazione che ai mass-media. Un merito particolare va a tutti gli scienziati, epidemiologi e medici in genere che, lavorando in prima linea, hanno notevolmente contributo a bloccare la SARS.
Il lavoro svolto dalle autorità sanitarie di Kong, inoltre, ha contribuito a perfezionare le metodologie di controllo e gestione della malattia, successivamente adottate in ogni parte del mondo.

Aggiornamento dei casi e dei paesi
I casi di SARS sono saliti a 8.461, con 804 decessi, in 32 paesi.Le aree più colpite sono Hong Kong (1.755 casi, 296 decessi), Singapore (206 casi, 31 decessi), Taiwan (695 casi, 84 decessi) e la Cina (5.326 casi, 347 decessi).In Canada, fino ad oggi, si segnalano 245 casi e 34 decessi.In tutto il mondo ci sono, sempre secondo i dati del WHO, 7.218 ricoverati.

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Peste in Algeria

 
24 giugno 2003
Al 23 giugno, il ministero della Sanità dell'Algeria ha segnalato un numero totale di 10 casi di peste bubbonica, compreso 1 decesso, a Tafraoui, nella regione di Oran.
I casi sono stati trattati con antibiotici e sono state approntate le necessarie misure preventive. Finora non è stato ufficialmente segnalato nessun nuovo caso.
Il WHO sta lavorando con il ministero della Sanità algerino per elaborare delle valide prove diagnostiche e per fornire supporto tecnico anche con la collaborazione dell'Istituto Pasteur di Parigi ed il Kazakh Scientific Centre for Quarantine and Zoonotic Diseases di Almaty in Kazakhstan.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 87

 
24 giugno 2003
Il WHO sta rimovendo Pechino dalla lista delle aree a rischio di trasmissione della SARS; pertanto, la raccomandazione di posporre i viaggi, se non strettamente essenziali, da oggi non è più valida. 
Beijing (Pechino) era rimasta l'ultima zona nel mondo ad essere inserita nella lista delle aree a rischio.
La raccomandazione di posporre i viaggi, non essenziali, era stata formulata il 23 aprile scorso al fine di minimizzare la diffusione internazionale della sindrome respiratoria acuta (SARS). Il WHO sta modificando questa consiglio poiché la situazione, nella capitale cinese, è significativamente migliorata. L'ultimo caso registrato a Pechino è stato isolato il 29 maggio, quando un certo numero di pazienti, inizialmente ritenuti sospetti, sono stati poi giudicati non infetti dal virus della SARS. Nessun caso risulta essere stato recentemente esportato dalla città e tutti i più recenti casi sono stati minuziosamente monitorati.
"Stiamo cambiando la raccomandazione per i viaggi diretti a Pechino, che avverrà martedì 24 giugno" ha detto il Dott. Gro Harlem Brundtland, Direttore Generale del WHO "Pechino era rimasta l'ultima zona a rischio. Questa è una notizia molto buona che sta a dimostrare i grandi progressi fatti nel mondo nella lotta contro la SARS".
Pechino, con un numero totale di 2.521 casi e di 191 decessi, ha dovuto sopportare la più grave epidemia di SARS avvenuta nel mondo, seguita da Hong Kong, con 1.755 casi e 296 decessi e la provincia di Guangdong, in Cina, con 1.511 casi e 57 decessi.
Per ragioni ancora sconosciute, le aree della Cina hanno registrato, malgrado l'alto numero di casi, un basso tasso di mortalità rispetto ad altri paesi nel mondo.
La Cina ha inviato le prime segnalazioni di casi di SARS all'inizio di aprile, quando a Pechino si verificarono 29 casi e 4 decessi. Il picco massimo dell'epidemia è avvenuto alla fine di aprile, con 100 casi al giorno segnalati a Pechino.
Il contenimento di una epidemia di tali dimensioni è stato possibile grazie all'efficacia delle misure di controllo adottate, compreso l'isolamento, il monitoraggio dei contatti e la quarantena; tutte queste azioni sono state apprezzabilmente sostenute dal governo (…).
Sono trascorsi più di 20 giorni da quando è stato isolato l'ultimo caso verificatosi a Pechino. Di conseguenza, la capitale cinese è stata anche rimossa dalla lista delle zone con recente trasmissione locale della malattia.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 88

 
25 giugno 2003
Il WHO ha ricevuto segnalazioni su nuovi casi probabili di SARS in Cina e nel Giappone.

Cina
Il ministero della Sanità cinese ha segnalato oggi un nuovo caso probabile di SARS relativo ad una donna di 77 anni d'età, verificatosi nella provincia di Guangdong. Il caso era stato precedentemente classificato come caso sospetto e, in conformità alle direttive del WHO, era stato posto in isolamento il 3 giugno.
Questo di oggi rappresenta il primo nuovo caso segnalato in Guangdong dal 17 maggio. L'ultimo caso, invece, segnalato in Cina risale all'11 giugno.
Il WHO, in attesa di ricevere ulteriori informazioni sull'evento, ritiene che non dovrebbe esserci il rischio di una nuova diffusione del virus in quanto il caso in questione rappresenta l'evoluzione della malattia in una caso già noto e classificato come sospetto. La spiegazione più probabile è che il caso, segnalato all'inizio di giugno, è collegato ad una catena di trasmissione che successivamente è stata interrotta.
I precisi dati in possesso delle autorità sanitarie locali hanno rivelato che la donna è stata ricoverata ad Hong Kong ed è stata curata, per altre malattie, tra il 20 ed il 21 maggio scorso. Poiché divise, in quei giorni, la sua stanza d'ospedale con un paziente affetto dalla SARS, la donna fu posta sotto osservazione fino al 1° giugno. Durante il periodo massimo di incubazione non accusò nessun sintomo tipico della SARS.
Tuttavia, un possibile collegamento con l'ospedale di Hong Kong non può essere completamente bocciato. Come si è appreso durante il congresso mondiale sulla SARS della scorsa settimana, la malattia non sempre segue un corso clinicamente prevedibile, soprattutto nei pazienti anziani, specialmente quando sono stati curati per altre malattie.
Guangdong, i cui primi casi di SARS hanno fatto la loro apparizione nella metà del mese di novembre dell'anno scorso, è stata rimossa dalla lista delle zone a rischio di trasmissione il 13 giugno. Il WHO afferma che questa nuova segnalazione, poiché trattasi di un caso già classificato come sospetto, non costituisce un motivo per effettuare alcun cambiamento nella situazione di Guangdong.

Giappone
Il ministero della Sanità giapponese ha oggi segnalato un caso probabile di SARS relativo ad un uomo di 33 anni d'età, giunto a Tokyo per turismo il 21 giugno e i cui sintomi si sono sviluppati due giorni dopo il suo arrivo. Il paziente è stato immediatamente ricoverato e posto sotto controllo in conformità alle direttive del WHO.
Le prime prove diagnostiche hanno escluso altre cause comuni della malattia respiratoria severa. Sono comunque in ulteriori tests ed indagini epidemiologiche. Poiché il paziente è residente a Taiwan, anche i funzionari sanitari del posto stanno contribuendo alla ricerca.

Commento sui nuovi casi
Quando ha origine un nuovo focolaio di malattia mentre la vigilanza è ancora alta, i casi sono rilevati quasi sempre. La loro pronta segnalazione fornisce ulteriore assicurazione sulla efficacia dei sistemi di sorveglianza. Tuttavia, il WHO anticipa che molti casi segnalati durante questa fase dell'epidemia potranno essere relativi ad una forma di polmonite trasmessa da agenti differenti dal virus della SARS.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 89

 
26 giugno 2003
All'inizio di questa settimana Hong Kong e Pechino - le due città più duramente colpite nel mondo - sono state rimosse dalla lista delle aree a rischio di trasmissione della SARS. Soltanto Toronto e Taiwan, ad oggi, continuano a contrastare la trasmissione locale della malattia ma, probabilmente, anche in queste zone il contenimento è vicino.
Dopo quasi quattro mesi dall'inizio dell'epidemia, l'emergenza globale per la salute pubblica sembra stia terminando.
Il virus della SARS, un nuovo membro appartenente alla famiglia dei Coronavirus, ha avuto origine, inizialmente, nella metà del mese di novembre 2002 nella Cina meridionale. Uno dei quesiti attuali è se la catena di trasmissione umana della SARS sia stata effettivamente e definitivamente interrotta, oppure se vi sia la possibilità di una recrudescenza della malattia.
La domanda scaturisce sulla base delle conoscenze del comportamento di altri virus, come ad esempio la Febbre di Ebola e la Febbre emorragica di Marburg. Questi virus emergono periodicamente causando epidemie limitate, solitamente, a zone geografiche ben definite. Questi virus si nascondono, in un periodo di "letargo" negli animali e, mediante una trasmissione di tipo ambientale, si diffondono poi tra gli esseri umani.
Ora la domanda è se anche la SARS possa adottare questo comportamento, anche in virtù della consapevolezza che il virus, si suppone, sia stato anch'esso trasmesso mediante trasmissione di tipo ambientale da fonte animale.
Molti nuovi virus che sono trasmessi dagli animali agli esseri umani, come il Nipah, Hendra e gli Hanta virus, non hanno la caratteristica di spargersi così efficacemente da una persona ad un'altra e non generano vaste epidemie con un potenziale rischio di una rapida diffusione internazionale come il virus della SARS. I fattori ambientali sono stati determinanti in questa epidemia; gli ospedali , in principio, hanno contribuito, a causa della scarsa conoscenza iniziale della malattia, a diffondere il virus rapidamente e abbondantemente. Inoltre, benché la SARS abbia un alto tasso di mortalità (intorno al 15%), il paziente sopravvive abbastanza a lungo, avendo il tempo - se non adeguatamente trattato - di spargere la malattia altrove.
Il coordinatore scientifico del WHO per l'emergenza SARS, il Dott. Klaus Stöhr, si trova attualmente in Cina per collaborare con gli scienziati locali alla stesura di un ordine del giorno contenente le priorità da adottare; la ricerca delle origini del virus della SARS è al primo posto dell'agenda.
Nel frattempo il WHO ha delle buone ragioni per credere che la SARS farà nuovamente apparizione alla fine dell'anno in corso. Tuttavia il WHO è ottimista sulle condizioni dei vari paesi nel fronteggiare un eventuale riacutizzazione del virus.
I sistemi sanitari pubblici nel mondo hanno dimostrato la loro capacità di entrare rapidamente in una fase di allerta. La rapida rilevazione e il tempestivo isolamento dei casi importati in Africa e in India rappresentano dei buoni esempi per dimostrare l'efficacia del livello di vigilanza adottato al fine di evitare ulteriore diffusione. Alcuni paesi colpiti dalla SARS, come Hong Kong e Singapore, hanno programmato di continuare a mantenere elevato il livello di vigilanza, sostenuto da adeguate misure di screening, almeno fino alla conclusione dell'anno.
Nel mondo c'è la consapevolezza sulla malattia e, ormai, le misure disposte dal WHO sono note ovunque. La ricerca attualmente in corso può migliorare la conoscenza scientifica della SARS e può contribuire a perfezionare le prove diagnostiche.
L'epidemia di SARS ha delineato l'importanza che riveste l'immediata rilevazione dei casi, allo scopo di limitare la diffusione internazionale, e la relativa comunicazione al WHO. Tutti i governi e le autorità sanitarie dei paesi non devono assolutamente nascondere la verità su eventuali focolai della malattia, peraltro, il virus è troppo evidente per poter essere celato per lungo tempo.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) - vari paesi interessati - agg.to 90

 
27 giugno 2003

Giappone 
Il ministero della Sanità giapponese ha riferito oggi al WHO che il caso segnalato mercoledì scorso, è stato dichiarato estraneo alla SARS. Diverse analisi di laboratorio effettuate sui campioni del paziente hanno infatti confermato la diagnosi di influenza di tipo B.
Il caso in questione è relativo ad un uomo di 33 anni d'età proveniente da Taiwan e giunto a Tokyo il 21 giugno; egli ha sviluppato, due giorni dopo il suo arrivo, i sintomi tipici della malattia, compresa una febbre alta.

Criteri adottati dal WHO per rimuovere una zona dalla lista
Una zona viene rimossa quando sono trascorsi venti giorni - due volte il periodo di incubazione - da quando l'ultimo caso probabile segnalato è stato posto in isolamento, o ha lasciato la zona in questione, oppure è morto. Se nessun nuovo caso viene rilevato durante questo periodo, la catena di trasmissione è considerata interrotta.
Il tempestivo isolamento di un caso probabile di SARS allontana la persona dalla Comunità, riducendo così le occasioni per permettere al virus di diffondersi, anche se ciò non elimina del tutto il rischio di ulteriore trasmissione. Il periodo d'incubazione di venti giorni è considerato dal WHO il tempo necessario per dichiarare un'area esente dal rischio di trasmissione del virus. E' stato provato che in tutti i paesi dove, nel periodo di venti giorni, non è emerso nessun nuovo caso sono state adottate rigorosamente tutte le misure preventive suggerite dal WHO.
La rimozione dalla lista, dopo i 20 giorni, si attua soltanto su i casi sintomatici, ma non su i contatti disposti in isolamento domestico come misura precauzionale. L'esperienza fin qui acquisita indica che la trasmissione della SARS si verifica solo quando una persona è effettivamente malata. I contatti asintomatici non sembrano poter comportare un rischio di contagio.
Dichiarare interrotta una catena di trasmissione può tuttavia conferire un falso senso di sicurezza tanto da determinare una riduzione del controllo medico e la mancata adozione delle necessarie misure di isolamento.
Per questo motivo il WHO sta adottando dei rigorosi criteri di eliminazione di un'area dalla lista dei paesi a rischio.
Attualmente, soltanto Toronto e Taiwan rimangono iscritte alla lista.
A Toronto, il caso probabile più recente ha mostrato i primi sintomi il 12 giugno ed è stato immediatamente posto in isolamento. L'ultimo caso probabile segnalato a Taiwan è stato rilevato ed isolato il 15 giugno (…).

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