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SETTEMBRE 2003

   
    

 

Difterite in Afghanistan

 
29 agosto 2003
Al 9 agosto 2003, il WHO ha notificato 50 casi, compreso 3 decessi (tasso di mortalità pari al 6%), nel periodo compreso tra il 12 giugno e il 2 agosto 2003. Questi casi sono relativi ad un campo profughi dislocato a Kandahar. I primi dati epidemiologici indicano che nel 74% dei casi si è trattato di persone con un'età compresa tra i 5 ed i 14 anni.
Nei campioni ricevuti dal Laboratorio Centrale di Kabul è stato confermato il virus Corynebacterium diphteriae. Ulteriori accertamenti di laboratorio sono in corso a Islamabad, in Pakistan.
Il 2 agosto ha avuto inizio una campagna di vaccinazione di massa che ha interessato l'intera comunità del campo profughi (circa 40.000 persone). Alla data del 7 agosto le persone vaccinate erano 7.544.
Il WHO, l'UNHCR, l'UNICEF, Médecins sans Frontières (Olanda), il Comitato Internazionale della Croce Rossa, la Federazione Internazionale della Croce Rossa, la Società di Mezzaluna Rossa e Inter-SOS stanno fornendo supporto al ministero della sanità nell'adempimento delle attività di gestione e controllo dell'epidemia, nonché provvedendo alla fornitura di medicine e dosi vaccinali supplementari.
Le succitate organizzazioni stanno altresì provvedendo a migliorare la situazione tecnico-logistica nel campo. La sorveglianza è alta.

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Colera in Liberia - aggiornamento 4

 

2 settembre 2003
Sulla base dei risultati ottenuti dall'analisi dei dati in possesso, il WHO ha riferito che il numero dei casi riportati a Monrovia dall'inizio dell'epidemia (mese di giugno) fino al 17 agosto, è salito a 6.353.
Per quanto riguarda, invece, il numero dei decessi, il dato non è ancora disponibile.
Il WHO ha costituito un sistema di sorveglianza d'emergenza affinché si riesca ad ottenere costantemente una situazione aggiornata.
Il primo picco, registrato durante il periodo 7-13 luglio, raggiunse 935 casi. Successivamente, la media settimanale diminuì fino alla fine del mese di luglio ed inizio di agosto, anche se le precarie condizioni locali hanno impedito a molti pazienti di accedere con facilità alle cure sanitarie. In seguito, come conseguenza ad una migliore organizzazione ricettiva ed a un più preciso monitoraggio della situazione, il numero dei pazienti registrati è aumentato velocemente. Secondo i dati giunti dai vari centri per il trattamento del Colera, a Monrovia, sono 727 i casi registrati durante il periodo compreso tra il 4-10 agosto e 1.203 durante il periodo 11-17 agosto.
Molte persone stanno ora facendo ritorno nelle loro abitazioni o nei campi profughi, dislocati appena fuori Monrovia; ciò sta causando una diffusione del virus verso le zone periferiche della città e nei vicini distretti.
Approssimativamente sono 230.000 le persone accampate nei campi, dove la situazione è molto precaria e la vita seriamente critica. Il risanamento della zona è difficile e l'acqua potabile è limitata; sono disponibili soltanto 2 litri al giorno a persona.
Per ridurre il rischio di malattie, il WHO, in collaborazione con l'UNICEF ed altri soci, ha lanciato una campagna per la clorazione dell'acqua. La clorazione di 5.000 pozzi, a Monrovia, ha già avuto inizio e il trattamento sarà ripetuto regolarmente fino a che il rischio di Colera non sarà cessato.
Uno screening effettuato da organizzazioni non governative (NGOs) ha rilevato che il 40% dei bambini esaminati è malnutrito in maniera acuta e ciò può causare un aumento dei casi di Colera. Médecins sans Frontières (Francia e Belgio) e MERLIN hanno aperto dei centri per il trattamento del Colera vicino alle zone più infette.
Il comitato di coordinamento per il Colera è stato riattivato per accertare l'efficacia delle attività messe in atto dalle varie organizzazioni operanti in Liberia durante questa fase del dopoguerra. In particolare, alle organizzazioni non governative è stato assegnato il compito di perfezionare la diffusione delle informazioni rivolte alla popolazione relativamente le misure di prevenzione.

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Febbre di Rift Valley in Egitto

 

2 settembre 2003 
Al 28 agosto, il WHO ha ricevuto segnalazione su 45 casi di Febbre di Rift Valley (RVF), tra cui 17 decessi, nel distretto di Seedy Salim, una remota zona rurale appartenente al governatorato di Kafr Al-Sheikh, circa 150 chilometri al nord del Cairo. Tutti i casi sono relativi a contadini egiziani. 
La prova di laboratorio effettuata nell'Unità nr. 3 di ricerca medica navale (NAMRU-3), in Egitto, ha confermato la diagnosi di RVF nei campioni esaminati.
Il Ministero della sanità, il Ministero dell'agricoltura ed il WHO stanno unendo gli sforzi per controllare lo scoppio ed istituire tutte le misure di controllo necessarie. Il WHO, inoltre, sta monitorando molto attentamente l'attuale situazione.
Un aumento graduale del numero dei casi ritenuti sospetti di RVF, nel distretto di Seedy Salim, è stato segnalato come conseguenza di una intensa sorveglianza.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) a Singapore

 

10 settembre 2003
Le Autorità sanitarie di Singapore hanno segnalato un caso, confermato da prove di laboratorio, infetto dal coronavirus della SARS (CoV). L'individuo colpito è uno studente di medicina di 27 anni d'età che ha lavorato in un laboratorio di virologia a Singapore. Non appena il paziente ha avuto i primi sintomi e, di conseguenza, la febbre, è stato immediatamente ricoverato ed ora le sue condizioni sono abbastanza buone.
Il monitoraggio effettuato non ha identificato casi secondari determinati da questa infezione.(…)
Questo evento, seppur delicato, è già stato isolato, non ha prodotto diffusione del virus e, quindi, non è considerato un pericolo per la sanità pubblica.
Il WHO ha elogiato le Autorità sanitarie di Singapore per la celerità con la quale è stata affrontata questa nuova emergenza ed alle misure di contenimento della malattia immediatamente adottate.
Si suppone che questo caso possa essere stato causato da un incidente avvenuto nel laboratorio ove lavorava il paziente; il WHO sta indagando in tal proposito.
Singapore continua ad essere una destinazione sicura per i viaggiatori ed i viaggiatori in partenza da Singapore non comportano rischi per gli altri paesi.
Questo evento non rappresenta un rischio internazionale per la sanità pubblica.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) a Singapore - aggiornamento

 

17 settembre 2003
E' stato confermata, da indagini di laboratorio, l'infezione del Coronavirus della SARS (CoV) che ha interessato il ricercatore medico di 27 anni che lavorava in un laboratorio di virologia.
I risultati di laboratorio, inizialmente prodotti dalle autorità sanitarie di Singapore, ora sono stati confermati anche da un altro laboratorio della rete di ricerca della SARS, per l'esattezza dal U.S. Centers for Diseases Control.
La febbre sviluppata nel paziente, immediatamente ricoverato, è ora cessata. Sono stati attentamente monitorati tutti i contatti del caso in questione che, ad oggi, continuano a non presentare segni della malattia. I funzionari sanitari di Singapore hanno informato il WHO che il paziente sarà dimesso mercoledì e sarà posto in quarantena domestica per 14 giorni.
Il caso di Singapore, seppur delicato, è stato prontamente isolato e non ha prodotto diffusione del virus determinando preoccupazione internazionale per la sanità pubblica.
Singapore continua ad essere una destinazione sicura per i viaggiatori ed i viaggiatori in partenza da Singapore non comportano rischi per altri paesi.
Poiché si suppone che il paziente possa essere stato infettato nell'adempimento delle attività di laboratorio ove prestava servizio, una squadra di esperti sta indagando in tal senso ed inoltre, provvederà anche a verificare se tutte le previste procedure di sicurezza siano state rispettate. Il team internazionale è composto da 11 membri ed è coordinato dal Dott. Antony Della Porta, un esperto australiano di biosicurezza. Le indagini termineranno, presumibilmente, la settimana prossima.
Il WHO presenterà un rapporto sulle indagini effettuate presso il laboratorio di Singapore nel meeting sulla SARS, che si terrà il mese prossimo a Ginevra.

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Sindrome respiratoria acuta (SARS) a Singapore - aggiornamento 2

 

24 settembre 2003
Il ministero della sanità di Singapore ha rilasciato il rapporto completo relativo alle indagini effettuate sul recente caso di SARS. Il paziente, come già ipotizzato l'8 settembre scorso, è stato contagiato accidentalmente nel laboratorio ove lavorava.
La ricerca non ha trovato tracce di diffusione del virus e non c'è motivo perché il caso dia origine a preoccupazioni per la sanità pubblica internazionale.
Il caso avvenuto a Singapore è stato il primo caso di SARS, confermato in laboratorio, dal 15 giugno scorso, quando fu isolato un caso a Taiwan, in Cina. Oltre ai risultati positivi per il coronavirus della SARS, ottenuti dai tests effettuati a Singapore e successivamente confermati dai centri degli Stati Uniti per il controllo e la prevenzione delle malattie, il paziente ha mostrato i tipici sintomi caratteristici della SARS.
Il paziente stava conducendo delle ricerche sul virus del Nilo occidentale in un laboratorio che, parallelamente, stava conducendo delle ricerche sul coronavirus attivo della SARS. Le indagini hanno concluso che la fonte d'infezione è stata determinata dalla contaminazione trasversale dei campioni del virus del Nilo occidentale con quelli della SARS. Infatti, entrambi i virus sono stati rilevati nei campioni esaminati. (…)
Gli esperti internazionali giunti sul posto hanno identificato parecchie inadeguatezze nelle procedure attuate nel laboratorio in questione, alcune delle quali avrebbero contribuito al verificarsi dell'incidente, ed hanno fatto una serie di raccomandazioni perché siano rimosse. Il laboratorio, nel frattempo, è stato temporaneamente chiuso. (…)
In relazione a questo avvenimento ed ai risultati della Commissione di Revisione, il WHO sta stabilendo le raccomandazioni da divulgare relative alla manipolazione dell'agente della SARS. Una riunione di esperti e di funzionari sanitari nel campo della biosicurezza sarà convocata nel mese di ottobre del 2003 per rivedere la guida di riferimento sulla biosicurezza.
Il rapporto completo della Commissione di Revisione è disponibile a questo indirizzo:
http://www.moh.gov.sg/sars/pdf/Report_SARS_Biosafety.pdf

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